Posts tagged ‘dieta mediterranea’

novembre 1, 2010

Tumore al seno, due giorni di dieta a settimana per ridurre il rischio.

Secondo uno studio condotto dalla dottoressa Michelle Harvie del britannico Wythenshawe Hospital (Manchester), e riportato dal Daily Telegraph, bastano due giorni di dieta alla settimana per ridurre del 40% il rischio di tumore al seno nelle donne obese e in sovrappeso. Lo studio ha preso in considerazione due gruppi di donne: uno ha seguito una dieta restrittiva da 650 calorie, l’altro un regime dietetico sul modello della dieta mediterranea da 1500 calorie. In entrambi i casi la dieta è stata seguita solo per due giorni a settimana, nell’arco di sei mesi.

E’ stato così che gli studiosi hanno potuto osservare in entrambi i gruppi non solo una perdita di peso ma anche il calo di livello di alcuni ormoni coinvolti nell’insorgenza del cancro al seno, quali leptina e insulina, e di una proteina infiammatoria con un ruolo analogo. Gli ormoni sono scesi rispettivamente del 20 e 25%, mentre per la proteina incriminata il calo è stato del 15%.

ottobre 31, 2010

L’OLIO D’OLIVA PROTEGGE DAI DANNI EPATICI.


Che l’olio d’oliva sia alla base della dieta mediterranea e che grazie alle sue proprietà antiossidanti sia considerato uno degli alimenti più importanti dal punto di vista nutrizionale è già cosa nota: ma che fosse in grado di ridurre anche i danni al fegato è invece la scoperta effettuata da un gruppo di ricercatori dell’University of Monastir (Tunisia) e della King Saud University di Riyadh (Arabia Saudita) guidati Mohamed Hammami.

Dallo studio, pubblicato su Nutrition and Metabolism, si legge che gli studiosi sono giunti ai risultati dopo aver osservato l’effetto dell’olio d’oliva sul fegato di 80 topolini a cui era stata indotta epatotossicità tramite la somministrazione di alcuni erbicidi moderatamente tossici: “L’olio di oliva è un ingrediente fondamentale nella dieta mediterranea, e abbiamo sempre più che può avere grandi benefici per la salute, tra cui la riduzione del rischio di malattia coronarica, la prevenzione di alcune forme di cancro e la modifica delle risposte immunitarie e infiammatorie – spiega Hammami -. Grazie a questo studio abbiamo dimostrato che è anche in grado di proteggere contro il danno ossidativo del tessuto epatico”.

I ricercatori hanno diviso i topolini in 8 gruppi e li hanno esposti a un erbicida tossico, provocando danni epatici significativi in tutti gli esemplari. Gli studiosi hanno poi somministrato agli animaletti diversi estratti dell’olio d’oliva, gruppo per gruppo: ed è emerso che in tutti i gruppi si registravano segni di miglioramento nella salute del fegato, ma che in particolare l’estratto idrofilo dell’olio si è dimostrata la sostanza più in grado di attivare gli enzimi antiossidanti e di diminuire i marker del danno epatico. (ASCA)

aprile 26, 2010

La pasta per prevenire cardiopatie e diabete di tipo 2.

pastasciuttaUn bel piatto di spaghetti integrali contiene fibre, vitamine e minerali e può aiutare a prevenire le cardiopatie o il diabete di tipo 2.

Questo emerge dai convegni scientifici di Pastatrend, la manifestazione presente in questi giorni a Bologna.

Se la dieta mediterranea è una delle migliori maniere per prevenire le patologie cardiovascolari – spiega Alfio Amato, del dipartimento cardio-toraco-vascolare del Policlinico Universitario Sant’Orsola-Malpighi – nella popolazione più vasta ed in particolare nei soggetti a rischio vascolare già noto, la predilezione della pasta nella dieta quotidiana determina una riduzione sia della presenza che dello sviluppo delle lesioni vascolari maggiori documentabili con diagnostica ad ultrasuoni.(takareblog)

aprile 23, 2010

MENO CALORIE PER VIVERE PIU’ A LUNGO.

