Posts tagged ‘der spiegel’

febbraio 15, 2015

Gente per bene!

I mem­bri della troika sono «gente decente», ma anche la Cia ha avuto «per­sone molto buone che si sono si sono impe­gnate nel water­boar­ding con­tro la loro volontà». L’accostamento è del mini­stro dell’Economia greco, Yanis Varou­fa­kis, inter­vi­stato dal dif­fu­sis­simo set­ti­ma­nale tede­sco «Der Spiegel».

Secondo Varou­fa­kis per i cre­di­tori della Gre­cia «un taglio del debito è pre­fe­ri­bile rispetto a un’estensione delle sca­denze. Tutti sanno che non saremo mai in grado di soste­nere il debito attuale senza un nuovo contratto».

Poi, Varou­fa­kis spiega al Guar­dian : se i nego­ziati con Bru­xel­les fal­li­scono «non c’è un piano B. Ci minac­ciano sem­pre che se non fir­miamo gli accordi ci sarà l’Armaggedon. Beh, lasciamo che ci sia». Il mini­stro greco riba­di­sce di essere un «mar­xi­sta» anche se «impre­ve­di­bile»: «Non posso e non voglio sepa­rare il destino della Gre­cia dall’Europa — aggiunge — ma abbiamo perso tutto. Adesso è tempo di dire la verità ai potenti».

gennaio 31, 2015

Schulz, Tsipras mette Grecia in pericolo.

– Non rispettando le condizioni trattate con la troika Tsipras “mette il suo Paese in pericolo”.
Lo ha detto il presidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, al settimanale Der Spiegel. “Gli elettori greci devono essere realistici. Le promesse elettorali vengono mantenute raramente e non ci sono elefanti rosa che sanno suonare la tromba”.

 © EPA

gennaio 5, 2015

Grecia fuori dall’euro? Per Berlino si può fare…

Claudio Conti – Può darsi voglia essere soltanto un segnale mirante a spaventare gli elettori greci, che il 25 andranno alle urne per determinare la composizione del prossimo parlamento. Ma è comunque un segnale della crisi senza vie d’uscita in cui si è venuta a trovare tutta la costruzione dell’Unione Europea.

Lo Spiegel – il giornale più l Altro…

giugno 22, 2012

Rio 20+, le atrocità ambientali del Brasile.

Der Spiegel fa le pulci al Brasile Paese che ospita Rio20+ Conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile (sparita la dicitura cambiamenti climatici, sembra non siano capiti dai media).

Ebbene, scrivono i tedeschi, il paese che si presenta come una nazione moderna e attenta alla tutela degli ecosistemi nasconde in realtà una lunga lista di atrocità ambientali:
con la riforma del codice forestale si concede l’amnistia ai taglialegna di frodo, è più economico e più redditizio abbattere la foresta pluviale. Prima vanno giù alberi secolari, poi il trattore dissoda e infine si pianta soia e si inizia anche l’allevamento di bovini. In futuro, alle aziende agricole della regione amazzonica sarà consentito di deforestare il 50 per cento anziché l’attuale 20 per cento delle loro terre; inoltre, il governo sta accelerando la costruzione di centinaia di dighe nella regione e ciò causerà l’inondazione di migliaia di chilometri quadrati e lo spostamento di interi villaggi e insediamenti agricoli. La presidente Rousseff ha privato l’Agenzia ambientale del Brasile della maggior parte delle competenze; il governo vuole accelerare i grandi progetti, concedendo attività mineraria estrattiva nelle riserve indiane e la costruzione di nuove strade. La regolamentazione della proprietà della terra, il problema più grande nella regione amazzonica, sta procedendo a passo di lumaca. Nel frattempo, le aziende agricole che sono state messe in piedi illegalmente vengono acquistate e vendute su Internet.

settembre 11, 2010

In Russia la blogosfera è l’ultimo baluardo contro la censura.

Un lungo servizio di Der Spiegel racconta la storia della blogosfera russa. Numeri importanti, se pensiamo che il 50% degli abitanti di Mosca che usa internet possiede e aggiorna quotidianamente il suo blog. E un significato che va ben oltre il fenomeno di costume: e chi ha un poco presente la situazione politica del gigante degli Urali, non potrà non capire l’entità della notizia.

 

IL WEB E’ LIBERTA’ – Immaginiamo una rete di blog, capillare e diffusa, che in Russia si sta pian piano sostituendo ai tradizionali organi di stampa. Quelli che dovrebbero fungere da argine al potere, quelli che dovrebbero esercitare il controllo diffuso, a favore dei cittadini, e che però in Russia non sempre lo fanno. “I giornali sono spesso in mano ad oligarchi allineati al governo”, scrive lo Spiegel; e così il tradizionale compito del cane da guardia, solitamente appannaggio della libera stampa, viene caricato sulle spalle dei cittadini bloggers. E la domanda è: quale livello di libertà ha intenzione di garantire la Madre Russia a questo fenomeno vitale, emergente e in crescita? Deciderà di comportarsi come un paese occidentale, garantendo libertà di espressione ai suoi cittadini sul web, o seguirà le impronte di “regimi autoritari come la Cina che stanno da tempo cercando di controllare la rete – e mediante essa, i suoi cittadini?”