Posts tagged ‘Economist’

agosto 11, 2013

Il Programma politico del chiagni e fotti.

Pierrot Nero

“Al mio segnale scatenate il bunga-bunga!”

luglio 16, 2013

La giusta conseguenza.

Primi in Europa. Ma che dico Europa, primissimi in tutto l’Occidente. L’Economist ci conferma un dato interessante: lo stipendio dei nostri onorevoli (alto), se messo in relazione con la ricchezza dei cittadini (in calo), svetta che è un piacere: superiore di ben 6 volte il pil pro capite, contro le 2 e mezzo della Germania, tanto per fare un esempio, o le 2 della Francia. In tutto il mondo occidentale nessuno meglio dei nostri eroi. E a livello mondiale? Sono da top ten, superati solamente dai legislatori nigeriani, indonesiani, brasiliani e pochi altri. Un aspetto positivo: il Bangladesh sta messo peggio.

 

 

– via internazionale
novembre 4, 2012

Vi mancherà.

Tangentopoli 2. Berlusconi si vendica maledicendo tutti intorno a lui“. Dal nuovo numero di The Economist.

 

luglio 20, 2012

L’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno.

Dopo l’annuncio dell’ottantunesima ridiscesa in campo di B., molti di noi attendevano fiduciosi il giudizio dell’Economist. Quanti bei ricordi in questi anni. E com’era prevedibile, eccola, puntuale, la mannaia.

Il ritorno di Berlusconi

L’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno
Poche cose potrebbero essere peggiori per la credibilità e l’affidabilità creditizia dell’Italia del fatto che gli investitori passino i prossimi nove mesi a domandarsi se Silvio Berlusconi tornerà a fare il primo ministro.
luglio 16, 2012

Austerità, una cattiva medicina per la Spagna.

Le drammatiche misure di austerità che si stanno applicando in Spagna sono “una chiara dimostrazione delle penalizzazioni che sono state imposte all’economia in cambio del salvataggio delle banche e della dilazione temporale accordata per riportare il deficit al 3% del Pil.”

Con queste parole dell’economista Santiago Sanchez Guiu dell’Università Carlo III di Madrid si esprime in un post sul blog “Free Exchange” dell’Economist parlando della catastrofe economica che sta travolgendo la Spagna. Continua a leggere »

maggio 28, 2012

Tagliare la spesa pubblica o aumentare le tasse? In nessuno dei due casi funziona

Il dibattito economico e politico di queste settimane, non solo in Italia, è impelagato nell’alternativa tra due tipi di austerità: quella fatta di tagli alla spesa pubblica (detti anche spending review) e quella fatta di aumento delle tasse. Numerosi articoli vengono scritti per dimostrare che una minore spesa pubblica “libera le risorse” del settore privato e quindi ha effetti addirittura espansivi.

Gli animi si stanno eccitando particolarmente nelle ultime ore, poiché l’Economist ha pubblicato il seguente grafico:


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aprile 22, 2012

Berlusconi disse che i ristoranti sono sempre pieni, ma pare che non sia vero.

Dedicato a tutti quelli che ci dicevano che stavamo meglio degli altri, che era tutta colpa dei media catastrofisti, che ristoranti, aerei e posti di vacanza erano sempre strapieni. Economist, ecco la classifica dei paesi che hanno più pagato la crisi, e dei cittadini che c’hanno rimesso più soldi.

maggio 28, 2010

Manovra economica: “L’economist” critica il governo italiano.

“Dall’allegro diniego allo smaccato allarmismo nello spazio di pochi giorni”.

E’ la valutazione che l’Economist dà della manovra italiana sui conti pubblici 2011-12 varata in questi giorni dal governo.

Il settimanale britannico appare scettico su alcune misure come “una rinnovata guerra agli evasori, l’ennesima amnistia fiscale” e nota come piuttosto che il bilancio “equo” auspicato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il governo “ne ha prodotto uno per i propri elettori”.

Secondo l’Economist l’esecutivo italiano ha “di nuovo perso l’occasione di utilizzare il processo budgetario per incrementare gli incentivi, promuovere una maggiore concorrenza e aumentare la produttività”, cosa che “avrebbe comportato sfidare i ‘radicati interessi economici’ che danno a Berlusconi larga parte del suo sostegno”.

febbraio 11, 2010

L’Idea del giorno: Costruzione di Bunker-Buster più efficienti.

