Posts tagged ‘devastazione ambientale’

maggio 19, 2013

Cresce l’opposizione sociale al fracking negli USA.

Il fracking devasta l’ambiente perchè ha bisogno di un gran numero di pozzi, consuma e contamina moltissima acqua ed è fortemente sospettato di indurre terremoti: per questo cresce l’opposizone alla sua pratica

Nello stato di New York cresce l’opposizone alla pratica del fracking per recuperare il gas di scisto: nell’ultimo sondaggio il 45% della popolazione si è detta contraria (50% nell’Upstate, cioè escludendo l’area urbana di New York City). Un anno fa i contrari erano il 36%. Nello stesso periodo gli indecisi/non informati sono calati dal 27 al 15%.

Si tratta di un grande risultato di coscientizzazione popolare, tenuto anche conto delle ampie risorse mediatiche dell’industria petrolifera. I petrolieri iniziano infatti a lamentarsi del fatto che senza fracking non si creeranno 50 000 posti di lavoro.

I newyorchesi non si fanno però incantare da queste dichiarazioni, visto che sanno cosa è successo nella non lontana Pennsylvania. Sono stati scavati 150000 pozzi, trasformando di fatto aree rurali in zone industriali, con traffico elevato di pesanti autocarri, depositi di acqua contaminata, inquinamento dell’aria e rumore. La falda acquifera è inquinata e alcune famiglie come quella dei Mc Intyre hanno avuto problemi di salute e non possono più usare l’acqua del rubinetto.

Questa devastazione ambientale si accompagna ad una vita media dei pozzi molto breve: circa 7 anni e mezzo, con un calo della produzione del 65% rispetto al valore iniziale in meno di tre anni.

ottobre 13, 2010

Il Fiume Treste: altro fiume devastato in Abruzzo

Ennesimo fiume devastato in Abruzzo: questa volta a cadere sotto i colpi delle ruspe scese direttamente in alveo è il bellissimo Fiume Treste in provincia di Chieti.

Anche il Wwf, dopo l’associazione PortaNuova di Vasto, interviene a difesa di questo territorio «importantissimo dal punto di vista naturalistico». Infatti il Fiume Treste è stato classificato dalla Regione Abruzzo e dalla Commissione Europea quale Sito di Interesse Comunitario per la flora e per la fauna (Sito SIC Gessi di Lentella). E’ un’area sottoposta a precisi obblighi di tutela derivanti dal decreto 357/97 e dalla stessa direttiva “Habitat” 43/92/CEE.

L’Associazione Porta Nuova di vasto aveva denunciato proprio ieri che il fiume era ridotto ad uno «squallido pantano» e per di più sul luogo dei lavori non era presente alcun cartello informativo.

«E’ incredibile», commenta Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo, «vedere le ruspe scorrazzare e sbancare direttamente in alveo un fiume tutelato a livello europeo. Lavori che hanno ridotto il fiume in uno stato pietoso, alterando completamente in quel tratto qualsiasi processo ecologico e interrompendo la connessione ecologica tra aree di valle con le aree di monte. Un punto divenuto completamente inospitale per la fauna protetta a livello comunitario presente nel sito. Si tratta dell’ennesimo assalto ad un fiume della Regione».