Posts tagged ‘dire la verità è un atto rivoluzionario!’

luglio 17, 2012

Li avete mai votati?

Herman Van Rompuy – presidente del Consiglio Europeo
Mario Draghi – presidente della Banca Centrale Europea (BCE)
Christine Lagarde – presidente del Fondo Monetario Internazionale (FMI)
Pascal Lamy – direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO)
Ban Ki-moon – segretario generale delle Nazioni Unite (ONU)
Jim Yong Kim – presidente della Banca Mondiale (BM)

 

Avete mai votato personalmente quei personaggi sopra citati e che vedete in foto, i quali risiedono a capo delle maggiori istituzioni che regolano l’economia mondiale? No?! Eppure sono loro che decidono per la vostra vita, sono loro che decidono se andare far guerra ad un altro Paese, se i servizi pubblici concessi prima gratuitamente adesso sono a pagamento, se non trovate un lavoro degno delle vostre aspirazioni, se i vostri salari vengono decurtati a causa della crisi, se rischiate di non vedere più la pensione dopo anni di lavoro, se per ripagare il prestito concesso siete obbligati a subire misure di austerità che impattano sulla vostra condizione sociale.
Ovviamente questi personaggi sono i rappresentanti non-eletti che rispondono del loro operato non al popolo, che appunto non li ha eletti, ma a banche e multinazionali chi li hanno posizionati in quelle posizione di potere allo scopo di poter fare i loro interessi.
Una cosa è certa: io come voi non abbiamo mai votato quei personaggi per il semplice fatto che il potere è ormai accentrato nelle mani di istituzioni SOVRA-NAZIONALI che per il loro operato non rispondono al governo di alcun Paese.
luglio 17, 2012

. L’euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dall’oligarchia |

L’euro ha centrato il suo obiettivo: …ovvero quello di distruggere le nazioni europee in soli 10 anni!
L’idea che l’Euro sia un fallimento è stupidamente errata, l’Euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dal suo ideatore e da quel 1% di oligarchi che l’hanno imposto“.
Così ha scritto il giornalista americano Greg Palast sul Guardian del 26 giugno, ricordando che “l’ideatore”, Robert Mundell, ha sempre visto la sua creatura (l’euro) come l’arma che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro; “Ho conosciuto Mundell tramite il mio docente universitario Milton Friedman“.
Palast descrive bene l’idea di Mundell: “L’Euro inizia davvero a svolgere il suo compito in tempi di crisi, infatti la moneta unica e soprannazionale toglie ai governi eletti la possibilità di usare politiche creditizie e fiscali capaci di farci uscire dalla crisi, in quanto pone le politiche monetarie al di fuori dalla portata dei politici (eletti) e, senza queste prerogative, l’unico modo che hanno i governi per cercare di mantenere i posti di lavoro è quello di ridurre regole e diritti verso imprese e lavoratori, tutto nel nome della concorrenza”. Per Mundell niente deve interferire col MERCATO“.

Palast continua dicendo che Mundell gli spiegava che “l’euro è tutt’uno con la Reaganomics; la disciplina monetaria impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici (servi del mercato invisibile… sic), e quando la crisi morde allora alle nazioni resta ben poco da fare se non liberalizzare, privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato“.
Il termine “riforme strutturali” non è altro che un eufemismo per nascondere l’annullamento dei diritti dei lavoratori (e degli imprenditori…), Mundell sostiene che “l’unione monetaria è una guerra di classe con altri mezzi” (la classe oligarchica contro il 99% dei cittadini).

FONTE: movisol.org

luglio 12, 2012

LA SPAGNA E’ ANDATA, TRA POCO TOCCHERA’ A NOI .

– di Paolo Cardenà –
Sono passate appena 24 ore dall’annuncio del via libera di 30 miliardi di aiuti  a favore del sistema bancario spagnolo, e già Rajoy annuncia le prossime misure di austerità che dovranno essere varate, come contropartita al differimento di un anno dei termini per il rientro del deficit al 3%, previsto per il 2015.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore

“Il premier ha annunciato tagli e riforme delle amministrazioni pubbliche per risparmiare 65 miliardi di euro in 2 anni e mezzo con nel 2013 un taglio di 600 milioni di euro alle dotazioni dei ministeri. La misura più significativa è l’aumento dell’Iva dal 18 al 21% e di quella ridotta dall’ 8% al 10%, mentre si manterrà quella al 4% sui beni di prima necessità.Il premier spagnolo ha anche annunciato il taglio delle tredicesime per il 2012 di parlamentari, impiegati e alte cariche dell’amministrazione pubblica. Gli addetti del pubblico impiego la recupereranno nei fondi pensione del 2015. I dipendenti pubblici avranno anche meno giorni di ferie e verranno ridotti i permessi sindacali. Il numero dei consiglieri degli enti locali scenderà di circa il 30%. Diminuiranno anche le indennità per i sindaci.

Inoltre il premier ha annunciato una riforma della pubblica amministrazione che permetterà di tagliare 3,5 miliardi di euro di spesa, nel quadro della politica di rigore imposta dall’Unione Euroepea in cambio di una proroga di un anno nel raggiungimento degli obbiettivi di riduzione del debito.”
Inutile dire che i 30 miliardi concessi come aiuto alle banche spagnole, rappresentano briciole rispetto alle  possibili sofferenze che vengo stimante tra i 400 e i 500 miliardi di euro.
Altrettanto inutile è affermare che l’ampiezza delle misure in  procinto di essere varate, genererà un ulteriore avvitamento dell’economia  spagnola (già ad un passo dal trapasso) del tutto simile a quanto avvenuto in  Grecia in questi ultimi  anni, con effetti dirompenti su vasta scala.
Di conseguenza, i mercati termineranno di scaricare il debito spagnolo e a quel punto attaccheranno in maniera impetuosa l’Italia che,  proprio come la Spagna, non potrà essere salvata; stando all’esiguità delle risorse a disposizione del Fondo Salva Stati e alla mancanza di una rete di protezione idonea a scongiurare la catastrofe.
A quel punto, tutti ricorderemo i successi (si fa per dire) dei recenti summit europei, nei quali si è deciso di mettere in sicurezza un continente dotandolo di un paracadute, purtroppo bucato.