Posts tagged ‘diabete di tipo 2’

novembre 2, 2011

Giornata Mondiale del diabete, il 12 e il 13 novembre.

Il 12 e il 13 novembre 2011 si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, organizzata dall’Associazione Diabete Italia assieme alle associazioni dei pazienti e con la partecipazione volontaria di medici, infermieri e altri operatori sanitari. L’educazione e la diffusione delle informazioni, infatti, è un mezzo potente per prevenire questa malattia.

Il diabete di tipo 2, infatti, nella gran parte dei casi, può essere scongiurato semplicemente con una diagnosi precoce, consigliabile in tutti i cittadini sopra i 40 anni, e con uno stile di vita sano, che preveda una dieta equilibrata e 30 minuti di moderato esercizio fisico al giorno. Non è un caso che, come testimonial, quest’anno ci sia proprio il campione olimpionico Antonio Rossi. Questa malattia è estremamente diffusa, si stima che 3 milioni di italiani adulti abbiano il diabete e il costo per ogni cittadino che ne soffre è in media 2.600 euro all’anno, più del doppio rispetto ai cittadini di pari età e sesso, ma senza diabete.

novembre 27, 2010

Un farmaco contro il diabete candidato alla cura dell’Alzheimer.

Da un farmaco per la cura del diabete di tipo 2 una terapia per il morbo di Alzheimer: è quanto è stato dimostrato da un gruppo di studiosi tedeschi del German Center for Neurodegenerative Diseases (DZNE) e del Max-Planck-Institute for Molecular Genetics in collaborazione con i ricercatori inglesi dell’University of Dundee secondo cui la metformina, utilizzata per il trattamento del diabete di tipo 2, è in grado di contrastare le alterazioni della struttura della proteina Tau nelle cellule nervose dei topi, causa della malattia di Alzheimer. Il farmaco – il primo a essere capace dell’attivazione di questo meccanismo – è in grado di regolare il funzionamento della proteina PP2A, responsabile della rimozione dei gruppi di fosfato dalla proteina Tau: la metformina potenzia quindi il funzionamento di PP2A – che nei malati di Alzheimer è poco attiva – impedendo l’accumulo di fosforo nella proteina Tau e, quindi, l’accumulo della stessa proteina Tau nei cosiddetti “ammassi neurofibrillari” responsabili del morbo d’Alzheimer.

ottobre 24, 2010

CIBO: CEREALI INTEGRALI-RAFFINATI 3 A 1, LA RICETTA PER RIMANERE IN FORMA (E COMBATTERE IL GRASSO)

Più cereali integrali e meno cereali raffinati: sembra essere questa la ricetta del Jean Mayer USDA Human Nutrition Researcher Center on Aging (USDA HNRCA) della Tufts University pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition per contrastare obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2. Dallo studio emerge che diminuendo il consumo di cereali raffinati e aumentando quello di cereali integrali, nell’organismo umano diminuisce sia il grasso sottocutaneo che quello viscerale (quello più profondo che circonda gli organi intra-addominali) e si hanno maggiori probabilità di ridurre il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari e metaboliche e nel diabete di tipo 2.

Pane e riso integrali al posto del pane e del riso bianchi, cereali integrali al posto di quelli raffinati, tanto per fare un esempio. “Il volume del grasso viscerale era di circa il 10% più basso nelle persone che hanno dichiarato di mangiare tre o più porzioni al giorno di cereali integrali e che hanno limitato la loro assunzione di cereali raffinati a meno di una porzione al giorno”, spiega Nicola McKeown, che ha guidato lo studio. Gli autori hanno anche osservato che i partecipanti che hanno consumato, in media, tre porzioni al giorno di cereali integrali ma hanno continuato a mangiare molti cereali raffinati non hanno mostrato una diminuzione nel volume del grasso viscerale: “Questo risultato implica – spiega McKeown – che è importante fare sostituzioni nella dieta, piuttosto semplicemente aggiungere cereali integrali”.

I ricercatori hanno esaminato dieta, stato di salute e accumuli adiposi di 2.834 uomini e donne tra i 32 e gli 83 anni rilevando che il consumo di cereali raffinati è in particolare legato alla presenza del grasso viscerale: “L’associazione persisteva – spiega Paul Jacques, co-autore della ricerca – dopo aver aggiustato i risultati con altri fattori legati allo stile di vita di altri come il fumo, l’assunzione di alcol, il consumo di frutta e verdura e l’attività fisica”. (ASCA)

settembre 29, 2010

Nasce Cladis, il pecorino anticolesterolo.

Si chiama CLADIS, ha lo stesso sapore di quello originale ma, in più, è ricco di acido linoleico coniugato (CLA), un acido grasso polinsaturo che contribuisce a proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari. E’ il formaggio pecorino messo a punto dal team del professor Pierlorenzo Secchiari della Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa. È stato ottenuto mediante latte di pecore nutrite con uno speciale mangime ricco di semi di lino estrusi – una fonte naturale di precursori di acido linoleico coniugato (CLA) – che gli stessi sperimentatori hanno già dimostrato portare alla produzione di un latte particolarmente ricco di CLA.

Il nuovo formaggio sarà presto allo studio dei ricercatori del Policlinico di Abano Terme – Fondazione Leonardo che ne vogliono testare gli effetti protettivi. Denominato CLADIS (The impact of dairy food rich in CLA: A Dietary Intervention Study in older women with the metabolic syndrome), il trial durerà trenta mesi e coinvolgerà una popolazione di 100 donne over 60 con sindrome metabolica. Questo tipo di pazienti potrebbe ottenere un doppio beneficio dal CLA: prevenzione di malattie cardiovascolari e di osteoporosi.

settembre 8, 2010

SALUTE: DALL’UVA ROSSA E DAL VINO IL RESVERATROLO ANTIOSSIDANTE (MA E’ ANCHE ANTI-DIABETE)?

 

SALUTE: DALL'UVA ROSSA E DAL VINO IL RESVERATROLO ANTIOSSIDANTE (MA E' ANCHE ANTI-DIABETE)?

È antiossidante e ha tutte le carte in regola per sopprimere gli stati infiammatori nell’organismo umano: il resveratrolo, sostanza contenuta nella buccia dell’uva rossa e nel vino rosso, avrebbe, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism dai ricercatori della State University of New York di Buffalo guidati da Husam Ghanim, la capacità di preservare l’organismo dall’invecchiamento cellulare e dalle infiammazioni e, inoltre, sarebbe anche in grado di inibire l’insulino-resistenza, contrastando l’insorgenza del diabete di tipo 2.

I risultati dello studio hanno mostrato che è in grado di sopprimere la produzione dei radicali liberi, molecole instabili che causano stress ossidativo e il rilascio di fattori proinfiammatori nel sangue, causando danni alle pareti interne dei vasi sanguigni. Non solo: i campioni di sangue analizzati dagli studiosi hanno anche messo in evidenza la soppressione del fattore di necrosi tumorale (il TNF, dall’inglese Tumor Necrosis Factor, è una citochina coinvolta in diversi processi tra cui la morte apoptotica delle cellule, la cancerogenesi e la replicazione virale) e di altri composti che aumentano l’infiammazione nei vasi sanguigni, causando la resistenza all’insulina e il rischio di sviluppare il diabete.