Posts tagged ‘ecomafie’

settembre 29, 2013

Io, che ero a Caivano ieri mattina, vi maledico.

Politici ciechi e industriali del Nord complici della camorra. Sono stata male a respirare quei veleni
di Ilaria Puglia – La nostra cronista Ilaria Puglia era a Caivano ieri mattina, quando la Forestale ha sequestrato quel campo pieno di bidoni tossici. Questo articolo non è solo il resoconto di quello che è stato trovato ma è anche un atto di accusVisualizza altro

— con Giorgio Varlese

settembre 29, 2013

Ecco l’elenco dei 47 comuni devastati dalle Ecomafie.


25 settembre 2013 | Emanuela Mastrocinque

Il sito Vocenuovatv.it ha pubblicato, nella giornata di ieri, il drammatico elenco dei 47 comuni pericolosamente inquinati dalle ecomafie. La paura cresce insieme al numero di morti per cancro.Visualizza altro

giugno 19, 2013

Ecomafie che non conoscono crisi

Il liberismo è il terreno dove crescono i traffici delle cosche e il loro potere politico. Legambiente dà i numeri [Checchino Antonini]

34.120 reati, 28.132 persone denunciate, 161 ordinanze di custodia cautelare, 8.286 sequestri, per un giro di affari di 16,7 miliardi di euro gestito da 302 clan, 6 in più rispetto a quelli censiti lo scorso anno. I numeri degli Visualizza altro

settembre 20, 2012

Ecomafie, così i rifiuti tossici viaggiano indisturbati lungo l’Italia.

Un’interessante inchiesta pubblicata dal quotidiano l’Avvenire questa mattina ci ha regalato un interessante spaccato di come i rifiuti tossici rappresentino per le ecomafie una fonte di reddito assolutamente primaria, anche grazie alla facilità con cui essi possono viaggiare indisturbati lungo l’italico stivale.

Negli ultimi dieci anni si stima che il Noe (Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri) abbia sequestrato 13 milioni e 100 mila tonnellate di rifiuti illegali, letteralmente un fiume di scorie, un serpente di tir che, se incolonnati, bloccherebbero oltre 7mila km di autostrade.

È chiaramente impossibile per le forze dell’ordine controllare il flusso dei camion carichi di morte che dal nord si incamminano verso le discariche abusive del sud Italia; o meglio, è impossibile con gli strumenti attualmente messi loro a disposizione:

Una volta c’erano le bolle di accompagnamento, che dovevano essere tenute in triplice copia da mittente, trasportatore e destinatario. Oggi basta un pezzo di carta che dica, senza formalità, cosa c’è sul rimorchio. Di solito scriviamo “collettame”. Tanto, chi va a controllare?

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luglio 20, 2012

Che peccato!

La prima volta che è stato beccato con le mani nel vasetto della marmellata, ho pensato che fosse solo una trovata pubblicitaria del querelante.
Ora che esce fuori un secondo “scippo”, la questione credo si fa più complicata, anche perchè la situazione per Saviano è decisamente messa male: non fosse altro che, probabilmente ignaro, la sua fonte di approvvigionamento indebito è presente all’interno dello stesso libro, semplicemente qualche capitolo più in là.
Si tratta della pubblicazione annuale di Legambiente “Ecomafie 2012”, che fa il punto ogni anno dei crimini ambientali che si consumano nel nostro paese. La prefazione è commissionata al famoso autore di Gomorra che non manca di fornire storie, dettagli e cifre particolarmente dettagliate.
Peccato però che basta sfogliare il libro e poche pagine dopo c’è il capitolo di Giovanni Tizian dal titolo “Il sacco del Nord”: ecco che ricompaiono le stesse frasi, gli stessi concetti e le stesse identiche parole utilizzate da Saviano nella presentazione
Legambiente ha cercato goffamente di nascondere le responsabilità – etiche, ma anche penali – di Roberto Saviano, parlando di un problema di editing dell’editore, ma i piccolissimi sforzi di Saviano di tagliare alcuni refusi ed aggiornare alcuni insignificanti dati, sono l’ulteriore conferma dello scopiazzamento.
marzo 15, 2012

Legambiente contro le ecomafie.

Sabato 17 marzo saremo a Genova per celebrare la diciassettesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

Sabato 17 marzo saremo a Genova per  la diciassettesima edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” a fianco delle organizzazioni promotrici Libera e Avviso Pubblico.

La nostra partecipazione:

  • corteo sabato mattina con lo striscione “No alle ecomafie”: l’appuntamento per tutti i circoli e regionali d’Italia è alle ore 9 a Piazza della Vittoria.
  • dalle ore 14,30 alle 17,30 di sabato 17 la giornata proseguirà con diversi seminari. Uno di questi verrà organizzato da noi sul tema “Veleni in campo – Dai traffici illegali di rifiuti all’agromafia: l’impatto sull’economia, i danni all’ambiente e i rischi per la salute” presso il Palazzo Verde, Magazzini dell’Abbondanza, Via del Molo, Calata Mandraccio
giugno 22, 2011

Ecomafie, un affare da 20 miliardi di euro.