Dagli organismi unicellulari all’uomo, tutti gli esseri viventi vivono più a lungo grazie alla riduzione dell’apporto calorico. Lo spiega l’ultimo numero di “Science” con un lungo articolo che passa in rassegna i meccanismi metabolici e molecolari che rallentano l’invecchiamento e promuovono salute negli animali da esperimento e nell’uomo sottoposti ad un regime di restrizione calorica o ad altri interventi genetici e farmacologici che simulano la restrizione calorica. Il primo autore dello studio è Luigi Fontana, direttore del Reparto di Nutrizione ed Invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità, e responsabile di un progetto di collaborazione internazionale tra l’ISS e la Washington University School of Medicine di St Louis negli Stati Uniti, che ha studiato per primo gli effetti di questo regime dietetico sull’uomo. “L’obiettivo di questi studi – dice Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – è quello di comprendere i meccanismi metabolici e le basi molecolari che regolano l’invecchiamento e la loro correlazione con l’insorgenza delle malattie – in particolare quelle cardiovascolari, tumorali e neurodegenerative – per fare in modo che all’aumentare della vita media corrisponda un aumento anche della sua qualità.(novecolonne)

marzo 12, 2010

La pasta aiuta nelle diete dimagranti.

La pasta è un alimento basilare dell’alimentazione quotidiana: sazia, mette il buonumore e non fa ingrassare! A quest’affermazione, molti restano increduli: come può un alimento così buono e facile da preparare essere un alleato della linea?

pastaaaa

A migliorare lo stato psicofisico ci pensa l’amido presente nella pasta che, favorendo il buonumore, è un ottimo alleato contro gli attacchi di fame: il glucosio che si libera dall’amido, infatti, favorisce la sintesi a livello celebrale della seretonina (l’ormone della felicità).

L’elevato livello di sazietà che fornisce la pasta permette di inserirla nei regimi ipocalorici; essa assicura un’adeguata carica energetica, fondamentale per non sentirsi fiacchi e privi di forze.

La spiegazione del suo potere saziante è ancora una volta nell’amido che, essendo un carboidrato complesso, quando è digerito viene assorbito come zucchero semplice e inviato alle cellule. Si tratta di un processo richiede del tempo ed è per questo che dopo aver mangiato un piatto di pasta non si avverte la fame per diverse ore.

Non solo: la pasta, a differenza del pane, ha un basso indice glicemico, è ricca di vitamina B, fosforo, sodio ed ha un apporto di ferro pari a quello del latte. I carboidrati contenuti nella pasta bruciando favoriscono la mobilitazione dei grassi accumulati, contrariamente a quanto avviene con la carne.

pasta-piatto

Per comprendere al meglio, facciamo un esempio concreto: 100 g di pasta di semola di grano duro offrono un apporto energetico pari a circa 350 kcal, il 75% delle quali sotto forma di carboidrati complessi, il 10% di proteine, mentre l’apporto di grassi è così basso sa poter essere trascurato.

Il segreto, ovviamente, sta nel condimento; per sfruttare le sue proprietà sazianti e dimagranti bisogna prepararla in modo semplice, come sugo di pomodoro o mix di verdure con un filo d’olio extravergine d’oliva (evitando il formaggio grattugiato): in questo modo una porzione media (80 g) apporta circa 400 calorie.

Vanno evitati i sughi con la carne o con il burro che rallentano la digestione e trasformano qualunque piatto di pasta in un vero e proprio attacco alla linea.

In un regime dimagrante, un’ottima alternativa alla classica pasta di grano duro è quella integrale, ricca di fibre, e quella di farro, un cereale ricchissimo di vitamine, sali minerali e fibre vegetali: per esaltare il loro sapore, abbinale a sughi rustici, con verdure o semplicemente con olio d’oliva e pepe.

dicembre 11, 2009

Ricette anticancro: pasta integrale e scarola.

Tra le ricette proposte dallo chef Giovanni Allegro vi propongo quella a base di pasta al farro e scarola, idele per combattere il cancro.

LA RICETTA

Ingredienti per sei persone:
500 g di fusilli integrali al farro;
600 g di foglie di scarola tenere;
250 g pomodori pelati;
3 cucchiai di olio extravergine di oliva;
3 spicchi d’aglio.

Preparazione:
Lavate la scarola, tagliate le foglie a metà e cuocetele per 8 minuti in abbondante acqua bollente salata. Tiratele fuori e nella stessa acqua cuocete i fusilli al dente. Scolateli e conservate due tazze dell’acqua di cottura. In una casseruola larga soffriggete delicatamente l’aglio nell’olio di oliva finchè sarà leggermente imbiondito. Unite il peperoncino, i pelati e la scarola tagliuzzata. Coprite con le due tazze d’acqua conservate e fate sobbollire qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe, versate il condimento sulla pasta e servite subito.

 Io invece della pasta uso i fagioli.