Posts tagged ‘disatro di fukushima’

luglio 24, 2011

Fukushim aimpossibile fermare i reattori.

Fukushima, impossibile metterci una pezza. La Tepco (società proprietaria dell’impianto) e il Governo giapponese si arrendono all’evidenza: rinunciano all’obiettivo di portare la centrale nucleare in “cold shutdown“, la condizione di arresto stabile e sicuro. Peraltro vari esperti avevano avvertito da mesi che, nel caso di Fukushima, questo è semplicemente impossibile.

Il “cold shutdown” viene raggiunto quando il liquido di raffreddamento che circola all’interno del reattore viene mantenuto ad una temperatura inferiore ai 100 °C. A Fukushima tre reattori sono bucati e in meltdown totale: ossia il combustibile nucleare ha fuso l’acciaio ultrarobusto dei reattori e forse ne è anche uscito. I reattori non possono trattenere all’interno il liquido di raffreddamento. La radioattività esce dai buchi insieme all’acqua che è versata nei reattori per raffreddarli. Altro che “cold shutdown”.

E a proposito dell’impossibilità di metterci una pezza: Tepco e Giappone non si pongono più neanche l’obiettivo di turare i buchi.

Queste novità emergono dall’aggiornamento del piano d’azione per Fukushima, appena reso noto da Tepco e Giappone. Archiviato il “cold shutdown”, l’obiettivo ora è portare a temperatura inferiore ai 100 °C la base del reattore, quella in cui il combustibile nucleare è precipitato e ha fuso l’acciaio dando luogo ad un composto chiamato corium.

Visto che i reattori non possono trattenere all’interno il liquido di raffreddamento, per abbassare la loro temperatura (il corium raggiunge i 2000-2800 °C) si continuerà a versarci dentro acqua. L’acqua continuerà ad uscire dai reattori e ad accumularsi negli edifici della centrale. L’impianto di decontaminazione (che recentemente e faticosamente ha preso a funzionare) la filtrerà per abbattere la radioattività semplicemente stratosferica: dopodichè l’acqua verrà versata di nuovo nei reattori. E avanti così.

aprile 27, 2011

Il Giappone diffonde i dati sulle radiazioni intorno a Fukushima

A due giorni del Northeast Asia trilateral forum, il consesso internazionale tra Cina, Corea del sud e Giappone in cui si è discusso della necessità di potenziare la cooperazione ambientale e di soccorso – soprattutto per le emergenze nucleari – fra i partecipanti, il governo nipponico ha pubblicato la carta sui livelli di radiazione nei pressi della centrale di Fukushima Daiichi. In precedenza, erano state resi noti solo i dati relativi alla zona esterna alla cintura di evacuazione (stimata in circa 20 km dal luogo del disastro).

Secondo i dati diffusi nella giornata di ieri, i livelli di radiazione varierebbero sensibilmente in funzione della direzione: è a nord ovest della centrale, ad esempio, che questi risulterebbero più preoccupanti e in fase di crescita, mentre a sud ovest i parametri risulterebbero decisamente più bassi e stazionari.

Più in dettaglio, la mappa si basa sui dati raccolti fino al 21 aprile in 2.138 punti limitrofi la centrale per una persona che fosse sottoposta a radiazioni cumulative nell’arco di un anno per 8 ore al giorno. Il risultato, comunque, è che la zona di evacuazione tende a crescere – nonostante gli esperti facciano sapere di avere riscontrato anche valori più bassi rispetto a quelli attesi – mentre i valori nella fascia dei 20 km dovrebbero essere intorno ai 20 millisievert o anche di più.