Posts tagged ‘disatro ambientale’

maggio 6, 2010

LA MAREA NERA AVANZA VERSO LE KEY.

Si è aperto un nuovo, delicato, fronte nella vicenda della marea nera che sgorga negli abissi del Golfo del Messico. Il greggio della piattaforma Bp ha infatti raggiunto il paradiso naturale delle Isole Chandeleur, l’ultima barriera prima della costa della Louisiana: un’ennesima cattiva notizia per gli stati Usa colpiti dal disastro, tra i quali la Florida, dove ancora non è chiaro il giorno dell’arrivo delle chiazze di petrolio.

Secondo un esperto dell’Università di Miami, Hans Graber, due immagini satellitari hanno evidenziato che il greggio sta andando alla deriva verso sud, in direzione della «Corrente Loop», che potrebbe trascinarne le propaggini e portarle verso le Keys della Florida. La conferma dell’avanzata della marea nera è arrivata poco dopo via Twitter da diversi testimoni: «Si vedono pesci morti in superficie», ha per esempio scritto Aaron Vilesm, mentre altre persone hanno rinvenuto «catrame» sulle spiagge delle Chandeleur sin da martedì, ha sottolineato l’organismo International Bird Rescue, commentando l’emergenza nella quale si trovano ora quei bellissimi atolli disabitati che sono l’area di sosta preferita di molti uccelli migratori.

maggio 3, 2010

Marea nera: vietata la pesca nel golfo del Messico

La marea nera ha raggiunto le coste della Louisiana e come primo provvedimento, oltre alla richiesta del Presidente Obama che sia la Bp a pagare tutti i danni, il blocco della pesca nel Golfo del Messico.

In alto i primi risultati devastanti sull’ambiente e ecositema marino: le tartarughe, pesci e uccelli iniziano a morire a causa del petrolio che invischia pelle e organi respiratori. Per ora le azioni di contrasto della Bp, per ridurre l’enorme chiazza di petrolio, lunga circa 20 Km e che si alimenta con 5000 barili di greggio al giorno ( tanto è il volume delle perdite) non hanno prodotto risultati apprezzabili.

Intanto, sono stati fermati per 10 giorni i pescherecci ai confini costieri con il Lago Borgne, il Lago Pontchartrain e il lago Maurapas, il Golfo della Louisiana tra New Orleans e Pensacola Bay, mentre a breve arriverà la chiusura a est del Mississipi dove si pescano molluschi e gamberi.

maggio 1, 2010

La marea nera provoca un disastro ambientale.

Dopo la Louisiana, la Florida e l’Alabama, anche il Mississipi ha decretato lo stato d’emergenza di fronte alla minaccia della marea nera del petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, che minaccia sempre più da vicino le sue coste. «Questa fuga di petrolio rappresenta una grave minaccia per il nostro ambiente e la nostra economia», ha dichiarato il governatore dell’Alabama, Bob Riley, in una nota. Il suo omologo del Mississipi ha annunciato di aver proclamato lo stato di emergenza «per aiutare il governo locale e le agenzie federali a lavorare insieme con maggiore efficacia per contrastare questa gigantesca marea nera».
La British Petroleum intanto ha minimizzato e virtualmente escluso la possibilità di un incidente sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, che invece, sprofondando nelle acque del Golfo del Messico, ha provocato una marea nera potenzialmente più grave di quella della Exxon Valdez. In un documento di 52 pagine del febbraio 2009, di cui l’Associated Press ha ottenuto copia, la BP indica a più riprese che è «improbabile o virtualmente impossibile» che un incidente sulla piattaforma, situata ad 80 chilometri dalla costa, possa provocare una marea nera o nuocere gravemente alle spiagge, pesci, mammiferi o alle attività di pesca nella regione.