Posts tagged ‘efsf’

luglio 3, 2012

Monti come Balotelli.

di Alfonso Gianni

Riemergere dall’onda lunga del conformismo e della retorica nazionalista che hanno improntato i commenti post vertice Ue, non è facile. Eppure bisogna farlo, pena patire troppo dure delusioni quando le sirene delle magnifiche sorti e progressive delle élite economiche finanziarie europee avranno finito il loro canto. Se ne sono sentite di tutte. La contemporaneità dei campionati europei ha impastato i giudizi politici con metafore calcistiche. Così veniamo a sapere che ai Tre-Monti si sono sostituiti i Tre-Mario e persino un raffinato giornalista di lungo corso come Eugenio Scalfari non riesce a evitare di scadere nell’orrido, con il doppio parallelismo Hollande come Cassano, Monti uguale a Balotelli. Leggere, per credere, i giornali di domenica. Poi ci ha pensato la nazionale di calcio spagnola e l’apertura non proprio travolgente dei mercati il lunedì mattina a raffreddare i troppo facili entusiasmi.

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giugno 30, 2012

Di Super Mario c’è solo Balotelli.

Mentre impazza sul web la foto di Mario Monti trasformato in Mario Balotelli, a dire che il premier italiano avrebbe sconfitto la Germania della Merkel e salvato l’Italia e l’Euro, è bene rimettere i piedi per terra e analizzare i risultati concreti del vertice europeo conclusosi ieri. Ci aiutano tre articoli di economisti di vario orientamento, ma tutti concordi nel dire che lo scudo “anti-spread” inventato da Monti e “strappato” alla Cancelliera è solo l’aspirina che ci salverà dalla febbre del prossimo lunedì nero, rimandando il problema per un po’.

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giugno 23, 2012

I fondi salvastati non bastano: bisogna stampare Euro.

 

di Emilio Barucci*

Negli ultimi dodici mesi il salvataggio dell’euro è sembrato passare tramite la progettazione di strumenti assai diversi tra loro. Nell’ordine di tempo: EFSF per soccorrere gli Stati, ESM, Eurobonds, fondo di redenzione del debito pubblico, fondo di garanzia dei depositi, EFSF per la ricapitalizzazione delle banche.

Si tratta di soluzioni che sono animate dalle più oneste intenzioni (il salvataggio dell’euro, il rafforzamento dell’UE e dell’euro) ma che alla prova dei fatti si sono rivelate essere dei palliativi: i mercati hanno tipicamente reagito bene all’annuncio della loro realizzazione o a passi avanti in quella direzione ma la luna di miele di solito è durata assai poco.

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giugno 20, 2012

L’enorme problema greco.

Dopo il G-20, alla cui attenzione c’era l’irrisolta crisi europea; mentre in Grecia si avvia la formazione del nuovo governo (Nuova Democrazia – Socialisti – Sinistra democratica); mentre si affacciano nuove idee circa la possibilità che il fondo “salvastati” Efsf possa acquistare titoli di stato dei paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano; dopo che 100 miliardi sono stati destinati (anche se non ancora formalmente richiesti) alle banche spagnole (20 dei quali italiani, un paese che a sua volta potrebbe avere bisogno di aiuto, in una assurda corsa a “salvare” i PIIGS con i soldi dei PIIGS); dopo tutto ciò, è utile richiamare le vere dimensioni del problema dei debito pubblico dei paesi periferici europei, in particolare la Grecia.

Lo facciamo con questo grafico che mostra l’assoluta irrisorietà del “problema greco”, che poteva essere risolto senza che nessuno se ne accorgesse, senza infinite pene per il popolo ellenico, senza mettere a rischio la moneta unica e la debolissima (e ormai svanita) ripresa economica di due anni fa.

Arriverà qualcosa di sensato nelle prossime settimane a mettere un freno alla follia collettiva che sta distruggendo l’Europa? C’è da dubitarne: Angela Merkel ha già ribadito il suo no a qualsiasi ipotesi di revisione del “memorandum” tra la governo greco e Troika (UE, FMI, BCE).

“La saggezza del mondo – scriveva Keynes – insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché avere successo in modo anticonvenzionale”