Posts tagged ‘edf’

settembre 5, 2012

Incidente nucleare a Fessenheim in Francia.

Un incidente di natura chimica si è verificato qualche ora fa nel pomeriggio alla centrale nucleare di Fessenheim (Haut-Rhin). Risultano ferite due persone. L’incidente si è avuto intorno alle 15,50 e secondo la Prefettura di Haut-Rhin:
Non vi è incendio e si è trattato di una perdita di vapore acqueo con ossigeno prodotto dall’iniezione del perossido d’idrogeno che ha reagito con l’acqua. Secondo EDF il gestore della centrale due persone risultano essersi bruciate le mani. All’opera una cinquantina di vigili del fuoco che stanno controllando la sicurezza dei luoghi.

La centrale nucleare di Fessenheim è la più vecchia di Francia essendo entrata in funzione nel 1977 e lo scorso anno la città di Strasburgo ne votò la chiusura entro la fine del 2011. Poi sono seguite le promesse fatte durante la campagna elettorale presidenziale da François Hollande. Gli ambientalisti hanno denunciato sia i rischi di inondazione e sismici.

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settembre 13, 2011

Esplosione al sito nucleare di Marcoule.

Un four a explosé sur le site nucléaire de Marcoule dans une installation appartenant au groupe EDF, dans le Gard, lundi 12 septembre à 11H45. Cette information a été rendue publique 2 heures après l’accident. Ce site comporte de très nombreuses installations nucléaires, stocke de grandes quantités de déchets radioactifs et manipule du combustible, donc du plutonium.

Pour l’instant, aucune mesure de protection de la population n’a été prise par les autorités. Le site de l’explosion se situe à 200 m du Rhône, 7 km d’Orange (30 000 habitants), 22 km de Carpentras (30 000 habitants), 27 km d’Uzès (8 000 habitants) et 28 km d’Avignon (115 000 habitants). L’équipe du Réseau “Sortir du nucléaire” se mobilise pour trouver des informations fiables à communiquer aux populations locales.

Dans l’attente, notre inquiétude se concentre autour du risque de contamination radioactive : Claude Guéant, notre ministre de l’Intérieur, affirme qu’il n’y aurait pas de fuite radioactive. L’explosion du four a t-elle mise en cause l’intégrité du système de confinement du bâtiment et de filtration des éléments radioactifs ? Comment notre ministre peut-il affirmer qu’il n’y a aucune fuite ? Des mesures ont-elles été effectuées sur le site ?

Mag 3, 2011

A chi serve il nucleare.

Il 26 aprile Berlusconi dice a Sarkozy che l’atomo è il futuro e che gli accordi con Edf sono solo sospesi. Il presidente francese risponde: ”Rispettiamo la decisione italiana e siamo pronti a lavorare con voi rispondendo a tutte le vostre domande sulla sicurezza delle nostre centrali”. Mycle Schnneider, consulente transalpino dell’Aiea, spiega però che “questa industria nel mio paese è in fin di vita e si rischiano ogni giorno incidenti nelle nostre 58 centrali. La Francia ha tutto l’interesse a esportare questo sistema, le offerte servono per ripianare i debiti di Edf”. L’ex ricercatore del Cern Fulcieri Maltini aggiunge: “Il reattore che vogliono esportare in Italia ancora non funziona ed è sottoposto a critiche durissime da parte delle autorità di sicurezza francesi, britanniche e finlandesi che richiedono una revisione totale della progettazione”

marzo 28, 2011

Fukushima Daiichi, Tepco chiede aiuto ai francesi per contenere la contaminazione da plutonio.

Alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, a 17 giorni dal terremoto e dallo tsunami, la situazione è ben lontana dall’essere stabilizzata. Tepco ha chiesto aiuto ai francesi di EDF, Areva e CEA Commissariat à l’énergie atomique. Dopo il balletto delle cifre di ieri, sui livelli di radioattività e la contaminazione dell’acqua di mare, si presenta oggi un nuovo e più complesso problema: è stato rilevato plutonio nel suolo su cui sorge il reattore Nr.2. Lo riferisce l’agenzia Kyodo.

Secondo Tepco, però, il plutonio sarebbe presente in quantità infinitesimali il che non costituirebbe pericolo per la salute; tra l’altro Tepco pensa che il plutonio possa provenire dal combustibile du uno dei reattori danneggiati dal sisma e dallo tsunami. Secondo un portavoce della Società il tasso di plutonio presente nei cinque campioni prelevati dal sito equivale a quello presente in Giappone dopo gli esperimenti nucleari effettuati nei paesi vicini come la Corea del Nord.

