Posts tagged ‘dolore’

dicembre 15, 2012

Dolore cronico negli anziani: 7 su 10 ne soffrono, ma i medici sottovalutano.

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02:09 pm | Convivono, anche da oltre un anno, con un dolore persistente, spesso di natura osteoarticolare, ma sono poco consapevoli delle strategie terapeutiche piu’ opportune per alleviarlo.Inoltre, anche se la…

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dicembre 12, 2012

Mutazione genetica determina dolore neuropatico: la scoperta.

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 Dolore neuropatico, c’è una nuova scoperta. Arriva dall’Irccs Fondazione Istituto Neurologico “Carlo Besta”, infatti, l’individuazione di un’anomalia che potrebbe essere all’origine di una parte del 5% dei casi…

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novembre 23, 2011

Fibromialgia: terapia psicologica allevia dolori.

Un intervento psicologico riduce la disabilita’ e la depressione negli adolescenti con . La terapia cognitivo-comportamentale e’ un trattamento sicuro ed efficace per la giovanile.

 

Si tratta della CBT, la terapia cognitivo-comportamentale che riduce la disabilita’ funzionale e i sintomi depressivi negli adolescenti con giovanile. L’intervento psicologico si e’ rivelato sicuro ed efficace. I risultati completi dello studio della Divisione di Medicina Comportamentale e Psicologia Clinica dell’Ospedale dei bambini di Cincinnati in Ohio sono stati pubblicati sulla rivista Arthritis & Rheumatism dell’American College of Rheumatology (ACR). La sindrome di colpisce dal 2 al 7 per cento dei bambini in eta’ scolare. La malattia provoca diffuso ai muscoli e alle ossa, affaticamento, disturbi del sonno e dell’umore.

ottobre 1, 2011

Identificato il gene del dolore cronico.

Alcuni scienziati in Spagna e nel Regno Unito hanno scoperto un responsabile di regolare il cronico.

Pubblicati sulla rivista Science, i risultati fanno luce su come i farmaci possono essere mirati per bloccare la proteina prodotta dal in modo da combattere il cronico. I ricercatori sono stati finanziati in parte da una borsa Azioni Marie Curie del Settimo programma quadro (7? PQ) dell’UE.

I ricercatori dell’Università di Cambridge, in collaborazione con colleghi del Dipartimento di Neuroscienza, Centro de Investigación Biomédica en Red de Salud Mental (), Facoltà di medicina, Università di Cádiz in Spagna, dicono che il tasso di azione che potenzialmente alimenta i nocicettori è un importante fattore che determina l’intensità del .

Circa un inglese su sette soffre di cronico o di lunga durata. I disturbi più comuni sono , mal di schiena e mal di testa. Secondo gli esperti ci sono due tipi di cronico: infiammatorio e .

Il infiammatorio è la conseguenza di una lesione persistente come l’ o una bruciatura che provoca una sensibilizzazione delle terminazioni nervose sensibili al . Quindi i soggetti finiscono per sentire molto più . Il è il tipo di meno curabile. Qui il danno al nervo produce un continuo e i malati sono ipersensibili agli stimoli. I ricercatori dicono che il , che potrebbe essere un problema permanente, colpisce molte persone ma è difficile da curare.

luglio 23, 2011

Urina contro puntura di meduse, meglio acqua di mare o aceto.

L’ e’ stata a lungo considerata come il migliore rimedio contro le punture di , anche se piu’ complicata applicarla su una spiaggia affollata.

Ma secondo la British Red Cross, la Croce Rossa britannica, la convinzione che l’ puo’ ridurre il fastidio del veleno iniettato da queste creature marine e’ infondata. Le soluzioni migliori, riporta il Daily Telegraph, sono invece l’acqua di mare e l’. Il consiglio arriva dopo che gli ambientalisti hanno lanciato l’allarme ‘invasione meduse’ al largo delle coste della Gran Bretagna. Il mese scorso uno sciame di meduse ha causato la chiusura di una centrale nucleare in Scozia, bloccando i filtri dell’acqua del sistema di raffreddamento.

febbraio 6, 2011

Malattie uomo-donna: differenze tra i sessi.

