Posts tagged ‘decreto salvaliste’

marzo 7, 2010

Maroni ha perso un occasione per stare zitto.

Maroni: “Il decreto non modifica la legge”. Infatti la ignora.

marzo 7, 2010

Non ci resta che ridere.

Avete qualcosa di scomodo da firmare ??
Una pagella disastrosa, una cambiale ?? … C’è chi vi toglie dai guai senza problema !!!

marzo 7, 2010

La gente non ne può più.

La gente non ne può più dell’illegalita elevata a sistema di governo. La gente non ne può più di una banda di filibustieri che governano in dispregio di ogni legge. la gente non ne può più di un bandito che quando una legge non gli va giù la abolisce o ne fa una contraria. Si può governare all’interno di un quadro istituzionale in cui i poteri si controbilanciano garantendo la governabilità e le legalità. Il partito del fare ha abolito tutto questo. Ecco perchè il Popolo viola torna in piazza oggi alle 15 a Piazza Navona per denunciare quella che definisce “l’incostituzionalita’ del decreto legge salva-liste”. “La societa’ civile e’ vivamente invitata a partecipare per ribadire – ha sollecitato una nota del movimento – l’impegno nella difesa della Costituzione in maniera pacifica e non violenta”. Ieri si erano tenuti un sit-in e un’assemblea pubblica davanti alla piazza di Montecitorio. I partigiani hanno sconfitto il fascismo, quello vero, non quello da operetta di La Russa e Gasparri, sconfiggeranno anche questo fascismo della lega di Berlusconi, Maroni e Bossi. Cominciate a contare i giorni, compagni, non ci siamo mai arresi ed alla fine vinceremo noi, perchè la gente è stanca.
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marzo 6, 2010

Colpo di stato.

Beppe Grillo nel suo blog parla di un colpo di stato compiuto dalla destra eversiva al potere. Come dargli torto.

Provate a vedere se vi trovate d’accordo con le sue parole.

Io penso che quella di ieri sia stata la giornata puiù nera della Repubblica nata dalla Resistenza. