Posts tagged ‘demenza senile’

marzo 5, 2011

Epatite C: ignorata dagli italiani.

Sono due milioni gli italiani che hanno contratto l’. E 10 mila quelli che ogni anno muoiono per le conseguenze dell’. Anche se rimane silente per anni, l’ e’, infatti, la causa principale di mortalita’ per e e l’indicazione piu’ frequente al trapianto di fegato.

 

Tuttavia, per gli italiani l’ e’ una delle tante malattie di cui si e’ sentito parlare senza che pero’ se ne sappia molto nel dettaglio. Lo dimostra l’indagine “ percezione e conoscenza”, commissionata da Donneinrete Onlus e Women in Hepatology e condotta da Swg e Health Communication, presentata oggi a Roma alla Camera dei Deputati. Solo un italiano su cinque ha percezione della reale diffusione dell’ e molti, tra quanti vivono da vicino la malattia, non hanno idea di quale sia stata la fonte del contagio. In assenza di informazioni, poi, si continuano a temere le trasfusioni e i contatti con persone infette. Nonostante cio’, l’ non e’ considerata fonte di preoccupazione dalla popolazione ed e’ surclassata da malattie come la demenza senile e piu’ rare come la sclerosi multipla.

febbraio 14, 2010

Invecchiamento: Gli ospedali di grosse dimensioni giocano un ruolo determinante nella decisione sull’alimentazione forzata

 Quando le persone ricoverate in una casa di riposo, con avanzata demenza vengono ricoverate in ospedale, è molto paraticata l’ alimentazione forzata, anche se non si ritiene che la pratica serva  a farle vivere più a lungo. Ora un nuovo studio ha verificato che la pratica  è molto più diffusa in alcuni ospedali rispetto ad altri.

Lo studio, che è apparso il  10 febbraio sul Journal of the American Medical Association, ha analizzato più di un quarto di milione di presenze di persone residenti in casa di cura di migliaia trasferiti negli ospedali nel periodo 2000-2007.

Alcuni ospedali hanno inserito i tubi di alimentazione forzata solo su una persona ogni 100 pazienti con demenza avanzata, altri uno su tre.

 I grandi complessi ospedalieri  e gli  ospedali senza scopo di lucro hanno avuto più probabilità di altri di inserire i tubi, è sono stati considerati come  ospedali con atteggiamenti più aggressivi sulla scelta  dell’erogazione di cure di “fine vita”.

I risultati hanno portato alla considerazione che tali decisioni hanno più probabilità di essere basate su pratiche ospedaliere che sulla volontà dei pazienti e delle loro famiglie, come ha confermato l’autore principale dello studio, il Dr. M. Joan Teno, docente di salute di comunità al Warren Alpert School of Medicine di Brown University.

Il Dr.Teno ha osservato che altri studi hanno verificato  che poche persone avrebbero scelto di trascorrere i  loro ultimi giorni in una casa di cura, legate a un tubo per l’alimentazione.

Sulla diversità delle pratiche ospedaliere, il dottor Teno ha detto: “Devi chiederti,  se c’è in atto un processo per provocare e rispettare la scelta del paziente. Concludendo il luminare ha detto “ Abbiamo bisogno di fare un lavoro migliore per informare i familiari del paziente per far loro prendere una decisione basata sia su ciò che sono stati i desideri espressi dal paziente, sia su quello che la famiglia ritiene che l’amato vorrebbe “.

In America non c’è il Vaticano, che detta le scelte in materia di fine vita. Per fortuna.