L’ansia e la depressione sono donna, cosi’ come il rischio di malattie cardiovascolari e l’Alzheimer, mentre Parkinson e autismo si declinano al maschile. Sono alcune delle differenze che raccontano le particolarita’ dei suoi sessi nella loro risposta a malattia e farmaci, secondo le mappe stilate dalla medicina di genere, branca recente delle scienze biomediche.

Diversita’ che solo negli ultimi anni hanno iniziato a essere prese in considerazione, mettendo fine a discriminazioni che hanno nuociuto a entrambi i sessi. Basti pensare, come spiega Flavia Franconi, presidente del Gruppo Italiano Salute e Genere, che ”l’osteoporosi e’ stata studiatissima nelle donne, ma non si sa quasi nulla delle sue cause negli uomini. O la depressione, piu’ diffusa tra le donne, anche se tra i pazienti maschi si hanno piu’ suicidi”. Ecco un ‘atlante’ delle principali differenze a livello medico tra i due sessi.

PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: hanno sempre spaventato piu’ gli uomini, ma e’ un errore, giacche’ il 38% delle donne colpite da infarto muore nel giro di un anno, contro il 25% degli uomini. Nel mondo il 55% delle donne muore per infarto, ictus, embolia o trombosi, contro il 48% degli uomini.

CANCRO AI POLMONI: dagli anni ’70, anche a causa del fumo, il rischio di tumore e’ diventato dal 20% al 70% maggiore nelle donne, a parita’ di sigarette.

novembre 16, 2010

Dolore umano: identificato nuovo gene.

 

 

Quanto siamo sensibili al dolore dipende in larga misura dalle componenti genetiche dell’organismo, ma le informazioni sugli effettivi “geni del dolore” e sulla loro funzione non sono facilmente accessibili. A ricomporre questo puzzle ci ha pensato un team di scienziati che ha investigato il rapporto tra dolore e variazioni genetiche. Essi hanno scoperto che i soggetti con piccole variazioni in questo gene riferivano differenze nella sensibilità al dolore acuto e a quello cronico. Presentate nella rivista Cell, le scoperte sono state in parte finanziate da un Advanced Grant del Consiglio europeo della ricerca (CER). 

Guidato anche da ricercatori presso il Children’s Hospital di Boston negli Stati Uniti, il team ha scoperto il gene durante una caccia ai geni del dolore in tutto il genoma dei moscerini della frutta. Essi hanno affermato che studi corroboranti sui topi hanno gettato nuova luce sul modo in cui il gene controlla il dolore e la sensibilità.

novembre 6, 2010

Nuova tecnica per stanare potenziali infarti.

 

 

Dolore al petto, ma con esami di routine nella norma e coronarografia ‘senza stenosi significative’. Casi in cui il cuore appare sotto controllo ma a volte solo perché gli esami no hanno evidenziato il rischio di infartonascosto’. Un pericolo soprattutto al femminile contro il quale è stata messa a punto dall’equipe di Massimo Fioranelli e Paolo Pavone della Clinica Mater Dei a Roma, un ‘modello diagnostico integrato’ che fonde cardiologia e diagnostica per immagini, clinica e tecnologia.

Una metodologia considerata efficace anche oltreoceano e che ha portato ad un gemellaggio tra gli esperti del Texas Heart Institute di Houston e la struttura sanitaria romana, che prevede un appuntamento al mese, a distanza, per studiare i casi clinici più complessi e quindi fondere le diverse esperienze. La tecnica, inoltre, sarà al centro di un convegno internazionale organizzato dalla Mater Dei insieme al St.Luke’s Episcopal home of Texas Heart Institute di Houston e la Yale University che si inaugura lunedì a Roma, al Senato della Repubblica.

