Posts tagged ‘dopamina’

dicembre 6, 2012

Studi nipponici su cellule staminali da cellule nervose per curare il Parkinson.

 

settembre 20, 2012

Fumo: trovata molecola anti-dipendenza dalla nicotina.

molecola

02:19 am | Stop alla dipendenza da nicotina e alle crisi di astinenza, una trappola che rischia di far ripiombare velocemente nel tunnel del fumo. La promessa arriva da uno studio…

19 settembre 2012 / Leggi tutto

maggio 3, 2012

Dopamina: neurotrasmettitore tra pigrizia e iperattività.

Pigri e svogliati o lavoratori indefessi? Il segreto starebbe in un : la . Lo rivela uno studio della Vanderbilt University, pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience’.

 

Stando alla ricerca, infatti, le persone che investono molto sul lavoro – anche a fronte di guadagni non proprio immediati – presentano una maggiore attività della nel corpo striato e nella ventromediale, due aree del importanti nel meccanismo della ricompensa e della motivazione.
Al contrario, i meno propensi a dare il massimo presentano livelli più elevati del nell’, una regione del coinvolta nella , nel comportamento sociale, e nell’autoconsapevolezza. I ricercatori guidati da Michael Treadway hanno coinvolto venticinque giovani volontari in un test per vedere quanto duramente fossero disposti a lavorare per una ricompensa in denaro

gennaio 26, 2012

Parkinson: identificata una proteina che ne aggrava i sintomi.

Identificata una che aggrava i sintomi del morbo di . Una scoperta che potrebbe un giorno condurre a nuovi trattamenti per le persone che soffrono di questa devastante .

 

Pubblicata online Neuron, la ricerca promossa dall’Universita’ della California di San Francisco e dal Gladstone Institute descrive come una chiamata che normalmente aiuta a regolare l’attivita’ dei neuroni nello striato, la parte del cervello che controlla i movimenti nei modelli sperimentali del morbo di , contribuisca a innescare problemi sul controllo motorio. Il risultato e’ il deterioramento dei movimenti e della coordinazione motoria, i sintomi distintivi del che attualmente colpiscono piu’ di 10 milioni di persone. Gli scienziati sanno da tempo che un calo di , sostanza chimica importante nel cervello, e’ associato al .

ottobre 28, 2011

Uomini impotenti per troppo sesso online.

Attenzione, maschietti, per non sfigurare sotto le lenzuola, niente abbuffate di sesso online. L’overdose di immagini e video a luci rosse, infatti, potrebbe creare problemi di impotenza e difficoltà ad eccitarsi. A sostenerlo, un rapporto di Psychology Today, che mette in guardia soprattutto i più giovani.

Oggi, accedere a contenuti pornografici è un gioco da ragazzi e non si tratta solo di un modo di dire. Con l’avvento di Internet, infatti, scaricare immagini o video hard è semplicissimo, l’altra faccia della medaglia è il rischio di impotenza, soprattutto per i giovanissimi, che a forza di guardare immagini eccessivamente spinte non riescono più ad eccitarsi quando i rapporti sessuali valicano il confine del virtuale. Secondo il rapporto di Psychology Today, la perdita della libido precoce deriva da un eccesso di stimolazione della dopamina, un neurotrasmettitore che si attiva in seguito a un piacere. Quando, però la dopamina raggiunge un picco, genera l’effetto contrario e quindi si perde la capacità di rispondere ai suoi segnali. Il risultato è che per arrivare ad un’eccitazione sessuale normale, gli internauti richiedono esperienze sempre più estreme.

ottobre 21, 2010

La componente genetica nel consumo cronico di alcol.

I risultati dello studio potrebbero spiegare la parte innata della suscettibilità a comportamenti di abuso di alcol e di altre sostanze

Molti studi in passato hanno suggerito la possibilità che dietro alla suscettibilità a comportamenti di abuso di alcol e di altre sostanze vi sia una predisposizione genetica alla dipendenza. Ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista Alcoholism Clinical Experimental Research fornisce l’evidenza diretta grazie alla sperimentazione effettuata sui topi.

Lo studio del Brookhaven National Laboratory del Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti ha infatti preso in considerazione due ceppi differenti di animali, uno mancante del gene che codifica per il recettore per la dopamina denominato D2, e uno normale, analizzando la diversa risposta al consumo di alcol a lungo termine

luglio 10, 2010

Parkinson: nuovi studi sulla proteina Parkin.

Una recente ricerca ha rivelato che i difetti dei geni associati al Parkinson sono la causa di circa il 10% dei casi di morbo di Parkinson, mentre altri studi hanno dimostrato che i mitocondri (che sono spesso descritti come gli impianti energetici delle cellule) danneggiati potrebbero essere un’altra causa. Un nuovo studio condotto da ricercatori in Germania collega questi due fenomeni, mostrando in modo efficace l’importanza di due geni associati al Parkinson nel mantenere la funzionalità mitocondriale. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Biological Chemistry.

“Le malattie come il Parkinson, dove almeno alcuni casi sono collegati chiaramente alla disfunzione di geni specifici, offrono una promettente opportunità di ricerca,” ha spiegato il biochimico, dott. Konstanze Winklhofer della Ludwig-Maximilians-Universität (LMU) di Monaco. “Quando capiremo la funzione di questi geni, potremo apprendere molte cose sulle cause della malattia, il suo decorso e le possibili nuove cure.”(liquidarea)

luglio 10, 2010

Identificati i circuiti ‘stop and go’ del cervello. Per capire Parkinson e disturbi ossessivo-compulsivi.

 

Da decenni si sa che i movimenti del corpo sono controllati da una serie di circuiti “stop and go” che inviano alla corteccia motoria segnali di via libera o di blocco dei movimenti. Nella malattia di Parkinson si ritiene che proprio questi circuiti finiscano per perdere il corretto equilibrio, con una netta predominanza dei segnali di stop. La funzione di questi circuiti era però finora sfuggita a un rigoroso controllo sperimentale, che è ora giunto grazie alla ricerca di alcuni biologi e medici del Gladstone Institute of Neurological Disease e della Stanford University, che ne riferiscono in un articolo pubblicato su Nature.

Per farlo, i ricercatori hanno usato un “interruttore” molecolare costituito dalla proteina algale ChR2, una rodopsina sensibile alla luce blu, che è stata fatta esprimere, grazie a tecniche di ingegneria genetica, nelle cellule cerebrali o dei circuiti di “stop” o in quelle di “go” di un topo. Nel cervello dell’animale è stata poi inserita una fibra ottica dello spessore di un capello. Agendo su ChR”, la luce prodotta da un laser poteva quindi attivare selettivamente le cellule dei circuiti interessati.(liquidarea)

aprile 22, 2010

Origini genetiche dell’eiaculazione precoce.

L’eiaculazione precoce potrebbe avere un’origine genetica. Secondo uno studio condotto da ricercatori svedesi e finlandesi, e pubblicato sulla rivista Journal of Sexual Medicine, gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce hanno maggiori probabilita’ di avere un’anomalia genetica. Si tratta di un difetto nel gene che controlla il rilascio della dopamina, neurotrasmettitore che svolge un ruolo cruciale nella percezione del piacere. Gli scienziati sono convinti che i farmaci in grado di aumentare i livelli di dopamina nel cervello potrebbero essere un nuovo metodo per affrontare questo problema. In studi precedenti, i farmaci alla dopamina, utilizzati nel trattamento contro il morbo di Parkinson, sono stati associati a effetti afrodisiaci in alcuni pazienti.(liquidarea)