Posts tagged ‘dialisi’

marzo 10, 2012

Trapianti rene: dialisi peritoneale prima dell’intervento allunga sopravvivenza.

I pazienti in con la peritonale prima del trapianto di possono vivere piu’ a lungo. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology, secondo il quale i pazienti in con la presentano, rispetto a quelli in , un tasso di sopravvivenza maggiore.

 
Quest’anno la Giornata mondiale del , che si celebra oggi, si focalizza su come la positiva riuscita del trapianto possa consentire al paziente di avere nuovamente una vita in buona salute. In una situazione in cui la donazione di e’ ancora carente, i pazienti affetti da patologie renali croniche spesso vivono per molti anni in . E’ per questo che la giusta scelta terapeutica puo’ essere determinate ai fini della buona riuscita del trapianto.

L’inizio della puo’ rappresentate per il paziente un momento di disorientamento. Poiche’ in molti casi si ha poco tempo e sostegno per capire le diverse opzioni terapeutiche disponibili, la maggior parte dei pazienti inizia con il sottoporsi all’ in ospedale. Ovviamente, non tutti i pazienti potranno essere candidati al trapianto, ma per coloro che sono in lista d’attesa, la (Dp), messa a punto da Baxter, fornisce numerosi benefici per un successivo trapianto di .(ADN KRONOS)

marzo 7, 2012

Pediatria: bambino affetto da una devastante malattia renale salvato da terapia innovativa.

Un bimbo salvato dagli effetti devastanti di una malattia renale genetica che lo avrebbe costretto a un doppio  -fegato, mortale nella metà dei casi. E una madre tornata a vivere dopo 40 mesi trascorsi in ospedale, accanto al suo piccolo malato.

 

La nefrologia italiana festeggia la Giornata mondiale del , che si celebra l’8 marzo insieme alla Festa della donna, annunciando il “successo formidabile” di una terapia pionieristica eseguita per la prima volta nel nostro Paese e fra le prime al mondo. A raccontare la storia a lieto fine del baby-paziente, che oggi ha 5 anni ma ha iniziato la sua odissea a 6 mesi, è Rosanna Coppo, presidente della Società italiana di nefrologia (Sin). E’ proprio nel Reparto di nefrologia,  e  da lei diretto, all’ospedale Regina Margherita di Torino, che il bambino è stato curato con un farmaco ‘intelligente’ sperimentale, abbinato a un singolo  di . Ad agosto l’operazione, oggi il responso finale: “La funzionalità renale è tornata perfetta”, ed “è stata aperta una nuova via che permetterà di salvare molte vite”. “All’età di 6 mesi il bimbo viene ricoverato con pallore e debolezza – ricorda Coppo oggi a Milano, durante un incontro sulle iniziative in programma per la Giornata del  promossa da Sin e Fir (Fondazione italiana ) – Gli esami rilevano anemia grave con emolisi, ossia rottura dei globuli rossi in circolo, e insufficienza renale acuta”. Immediatamente la madre, 30 anni, altri 2 figli più grandi, riconosce con terrore un quadro clinico ‘fotocopia’ di quello della sorella, costretta alla a soli 29 anni per una malattia rara: “Una forma atipica di sindrome emolitico-uremica. Nella forma più tipica – precisa l’esperta – questa patologia non è altro che l’infezione responsabile dell’epidemia scoppiata l’estate scorsa in Europa, dovuta a una contaminazione alimentare da batterio Escherichia Coli”. Nella ‘versione’ meno diffusa, invece, la malattia non è infettiva bensì genetica, “causata dalla mancanza di una proteina prodotta dal fegato – spiega Coppo – che normalmente ha il compito di inibire un fattore chiave del sistema immunitario, il cosiddetto complemento. Lo stato di perenne attivazione del complemento dissemina i vasi dell’organismo, e soprattutto dei reni, di microtrombi” che finiscono per uccidere l’organo-filtro del nostro corpo. Il bimbo, come sua zia, era condannato alla . Il piccolo viene dunque messo in all’ospedale Regina Margherita di Torino. “Per un anno fa  peritoneale a domicilio – continua la presidente Sin – ma un anno dopo siamo stati costretti a passare all’emodialisi in ospedale: per la madre e il suo bambino significava recarsi 5 giorni a settimana in un centro fuori città, per sedute lunghe 3-4 ore”.

novembre 24, 2010

Melagrana: frutto dei benefici per dializzati.

Il succo di questo frutto consente di abbassare il rischio cardiovascolare, in virtù di una diminuzione dei valori di pressione arteriosa e di un miglior profilo lipidico.

Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato i benefici per la salute del succo di melagrana, soprattutto perché rappresenta una discreta fonte di antiossidanti e contribuisce ad abbassare il colesterolo e la pressione sanguigna, in particolare nei pazienti diabetici e ipertesi.

Uno studio preliminare ora suggerisce come esso possa diminuire il rischio di alcune complicazioni nei pazienti in dialisi, in particolare l’alto tasso di morbilità dovuto a infezioni e a eventi cardiovascolari, stando a quanto riportato nel corso dell’annuale convegno dell’American Society of Nephrology, in corso a Denver.

Batya Kristal e colleghi del Western Galilee Hospital di Nahariya e del Technion-Israel Institute of Technology di Haifa, in Israele, hanno studiato 101 pazienti dializzati randomizzati per ricevere succo di melagrana o placebo all’inizio di ciascuna seduta di dialisi, tre volte alla settimana per un anno.