“Sono sempre più frequenti i casi di pazienti, spesso donne e sempre più giovani, che si presentano al pronto soccorso lamentando un dolore al petto – spiega Massimo Fioranelli, cardiologo, responsabile del Centro cuore della Mater Dei – e in molti casi vengono sottoposte a esami di routine e rimandate a casa perché tutto è nella norma. In altri casi il quadro viene approfondito con un’angiografia coronarica che, a volte, può dare esito negativo o meglio evidenzia stenosi (cioè restringimenti delle arterie) non significative e, quindi, la donna viene tranquillizzata. Ma l’angiografia coronarica, pur restando un esame insostituibile, ha dimostrato di avere dei limiti: ci consente, infatti, di vedere l’interno dei vasi ma non la parete ed è proprio qui che si forma la malattia coronarica responsabile dell’infarto”.

ottobre 8, 2010

La cannabis calma i dolori e migliora il sonno.

Secondo uno studio scientifico canadese, fare uso di cannabis riduce il dolore e migliora anche il tono dell’umore e del sonno in pazienti sofferenti per lesioni al sistema nervoso, ad esempio dopo un incidente o dopo un’operazione chirurgica.

La ricerca è stata condotta da scienziati della McGill University Health Centre (MUHC) e della McGill University su 23 pazienti di 45,4 anni di età media sofferenti di diverse forme di dolore neuropatico cronico, i quali hanno ricevuto 25 mg. contenenti diverse concentrazioni (2,5%, 6% e 9,4%) del principio attivo traidrocannabinolo (THC) o un placebo.

I partecipanti hanno inalato la marijuana da una pipa tre volte al giorno in cicli di cinque giorni intervallati da periodi in cui veniva somministrato un diverso dosaggio in modo che tutti i pazienti ricevessero, a rotazione, tutte le dosi di cannabis che venivano testate, ivi compreso il placebo.

La quantità più elevata di cannabis (9,4% di THC) è quella che ha determinato una riduzione del dolore più intensa, migliorando anche la qualità del sonno, i sintomi depressivi e i livelli di ansia.

Attraverso la valutazione di una scala a 11 punti, la media del dolore è risultata pari a 6,1 per i pazienti trattati con la cannabis alle dosi più elevate, verso un punteggio di 5,4 ottenuto con il placebo (differenza di 0,7 IC95% 0,02-1,4).

settembre 25, 2010

Allarme depressione: riguarda un italiano su quattro.

Una diagnosi precoce può significare la salvezza per molti depressi ed il primo che può accorgersi dell’insorgere della malattia è il medico di famiglia, in costante contatto con i cittadini. Proprio per questo la SIF, Società Italiana di Farmacologia, insieme alla SIP, Società Italiana di Psichiatria, e alla SIMG, Società Italiana di Medicina Generale, ha realizzato la prima ricerca in grado di fornire uno strumento diagnostico pratico a disposizione del medico di medicina generale. A partire dal mese di aprile 2007 e fino alla scorsa primavera, 160 ambulatori di medici di medicina generale hanno avuto a disposizione per la prima volta uno strumento pratico elaborato da tutti gli specialisti per comprendere la percezione della qualità di vita da parte di 1.600 pazienti a rischio depressione. Si tratta di un questionario relativo a umore, sintomi somatici e terapie, farmacologiche e non. Dalla capacità di movimento alla cura della persona, dalle attività abituali ai fastidi, dalla tristezza agli scoramenti ed alla visione del futuro, dall’analisi degli errori commessi nella vita al grado di soddisfazione raggiunta, dai sensi di colpa alle delusioni.
“Questo lavoro conferma che la diagnosi precoce permette di proteggere il cervello da danni morfologici irrimediabili, come la totale atrofizzazione dei neuroni, estremamente grave e difficilmente recuperabile” – afferma il professor Giovanni Biggio, Presidente della SINPF, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia – “Purtroppo risulta molto difficile riconoscere i sintomi della malattia, i quali, molto spesso, non vengono collegati al mal di vivere”.(liquidarea)