Posts tagged ‘disabilità’

giugno 27, 2013

Disabili, “Abbandonati dallo Stato”. “Pensioni da 260 euro, servono fondi”

 

ROMA – “Come può un disabile vivere con 260 euro al mese quando solo la batteria di una carrozzina ne costa 100?”. Difficile rispondere a chi chiede più fondi e sostegno dallo Stato per gestire la disabilità. Un interrogativo che arriva dall’audizione di Alessandra Incoronato e Luisa Panattoni, due persone affette da patologie gravemente invalidanti, che oggi hanno parlato di fronte alla Commissione Diritti umani del Senato.

VIDEO

“Nelle case dei disabili anziani ho trovato il quarto mondo. Ho trovato sporcizia, anziani da soli, abbandonati”, spiega Alessandra Incoronato, dell’Associazione Diritto alla Vita, che si occupa di tutelare i Diritti dei disabili ed anziani a Santa Marinella. Incoronato, 45 anni, malata terminale, trova la forza per aiutare altre persone in difficoltà: “Sono felice di vivere, ma non mi lascia vivere il fatto che un governo lasci un disabile al 100% con 260 euro di pensione. I Comuni non funzionano. Ogni giorno viene tolta l’assistenza a qualcuno. Persone abbandonate nei propri letti. Lasciate sole a morire. Non è vero che non ci sono soldi. Questo è stato un mondo dimenticato. Perché non ci date la possibilità di andare avanti? Di cambiare una carrozzina?”.

Più spazio quindi e fondi alle esigenze dei disabili gravi, anche per restituire loro i diritti fondamentali garantiti invece sulla carta. “Le patologie invalidanti limitano i diritti delle persone – spiega Luigi Manconi, presidente della Commissione dei Diritti umani del Senato – . Riducono la possibilità di godere dei diritti che spettano ad ogni cittadini. La Convenzione sulla disabilità dell’Onu impone attenzione sui diritti delle persone, ma anche la Carta sociale europea sul tema della disabilità. Bisogna tornare, proprio usando il motto dell’Associazione Luca Coscioni, dal corpo dei malati al cuore della politica. Oggi il corpo dei malati è qui nel cuore della politica, al Senato”.

febbraio 9, 2012

Sclerosi multipla: donne tra i 35 e i 54 più colpite.

Piu’ donne che uomini (63,8% contro 36,2%), di eta’ compresa tra i 35 e i 54 anni, nel 60% dei casi affetti dalla forma recidivante remittente. Sono i malati di in Italia secondo la fotografia scattata dal Censis per conto dell’Asim e della Fondazione Cesare Serono, con un’indagine i cui risultati vengono presentati questa mattina a Roma.

 

La ricerca si concentra sulle condizioni cliniche ed esistenziali dei malati di , quindi sulla vita quotidiana, sul bisogno di assistenza, sul rapporto con i servizi medici e riabilitativi, sulla vita lavorativa e sociale di queste persone. Sul fronte dell’assistenza e della cura, emerge che il 78,1% degli intervistati (su un campione di 302 persone) frequenta un ambulatorio neurologico o un centro pubblico per la . La maggior parte di loro (il 61,6%) si rivolge a queste strutture per essere seguito lungo tutto il proprio percorso terapeutico, il 4% vi si reca solo in concomitanza con un attacco e il 12,5% per la a lungo termine. “Il fatto che quasi il 20% degli intervistati con disabilita’ lieve o assente vada nei centri SM esclusivamente per ricevere la , cosi’ come il fatto che i piu’ gravi lo frequentino meno, evidenzia – si legge nel dossier Censis – come queste strutture, che dovrebbero fornire una presa in carico multidisciplinare del paziente, ancora troppo spesso esauriscano la loro funzione nella distribuzione dei farmaci”.

agosto 27, 2011

Deficit intellettivo: scoperta la mutazione genetica legata alla disabilità ereditaria.

Ci sarebbe una mutazione dietro una disabilita’ intellettiva ereditaria, che colpisce il “complesso mediatore”, una molecola gigante che riveste un ruolo cruciale nella regolazione della trascrizione del .

La mutazione individuata, a carico del , ha portato percio’ alla luce una catena di eventi che cominciano con una relativamente lieve disfunzione di un singolo e si conclude in un deficit cognitivo. La mutazione coinvolta, rivelata dagli studiosi del francese CNRS di Strasburgo, e’ chiamata dagli esperti “missense mutation”, e si verifica quando un singolo comincia a produrre un aminoacido diverso dal solito, influenzando in questo modo l’attivita’ del complesso mediatore, senza pero’ inibirla del tutto. Una “missense mutation” e’ stata dunque individuata da Satoru Hashinoto e colleghi proprio nel , che codifica alcune delle sotto-unita’ del complesso mediatore, che sono legate a una disabilita’ intellettiva ereditaria che si e’ presentata in una grande famiglia algerina analizzata dagli studiosi.