Posts tagged ‘EGFR’

giugno 28, 2012

Tumore al polmone: terapie molecolari personalizzate.

Fino a qualche anno fa un paziente con una dignosi di al aveva a disposizione esclusivamente la chemioterapia. “Oggi abbiamo intrapreso la strada giusta,quella della ”, afferma Cesare Gridelli, presidente della 3 Conferenza internazionale di Oncologia toracica (CIOT), Direttore del dipartimento di Onco-ematologia AORN “S.G. Moscati” di Avellino. “Abbiamo scoperto che la forma piu’ frequente di al -il carcinoma polmonare – forma che colpisce anche i non , si caratterizza con alterazioni genetiche specifiche e cosi’ – spiega Gridelli nel corso di una conferenza stampa– sono stati messi a punto farmaci “intelligenti” in grado di colpire questi bersagli,risparmiando le cellule sane”. I farmaci bersaglio hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico al trattamento del al : “si va incontro alla personalizzata, e’ importante quindi che i pazienti non si perdano d’animo e cerchino il Centro che possa garantire la in modo completo”, continua l’esperto, che riporta numeri sorprendenti: “abbiamo nella pratica clinica farmaci per una mutazione, l’, che rappresenta il 10 per cento circa dei casi. Questi farmaci nei pazienti con mutazione, hanno dimostrato grande efficacia con percentuali di regressione, anche in pazienti pretrattati con chemio, del 60-70 per cento e un raddoppiamento della sopravvivenza”.

luglio 20, 2011

Tumori: dal c-MET alla TAC a spirale risultati discussi al congresso mondiale di Amsterdam

L’obbiettivo è il solito: provare ogni mezzo per bloccare i . In questa sfida che impegna ogni giorno la ricerca oncologica, un’altra tappa è stato il congresso mondiale sui al polmone, appena concluso ad Amsterdam. Gli oncologi sanno che la guerra contro il cancro non sarà facile da vincere e richiede tempo; intanto è importante concentrarsi su singole battaglie, come rallentare la progressione del cancro, di ‘cronicizzarlo’, o come migliorare le terapie esistenti. E su questo stanno lavorando gli scienziati di tutto il mondo, in attesa di scoprire la ‘pallottola magica’ contro questa malattia.

 

Anche ad Amsterdam si è rilevato come accanto alla chemioterapia tradizionale, che uccide in maniera più o meno indiscriminata cellule maligne e cellule sane (con una ‘predilezione’ naturalmente per quelle che si moltiplicano a più alta velocità, quali appunto quelle tumorali), si vanno affiancando terapie sempre più sofisticate, costruite su misura contro gli obiettivi sensibili del cancro, cioè quei recettori e quegli ingranaggi intracellulari che, una volta attivati, conferiscono alla cellula tumorale la possibilità di costruire nuovi vasi attraverso i quali espandersi.

aprile 27, 2011

Epatite C: la scoperta di interazione tra due enzimi apre le porte a nuovi approcci terapeutici.

La scoperta del ruolo chiave di due che ‘aprono la porta’ delle all’infezione dell’, rendera’ possibile la realizzazione di nuovi farmaci , piu’ efficaci di quelli attuali, secondo quanto scrive oggi la rivista Nature Medicine online.

Uno studio iniziale condotto su una serie di pazienti che hanno contratto l’infezione e’ gia’ in via di definizione, dopo il successo dei testi sugli animali, secondo quanto annunciano i ricercatori del team internazionale guidato da Thomas Baumer dell’Inserm-Universita’ di Strasburgo e finanziato dall’Ue e dall’Agenzia nazionale francese per la ricerca sull’Aids e sulle epatiti.

settembre 7, 2010

Albumina nelle urine: predittiva di rischi renali acuti.

L’analisi dell’albumina nelle urine è in grado di mettere in evidenza il rischio di sviluppare malattie renali acute. A sostenerlo è un gruppo di studiosi della Johns Hopkins University di Baltimora (Usa) guidati da Morgan Grams in uno studio pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology, secondo i quali i pazienti con più alti livelli della proteina corrono un rischio 5 volte maggiore di sviluppare un danno renale acuto.

Del test, spiegano i ricercatori, già si conosceva il legame con il danno renale acuto, ma finora non era mai stato quantificato. Il team di Baltimora ha studiato le cartelle cliniche di 11.200 pazienti arrivando a individuare che i livelli dell’albumina nel sangue possono funzionare da fattore predittivo di danno renale acuto più di quanto non si fosse mai sospettato finora. Il danno renale acuto, spiegano i ricercatori, si verifica quando i reni improvvisamente perdono la capacità di filtrare le scorie del sangue: se il paziente è in buona salute “è una condizione potenzialmente reversibile, ma non sempre. I danni renali acuti ci preoccupano molto perché possono portare a malattie renali croniche e perfino alla morte”, spiega Grams.                               Il semplice ed economico esame potrebbe rappresentare una nuova strada per individuare – e prevenire – danni renali acuti potenziando il “tasso di filtrazione glomerulare” o eGFR, dall’inglese “estimated glomerular filtration rate”, il metodo attualmente utilizzato. (ASCA)

agosto 19, 2010

Pisa: progressi importanti nella diagnostica molecolare dei tumori.

Si aprono nuovi spiragli nella cura del cancro al polmone grazie agli studi incrociati di anatomia patologica e genetica molecolare, che utilizzano il sequenziamento del Dna cellulare per identificare le neoplasie sensibili a trattamenti farmacologici mirati. E’ abbastanza recente, ad esempio, la scoperta che determinati farmaci biologici sono in grado di arrestare la crescita di un adenocarcinoma polmonare in presenza di una determinata mutazione genetica, soprattutto se il soggetto portatore di mutazione e’ una donna. Il risultato e’ che la malattia si blocca, il paziente puo’ vivere diversi anni libero da malattia e la sua qualita’ della vita complessivamente migliora. Il gene in questione e’ l’EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor), che risulta frequentemente alterato nei tumori del polmone e i farmaci biologici che ne inibiscono l’attivita’ si stanno dimostrando in grado di bloccarne la crescita.(liquidarea)