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aprile 22, 2020

Giornata della Terra 2020: il clima e la covid

La Giornata della Terra 2020 deve fare i conti con la covid. Finita l’emergenza, i timori per l’economia metteranno in secondo piano il dibattito sul clima?

Earth Day 2020: la Terra e il suo sgradito ospite

Il 22 aprile si celebra il 50° anniversario della Giornata della Terra. Un appuntamento che quest’anno, in molti Paesi del mondo, si terrà perlopiù con iniziative in streaming a causa della CoViD-19: i programmi della giornata sono su Earth Day Italy e #OnePeopleOnePlanet.

Al momento la covid è la maggiore sfida per i governi di tutto il mondo, e il punto è proprio questo: se nel breve periodo l’obiettivo è sconfiggere il coronavirus SARS-CoV-2, non ci si deve dimenticare di uno dei maggiori problemi della nosta epoca, la crisi climatica. Il tema dell’Earth Day 2020 è agire per il clima, ed è proprio ciò che gli esperti del Programma di Valutazione degli schemi di Certificazione Forestale italiano (PEFC) temono non accadrà, superata l’emergenza sanitaria, e per questo sottolineano l’importanza di tutelare l’ambiente e le foreste e di vegliare sull’operato dei Governi, che, preoccupati di far ripartire l’economia, potrebbero rendere più flessibili le leggi a tutela dell’ambiente.

DEFORESTAZIONE… Secondo le stime della FAO (Food and Agriculture Organization), tra il 2010 e il 2015 il mondo ha perso in media 6,5 milioni di ettari di foreste l’anno (65.000 km quadrati, quasi tre volte la Lombardia). Tra le principali cause imputabili all’umanità spiccano zootecnia, agricoltura intensiva, conversione di foreste in piantagioni e utilizzo del legname. «Il legno è la materia prima per antonomasia dello sviluppo sostenibile», afferma Maria Cristina D’Orlando, presidente di PEFC Italia. «Deve però provenire da una gestione sostenibile delle foreste, non dalla loro distruzione.»

 

… E CORONAVIRUS. Coronavirus e deforestazione, epidemie ed estinzioni, sono fenomeni interconnessi. La distruzione delle grandi foreste e la compravendita e il consumo di specie animali selvatiche favoriscono la diffusione di virus zoonotici, che possono cioè passare da animale a uomo, come il coronavirus SARS-CoV-2.