L’idea di oggi: La scienza del bombardamento aereo è in continua evoluzione per cercare di fare campagne di bombardamenti più sicure per i civili – e più pericoloso per  i bunker sotterranei profondi.

In un Articolo che evita qualsiasi riferimento all’ Iran – anche se il riferimento è evidente perché genera grande tensione il fatto che il  suo programma nucleare sia  in gran parte sotterraneo – L’Economist guarda i progressi “intelligenti” raggiunti nella tecnica dei  bombardamenti aerei teleguidati, compresi i “modi intelligenti di distruggere bunker sepolti in profondità”. La rivista dice che esperti di munizioni stanno cercando di migliorare la tattica con una serie di aerei da guerra che colpiscono nello stesso posto – (“foratura”si chiama questa tattica)  con le bombe che scavano prima di esplodere. L’idea: “creare una zuppa di  bombe con i razzi che accelerano il loro impatto” e di andare più in profondità, presumibilmente per ridurre il numero di sortite necessaria per distruggere un obiettivo.

E non sorprende che gli israeliani siano in vantaggio con gli esperimenti, cercando di migliorare i bunker-busters attuali (come il BLU-109 americano)

Le industrie Militari Israeliane stanno  studiando un razzo che potrebbe produrre una fiammata poco prima di esplodere, allo scopo di scavare più profondamente possibile prima di esplodere. Infatti  secondo Meir Geva, capo delle difese  aeree delle industrie Militari di Israele, i bunker da distruggere potrebbero essere molto in profondità. La sua società fa un bunker-buster, che pesa circa quanto una piccola auto. “Con mio grande dispiacere”, dice il signor Geva, la sua gamma delle  onde d’urto non può essere rivelata.

Ma volete le dimensioni?  E’ prevista per la distribuzione verso la fine dell’anno  il Massive Ordnance Penetrator, un bunker-buster americano che pesa 15 volte di più. [The Economist]Ma  tutto questo Silvio non lo sa.

dicembre 9, 2009

L”Economist”consiglia a Berlusconi di andarsene.

La carriera politica di Silvio Berlusconi è sull’orlo di un precipizio. Dovrebbe andarsene.

Anche per i suoi standard, questa è stata una brutta settimana per il primo ministro italiano Silvio Berlusconi: una corte ha domandato garanzie di copertura per una enorme multa ai danni della Fininvest; sua moglie Veronica ha intentato una causa di divorzio milionaria; il suo processo per corruzione dell’avvocato inglese, David Mills, sta ricominciando dopo che la sua immunità è stata spazzata via; nuove accuse di connessione con la mafia e si è tenuta una manifestazione di protesta (No Berlusconi Day) a Roma questo week end.Mr Berlusconi ha fatto della sopravvivenza politica un arte, ma nonostante questo adesso sembra essere in guai seri.

Gli eventi di questa settimana portano cattivi presagi. La ripresa di vari processi a suoi carico ed a carico delle sue aziende, in aggiunta ad altri problemi legali, stanno distraendo lui ed il suo governo dalle loro responsabilità. Il danno è lampante. Con la crisi finanziaria incalzante e la recessione, l’attenzione è stata spostata dalle difficoltà economiche italiane sulle beghe di altri paesi come la Grecia. Nonostante l’ammirevole contributo delle piccole e medie aziende del nord, il paese nel suo complesso è ancora largamente in difficoltà. Nel terzo quarto dell’anno il suo PIL si è ridotto di più della media europea, ed il calo annuo sarà di circa il 5%, una grossa caduta simile agli altri paesi europei.

Il terzo governo Berlusconi ha anche perseguito una eccentrica politica estera lontana dagli usuali alleati occidentali. Berlusconi è intimo di Vladimir Putin e del colonnello Gheddafi alla ricerca del consolidamento della politica energetica italiana (questa settimana era in Bielorussia, a chiacchierare con un altro dittatore, Lukashenka). Sotto la sua guida, l’Italia continua a contare meno del suo valore in Europa e nel mondo. L’Italia sarebbe un posto migliore se “il cavaliere” (n.d.t. in italiano nel testo) cavalcasse fuori di scena.