ecomafia Ecomafie, un affare da 20 miliardi di euroUna lingua d’asfalto intasata da più di ottantamila tir. Lunga ben 1.117 chilometri, come l’autostrada MilanoReggio Calabria. Con questa immagine desolante il recente rapporto di Legambiente vuole far rendere l’idea del gigantesco business illegale che tuttora ruota in Italia, attorno alla criminalità ambientale. Anzi, è solo la punta dell’iceberg, visto che i due milioni di tonnellate che questa interminabile autocolonna trasporterebbe sono solo parte di quelli sequestrati nelle inchieste per traffico illegale di rifiuti nel 2010.  E’ ciò che emerge dal rapporto Ecomafia 2011. Le storie e i numeri della criminalità ambientale, pubblicato da Legambiente e presentato a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL). Per questa diciottesima edizione, ance un messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che riconosce l’utilità di questo «prezioso strumento per la conoscenza delle più pericolose forme di aggressione dei beni paesaggistici e ambientali» e «la individuazione dei mezzi più incisivi per prevenirle e reprimerle».

ottobre 6, 2010

Alla camorra piacciono le discariche.

La questione emergenza rifiuti in Campania è assai complessa. Non è solo una questione di sacchetti di immondizia depositati nelle strade. Ma è la rappresentazione urbana delle performances del governo locale, regionale e nazionale; nonché evidenza della presenza di una certa criminalità organizzata. Se vi siano poi collusioni tra questi due soggetti, spetta alla magistratura stabilirlo.Una cosa però, la magistratura già la sa, assieme a tante altre ovviamente, è che le discariche piacciono molto, tantissimo alle ecomafie. Nell’audizione che si è tenuta a porte chiuse alla Commissione bicamerale sui rifiuti, sono stati ascoltati il maggiore Giovanni Caturano comandante del gruppo carabinieri tutela ambiente di Napoli e Paolo Mancuso Procuratore di Nola. Ebbene, fa notare il Pm Mancuso che oltre che a Bertolaso anche alle ecomafie interessa che vi sia una discarica all’interno del parco Nazionale del Vesuvio, poiché non solo in quel buco si può seppellire di tutto, ma le grinfie della camorra si allungherebbero su appalti, movimenti di mezzi pesanti, distribuzione della nuova moneta, che sono i posti di lavoro.

giugno 22, 2010

Nel 2010 aumenta il fatturato delle ecomafie.

Nonostante la crisi economica, nel 2009 il fatturato delle ecomafie ha raggiunto livelli record, superando i 20,5 miliardi di euro. Sono cresciuti anche i reati contro l’ambiente, 28.586, quasi 80 al giorno, più di 3 ogni ora. È definitivamente mutata la geografia della criminalità ambientale che, oltre a essersi insediata stabilmente nelle regioni del Nord, il cuore produttivo dell’Italia, ha assunto un carattere globale e ha esteso i suoi tentacoli all’Africa e al Sud Est asiatico. Oltre alle ormai consuete attività criminali (rifiuti, cemento, racket degli animali, truffe alimentari, beni culturali, agromafia), Ecomafia 2010 racconta anche la grande truffa del calcestruzzo depotenziato, con cui sono stati costruiti ospedali, scuole, viadotti, gallerie e case, con enormi rischi per l’incolumità delle persone. E’ quanto emerge dal rapporto annuale di legambiente pubblicato dall’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente (Edizioni Ambiente).  L’edizione di quest’anno si concentra anche sulle attività illegali nei settori dei Raee, dell’eolico, dei mercati ortofrutticoli e dei centri commerciali. Un intero capitolo è poi riservato alla mafia dei colletti bianchi, professionisti insospettabili che con la loro opera rendono possibili le attività criminali.(legambiente)

maggio 26, 2010

Chiamatelo condono.

“L’accertamento sulle case non censite, come viene ribattezzata la sanatoria delle case costruite o ampliate illegalmente nell’ultima bozza di manovra, è addirittura peggio di un condono edilizio: si tratterebbe, semplicemente, di legittimare tutto l’esistente, senza nessun tipo di vincolo. Un’operazione indecorosa. I condoni, finora, escludevano quantomeno le aree vincolate”. Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, commenta così il condono edilizio che sarebbe inserito nella manovra, sottoposta  al varo del Consiglio dei ministri.

“Ad ogni modo, i condoni edilizi sono manovre altamente controproducenti e pericolose – prosegue Cogliati Dezza – perché alimentano l’illegalità e ingrossano le tasche delle ecomafie ben più delle casse dello Stato. Lo hanno dimostrato i fatti: gli ultimi due condoni edilizi hanno portato nelle casse dello Stato il 50% in meno di quanto previsto, a fronte di un danno enorme e di rischi pesanti per la sicurezza dei cittadini in un paese geologicamente fragile come l’Italia. A ogni annuncio di santoria è seguito un boom di case abusive: nel 2003 le nuove abitazioni fuorilegge sono state 40mila, con un incremento della produzione abusiva superiore al 41% tra 2003 e 2001, e nel 1994 ne furono costruite addirittura 83mila abitazioni. Un prezzo altissimo per il Paese. Meglio sarebbe ripristinare l’Ici, il cui importo annuale equivaleva a quanto si prevede di ottenere con questo condono”.(legambiente)