Posts tagged ‘disoccupazione in italia’

ottobre 11, 2013

BANCHIERI PADRONI E GOVERNI FANTOCCI – VERSO IL GLOBAL MELTDOWN.

MARCO DELLA LUNA – Il governo USA minaccia di travolgere il mondo intero nel suo volontario default.

L’Italia e altri paesi affondano nella recessione e nella disoccupazione per mancanza di investimenti, aumento delle tasse, crollo della domanda, tagli del welfare….Visualizza altro

agosto 16, 2013

Lavoro, mai così pochi occupati in Italia. Entro l’anno altri 400mila perderanno il posto

Profondo rosso per l’occupazione in Italia. Alla fine del 2013 i cittadini senza lavoro potrebbero arrivare a 3 milioni e mezzo, 400mila in più dei 3 milioni e centomila di oggi. Un altro dato che fa tremare è il numero degli occupati: circa 22 milioni e mezzo, numero mai così basso dall’inizio del nuovo secVisualizza a

luglio 10, 2013

58 anni di disoccupazione in Italia

Un  interessante scambio su Twitter mi ha fatto capire che nel mondo dell’informazione sono per lo più ignoti (a meno che non siano travisati) alcuni fatti cruciali relativi all’economia italiana. Con l’occasione, mi preme sottolineare che il Sole24Ore, per una volta, ha fornito il dato in modo corretto: dire che il dato attuale è il più elevato dal 1977, infatti, non significa dire che il dato attuale sia uguale a quello del 1977, cioè che si sia, per così dire “tornati” al 1977. Significa semplicemente dire che se si va indietro fino al 1977 con i dati dell’Istat non si riscontra mai un valore altrettanto elevato.

Credo che la forzatura commessa dal dr. Zucconi, affermando che “siamo tornati al 1977”, risenta di un suo certo qual desiderio compulsivo di ricostruire orwellianamente la storia, un peccatuccio nel quale ogni tanto egli incorre (se sia veniale o meno lo giudichino i lettori, considerando la recidiva, e la posizione di responsabilità che il personaggio occupa).

( from: goofynomics)

http://goofynomics.blogspot.it/2013/07/58-anni-di-disoccupazione-in-italia.html

giugno 2, 2013

Cercate lavoro? Non lo troverete mai più.

Italia, un paese senza futuro. Ripresa annunciata mille volte, non si concretizzerà mai: fino al 2076 (63 anni). I risultati dello studio “Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l’occupazione”.
ROMA (WSI) – Anche se l’Italia intercettera’ la ripresa ci vorranno 63 anni per recuperare i livelli occupazionali del 2007. Solo nel 2076, cioe’, si tornerebbVisualizza altro

— con Nello Carrato, Patrizia Merola, Annalisa Pesce, Francesca Merola, Antonella Carrato e Francesca Merola

novembre 9, 2012

Unioncamere: in 3 mesi 120mila posti in meno.

L’indagine del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro: quasi 120mila i posti di lavoro in meno. Cali in tutte le regioni. “Troppa incertezza, le aziende predili…Visualizza altro

novembre 6, 2012

Lettera di una mamma #choosy.

“Non so a chi arriverà questa email… sono una mamma di 3 figlie femmine e vivo in Sicilia… una laureata in ingegneria informatica che ha trovato lavoro in Svezia… ma con enormi enormi sacrifici difficoltà. di lingua di abitudini di alimentazione .. soffre per il clima non essendo abituata alle temperature fredde.. in questo momento che scrivo ha la febbre con placche alla gola ed è sola come un cane! io qui impiegata con un comune stipendio che non posso permettermi di prendere un aereo per starle vicino. La seconda figlia laureata in ingegneria civile con 100  e lode  e dottorato di ricerca completato senza senza lavoro qui non c’è nella neanche come cameriera o pulisci scale… se vuole fare esperienza in uno studio deve essere lei a pagarli… non ho soldi e non posso neanche aiutarla in questo… terza figlia iscritta in ingegneria meccanica… tasse esorbitanti… università con una riforma che non si capisce nulla..orari a comodità di docenti… si porta il pranzo da casa non posso permettermi neanche di pagarle la la menza… dite per favore a quella…. Fornero che maledico lei e tutti quelli che hanno portato il paese alla rovina! Grazie…”

settembre 19, 2011

Italia, paese di santi, navigatori e…precari

L’Ocse, l’organismo europeo per la cooperazione e lo sviluppo economico, rende note le stime sulla disoccupazione giovanile nel nostro continente alla fine 2010.

