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aprile 13, 2010

Che fare?

Berlusconi ed i suoi Ministri danno assoluta priorità alle riforme istituzionali. Indicando con questo termine qualcosa di oscuro per i più e certamente di molto diverso dagli argomenti attorno ai quali ruotano  la vita e il disagio sociale della maggioranza degli italiani.
Il governo, secondo Berlusconi, è indebolito dallo strapotere del Parlamento e delle altre istituzioni. La verità è che  la Camera e il Senato sono bloccati da una vera e propria invasione di decreti-legge, leggi delega e disegni di legge del Governo.  

Per  istituzionalizzare la prassi autoritaria del governo si vuole modificare la Costituzione, riducendo i poteri dello Stato a meri esecutori degli ordini del governo in carica.
Dietro tutto questo si nascondono gli interessi economici del Presidente del Consiglio e della sua cricca di malfattori. 
La cosa che stupisce che la classe politica che dovrebbe rappresentare l’opposizione invece di denunciare questa deriva sud-americana comincia a fare dei distinguo accettando sostanzialmente un dialogo che li vede sconfitti in partenza Nessuno dice chiaramente no al  Presidenzialismo, nessuno, salvo Di Pietro difende senza riserve la magistratura e la Costituzione.
Ci si appella al Capo dello Stato, chiedendogli di svolgere una funzione di supplenza in assenza di una opposizione che appare sempre più debole e frantumata.

E’ ora di dire chiaramente che non si può dialogare con chi  vuole il presidenzialismo e con chi vuole colpire l’autonomia della magistratura.  

Se il Partito Democratico, che pretende di gestire l’opposizione avrà questa forza dovremo seguirlo, concordando i temi e i tempi. Ma se questo non avverrà ognuno dovrà lavorare per mobilitare tutte le coscienze per difendere la Costituzione Repubblicana e la Magistratura . Opporci al “dialogo sulle riforme” e riaprire nel Paese un discorso sulla democrazia italiana, sulle reali cause della sua asfissia, sulla occlusione dei canali di partecipazione alle scelte generali che interessano l’Italia e il mondo intero, questi gli argomenti all’ordine del giorno dopo la sconfitta alle elezioni Regionali.