Posts tagged ‘disastro ambientale nel golfo del messico’

Mag 27, 2010

Marea nera: finalmente si è fermata.

Grazie all’operazione ‘Top Kill’, in corso nel Golfo del Messico per sigillare il pozzo petrolifero della Bp, la fuoriuscita di greggio si è per il momento fermata. Lo ha detto l’Ammiraglio Thad Allen, responsabile per le operazioni di contenimento, precisando però che è troppo presto ancora per cantare vittoria.

Alla tv della Lousiana WWL, Allen ha indicato che “hanno fermato il flusso di idrocarburi, sono stati in grado di stabilizzare la testa del pozzo e stanno immettendo fanghi” nel pozzo con forte pressione. Se l’operazione andrà in porto dopo i fanghi, la Bp intende immettere cemento per chiudere definitivamente il pozzo che ha provocato una delle maree nere più devastanti della Storia.

Oggi verrà resa pubblica la nuova stima sul livello della perdita prima dell’inizio dell’operazione Top Kill. Secondo Bp il flusso era di 5.000 barili di petrolio al giorno ma studi indipendenti parlano di quantità molto maggiori.

Mag 20, 2010

Anche Kevin Costner contro la marea nera.

L’attore americano Kevin Costenr,’eroe di Waterworld ha a cuore le sorti del Golfo del Messico ed è per questo che ha presenziato una conferenza a New Orleans per presentare una macchina capace di separare l’acqua dal petrolio, sviluppata dal fratello Dan Costner.

La macchina in questione è stata sviluppata da un team dell’Ocean Theraphy Solutions: lo strumento è in grado di ripulire l’acqua dal petrolio di circa il 99%. Per saperne di più, trovate qui il video con la proposta di Costner, che la BP sta valutando di testare in mare aperto.(ecoblog)

Mag 7, 2010

Petrolio nel Golfo del Messico: solo fatalità?

La vicenda del petrolio nel golfo del Messico è  davvero di un increscioso incidente? O piuttosto  un cumulo di arroganza tecnologica, pressapochismo/gioco al risparmio, volontà di disinformare e rimedi peggiori del male?

  • Arroganza tecnologica. Homo sapiens ha una fiducia assoluta nella sua tecnologia infallibile, al punto da non approntare piani e misure di sicurezza adeguate. Pressapochismo  gioco al risparmio: oggi dovrebbe essere arrivata in loco la cupola di contenimento, che dovrebbe raccogliere il greggio e convogliarlo in superficie. Ciò avviene ben 17 giorni dopo l’inizio della crisi. 17 giorni sono un tempo infinito nella nostra società supertecnologica. Occorre fabbricare apposta la cupola? Non ci si poteva pensare prima, e tenerne un esemplare a portata di mano? I dirigenti della BP hanno candidamente affermanto che non sanno se funzionerà, perchè non hanno mai fatto dei test a 1500 m di profondità.
  • Volontà di disinformare. Per almeno due giorni si è cercato di nascondere la verità,
  • Rimedi peggiori del male. Sembra che la cupola di contenimento potrebbe persino peggiorare la situazione se dovesse, a causa del suo peso, creare altre perdite nelle tubature. I solventi usati per ridurre il petrolio in goccioline sono altamente tossici e creeranno danni imprevedibili all’ecosistema marino.

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Mag 1, 2010

La musica ci salverà?

aprile 30, 2010

OBAMA CONTRO LA BP PER IL DISASTRO NEL GOLFO DEL MESSICO

Dalle foto della Nasa, diffuse ogni giorno attraverso il sito web dell’agenzia, emergono chiaramente le dimensioni del disastro ambientale della piattaforma petrolifera della BP affondata nei giorni scorsi. Dalle reazioni della politica americana, invece, emerge la difficoltà di porre un argine al problema.

L’ipotesi di bruciare il petrolio in mare, per evitare che devasti centinaia di chilometri di coste, è al vaglio ora dell’amministrazione Obama che ha chiesto l’intervento delle forze armate e ha inviato sul posto tre ministri di peso: il Segretario degli Interni Ken Salazar, il Segretario della Sicurezza Nazionale Janet Napolitano e l’amministratore per la protezione ambientale Lisa Jackson.

Nel frattempo, però, Obama ha chiesto e ottenuto che i costi economici della bonifica vengano pagati da BP, responsabile del disastro. Secondo il Washington Post, però, il disastro del Golfo del Messico potrebbe ripercuotersi sul piano nazionale di perforazioni off shore che l’amministrazione Obama aveva lanciato poche settimane fa.(ecoblog)