Numeri pesantissimi in Italia in cui è il precariato a farla da padrone. Una percentuale in costante aumento: si è passati dal 42,3% nel 2007, al 43,3% nel 2008 fino al 44,4% nel 2009. Il balzo avanti è ancora più rilevante rispetto al dato del 1994, quando il numero di under 25 italiani con un impiego temporaneo era del 16,7%.

Secondo l’organismo, in Italia il tasso di disoccupazione giovanile è al 27,9%, ben superiore alla media ponderata dell’area Ocse (16,7%). La quota è in aumento di oltre 9 punti percentuali rispetto all’inizio della crisi, nel 2007, quando la disoccupazione giovanile era il 20,3%. A farne le spese le spese sono maggiormente le donne, il cui tasso di disoccupazione sale al 29,4%, a differenza degli uomini, il cui dato si attesta al 26,8%. Numeri comunque superiori alla media europea.

ottobre 3, 2010

Berlusconi e il P.I.L.

Cos’è il Prodotto Interno Lordo? E’ il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all’interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l’anno solare) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni nette); non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi, che rappresentano il valore dei beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi. Il P.I.L. serve a indicare quindi se l’economia di uno Stato è sana oppure malata, e di conseguenza aiuta a capire se chi governa un paese lo sta facendo bene oppure no.

La caratteristica peculiare riconosciuta alla (per noi tragica) “discesa in campo” di Berlusconi è il “curare i miei interessi” e non quelli del paese, da un punti di vista civilistico e penalistico. Sono infatti una quarantina le leggi c.d. ad personam con le quali Berlusconi ha risollevato le sorti delle sue attività economiche al collasso nei primi anni ’90 e ha cambiato decine e decine di disposizioni in materia penale allo scopo di evitare il carcere. Lo hanno detto tutti ma proprio tutti i politici e giornalisti non allineati al servizio di Sua Emittenza, e questo concetto è stato ribadito da tutta ma proprio tutta la stampa internazionale (oltre che centinaia di specialisti in Economia) quando essa si è soffermata a vedere e valutare la nostra situazione.

Il P.I.L. italiano indica nel corso degli anni come i governi berlusconiani abbiano rallentato se non in alcuni casi bloccato l’economia italiana. I dati che seguono sono presi dai siti dell’ISTAT e WIKIPEDIA, potete verificare tranquillamente: è tutto alla luce del sole.

I dati reperibili partono dal 1996 (questa foto li indica con estrema precisione):

La tabella è impietosa: nessuno dei governi Berlusconi ha pareggiato o fatto di meglio dei vari governi Prodi, D’Alema, o Amato. Ma la cosa più grave è che gli ultimi due dati, quello relativo al 2008 e al 2009 (il governo attualmente in carica), indicano valori addirittura negativi: -1,00€ e -5,00%!.  In passato Berlusconi è stato furbo, quando ha dovuto cercare una qualche giusitificazione a questo sfacelo creato da lui (ma anche Tremonti, quello gradito alla Lega e al PD come nuovo capo nel post-Berlusconi), e ha messo le mani avanti dicendo che la situazione lui non era risucito a gestirla per aver “ereditato dalle sinistre” (usare il plurale le rende più minacciose) una gran bel macello, aggiungendo poi che era “colpa dell’euro”. Ma guarda caso ogni volta che un suo governo è caduto, chi nel centro sinistra (o governo tecnico) è salito al potere ha fatto meglio di lui, e di gran lunga, risollevando sensibilmente l’economia italiana.

Un altro indicatore sintomatico e preciso è il Tasso di Disoccupazione, il quale ha toccato cifre negative da record proprio quando Berlusconi è stato al governo del paese (qui i dati più risalenti nel tempo sono quelli relativi al 2004):

Questa tabella è aggiornata ad Agosto 2010. Anche questi dati soni presi dal sito dell’ISTAT. Direi che la tabella parla da sola, e ricalca perfettamente quanto visto relativamente al P.I.L.

Altro dato estremamente significativo è il Tasso di Disoccupazione fra i giovani (18-25 anni): si passa dal 19,6% con Prodi al 28,9% con Berlusconi!

Le conseguenze che si possono trarre sono univoche e insindacabili: i governi Berlusconi hanno creato nocumento al lavoro! E il problema è che queste cifre rischiano di salire ancora di più perché per effetto delle riforme (come quella della Gelmini che sta distruggendo il lavoro nelle Scuole e Università) altre centinaia di migliaia di cittadini saranno mandati a casa.

Divulgate, e pensate bene a chi dare la vostra fiducia alle prossime elezioni (marzo 2011?).(informazione libera)