Spiega Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace, attraverso un comunicato stampa:

La notizia del ritrovamento di Plutonio rilasciato dalla centrale di Fukushima è agghiacciante. Il plutonio è una sostanza tossica oltre che radioattiva che se inalata o ingerita può danneggiare gravemente gli organi interni, in particolare lo scheletro, i polmoni e il fegato. Il governo del Giappone ha accusato Greenpeace di fornire dati non accurati sulla contaminazione delle aree attorno a Fukushima, ma purtroppo i nostri dati (da 7 a 10 microSivert/ora a 40 km dalla centrale) non fanno che confermare quelli del Governo della Prefettura di Fukushima . Il 27 marzo scorso, infatti, nello stesso villaggio di Iitate dove Greenpeace ha misurato questi tassi inaccettabili di radiazioni, la Prefettura di Fukushima rilevava livelli di 8,2 microSievert/ora. Il 15 marzo i valori erano di ben 44,7 microSievert/ora ( www.pref.fukushima.jp/j/20-30km18.pdf ).

febbraio 14, 2011

Gravi anomalie della sicurezza in 34 reattori nucleari francesi

Réseau “Sortir du nucléaire” lancia un nuovo allarme e chiede all’Asn di svolgere il suo ruolo e di esigere da Edf il fermo di 34 reattori nucleari francesi che avrebbero una serie inquietante di “anomalie”.

Le centrali nucleari interessate sono: Blayais (Gironde), Bugey (Ain), Chinon (Indre-et-Loire), Cruas (Ardèche), Dampierre (Loiret), Fessenheim (Haut-Rhin), Gravelines (Nord), Saint-Laurent des Eaux (Loir-et-Cher), Tricastin (Drôme).

Secondo la rete antinucleare francese «La notizia è rimasta discretamente nascosta sul fondo del sito dell’Autorité de Sûreté Nucléaire (Asn): in seguito a recenti studi, Edf ha “scoperto” una inquietante “anomalia” di serie in 34 dei suoi reattori. In tutti i reattori da 900 MW, in caso di fuga importante dal circuito primario, il circuito di iniezione dell’acqua di sicurezza potrebbe rivelarsi incapace di impedire la fusione del nocciolo».

L’ Asn ha quindi avvertito che «In situazione accidentale, per alcuni livelli di pressione del circuito primario principale, l’iniezione di sicurezza ad altra pressione potrebbe non permettere di raffreddare sufficientemente il cuore del reattore». Il sistema di iniezione dell’acqua di sicurezza è il solo dispositivo che permette di ritardare una fusione del nocciolo nucleare durante una fuga d’acqua importante dal circuito primario.

“Sortir du nucléaire” spiega che «Il suo ruolo è quello di iniettare massicciamente dell’acqua in questo circuito per soffocare la reazione nucleare e raffreddare il cuore. Ora Edf scopre, mentre i primi reattori 900 MW girano da più di 30 anni, che è incapace di misurare se l’acqua iniettata da questi sistemi si ripartisce uniformemente nei tre anelli del circuito primario di questi reattori».

Il primo dei reattori da 900 MW è stato connesso alla rete elettrica nell’aprile 1977, nella centrale di Fessenheim (Alsace), l’ultimo dei 34 reattori è entrato in funzione nel novembre 1987, nella centrale di Chinon (Indre-et-Loire).

gennaio 10, 2011

Pubblicità nucleare: diteci chi paga.

la pubblicità ambigua o dialogica o dialettica (anche qui, dipende dal punto di vista) sulla scelta del nucleare in un Paese che lo ha comunque rigettato con un referendum popolare, bella o brutta che sia, chi la paga ? Da “Il Fatto” di ier l’altro ecco l’elenco di chi paga: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Un budget di 7 milioni fino ad oggi, non si sa di quanto per l’anno appena cominciato.

I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane L’associazione è fondata sul “supporto organizzativo e strategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione.

Il Presidente del Forum nucleare italiano che è dietro a tutta l’operazione, compresa la pubblicità di cui sto parlando, non è un profano. Citando “Il Fatto” ma anche la mia memoria: “Testa conosce l’argomento. L’Enel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: ‘Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo’.” Insomma, Chicco si è sistemato e da un pezzo. Capita l’antifona?

gennaio 20, 2010

IN AZIONE CONTRO LE BUFALE NUCLEARI DI ENEL

era ancora buio quando questa mattina i nostri climber sono saliti sul “Colosseo Quadrato” di Roma. Alle 8.30 hanno srotolato il banner di 300 metri quadri con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness“. È un messaggio indirizzato alle imprese italiane riunite proprio di fronte nel palazzo di Confindustria, dove Enel ha presentato il nucleare come un ottimo investimento.

Il nucleare è un affare francese. Non certo per la nostra economia! Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.

Secondo l’azienda elettrica francese EDF – alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia – risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali.

Per fortuna quello che Enel non dice, lo dicono altri: EDF, STUK, Citigroup, AREVA. Nella nostra analisi Bufale nucleari abbiamo analizzato dichiarazioni e cifre degli operatori più competenti nel settore che fanno uscire allo scoperto tutte le bugie di Enel.

Sicuramente Enel continuerà la sua propaganda nucleare, ma l’esperienza degli unici due EPR in costruzione, in Finlandia e in Francia, ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola. È quello che oggi abbiamo ricordato alle imprese italiane. Continueremo a farlo.