Posts tagged ‘ecosostenibilità’

dicembre 30, 2011

Un approccio olistico all’architettura ecologica.

Bagua of the house  - Studio ARC

E’ possibile unire un’architettura ecologica ed olistica alle antiche discipline orientali che si relazionano con l’energia? La risposta è si. Esiste e concilia le attività e i comportamenti umani con le preesistenze ambientali e i fenomeni naturali e si sintetizza nel progetto Low Energy House dell’Arc Studio, a Brandýs nad Labem, nella Repubblica Ceca. Qui gli aspetti del paesaggio interagiscono a livello immateriale, viene sfruttata interamente la potenzialità del luogo e conservato un ambiente salutare, dove viene attuato il risparmio energetico unitamente all’utilizzo di materiali tradizionali.

L’ approccio ecologico in architettura, definito oggi dalla sempre più grave situazione climatica danneggiata dal forte sfruttamento delle risorse ambientali e dall’aumento esponenziale dell’inquinamento, è determinato non solo dalla somma delle tecnologie verdi applicabili ma da precise scelte filosofiche e da una visione olistica del costruire che si confronta con l”ambiente, sintetizzandosi nelle nuove discipline dell’ecosostenibilità e della biocompatibilità.

Brandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich HozmanBrandýs nad  Labem - Studio ARC - Arch. Oldřich Hozman

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luglio 8, 2010

Agrycult: ortaggi a domicilio.

pubblicato da Marina

Il cesto agrycult

Agrycult è un progetto che mi affascina molto. Per due motivi: il primo è che ne parla Gianna Ferretti sul suo blog Trashfood e ne testimonia l’assoluta bontà; il secondo me lo fornisce la motivazione portata avanti proprio da Agrycult, cioè salvare i veri contadini grazie al web 2.0 e lavorare sulla comunicazione presentando i loro prodotti direttamente al domicilio del cliente ridimensionando il fenomeno della spesa a Km zero. I prodotti arrivano dal Parco dei Buoi in Molise (il racconto nel video dopo il salto) e sono per ora quelli delle terre dei coraggiosi coltivatori che stoicamente hanno deciso di continuare a fare il loro mestiere. Ora per aiutarli occorre trovare almeno 40 persone che sottoscrivano un abbonamento per 10 settimane di fornitura di ortaggi freschi. (Per chi vuole sono disponibili anche ricotte di pecora)

Il perché è semplice. Scrive Francesco Travaglini che con Michele Vitale ha ideato Agrycult:

Il nostro obiettivo non è semplicemente, nello specifico, raggiungere le 50 adesioni all’orto ma fare in modo che sia impiegata in modo razionale la maggior superficie agricola possibile utilizzando un modello distributivo che utilizza la rete e che non riguarda solo gli ortaggi ma tutto ciò che l’agricoltura italiana, i giardini italiani possono offrire. E’ un’eresia? Forse, ma sicuramente sarebbe il massimo dell’ecosostenibilità! Altro che km zero….

L’amara verità è questa: a nessuno conviene più coltivare alla vecchia maniera, con piccoli appezzamenti di terreni, più facile affidarli in concessione ai produttori di energie rinnovabili, che pure fanno bene all’ambiente ma che non possono colonizzare impunemente i terreni agricoli.

aprile 14, 2010

Dopo il terremoto a L’Aquila è nato EVA: Eco Villaggio Autocostruito

Dove Berlusconi non andrà mai.

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Anche l’Abruzzo avrà la sua piccola Greensburg: Pescomaggiore, un paese ricostruito e rinato all’insegna della sostenibilità! “Siamo un gruppo di semplici cittadini di Pescomaggiore, un antico borgo in montagna vicino l’Aquila. Il 6 Aprile alle 3 e 32 abbiamo perso la nostra casa. Invece di attendere, abbiamo preferito rimboccarci le maniche, per continuare ad abitare la nostra terra e il nostro paese, per ricostruirlo da subito” si legge sul sito internet dedicato al progetto.

E’ così è nato EVA – acronimo di Eco Villaggio Autocostruito – un progetto di ricostruzione ideato e portato avanti dal Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore che, già prima del sisma del 6 aprile 2009, si era impegnato per migliorare la qualità della vita nel piccolo borgo abruzzese. Punto di partenza? Alcuni terreni, ad un centinaio di chilometri dal paese, concessi in comodato da alcuni compaesani. Le materie prime del luogo: legno e soprattutto paglia. E la forza lavoro di quei cittadini, più o meno specializzati, che hanno voluto mettere il loro tempo e la loro competenza al servizio di questa causa.

Il risultato è un villaggio di bilocali e trilocali in legno e paglia, che sfruttano l’energia elettrica del sole e si riscaldano con le stufe a legna. Un villaggio ad impatto ambientale ridottissimo, grazie alla filiera corta (le materie prime sono praticamente a km 0) e agli impianti inseriti nel progetto. E sostenibile anche dal punto di vista economico: 500€ al mq per un casa accogliente ed ecologica!

Il progetto è a buon punto (il villaggio è stato inaugurato poche settimane fa) ma il lavoro da fare è ancora lungo. Per chi volesse sostenere la causa trovate tutte le indicazioni su: eva.pescomaggiore.org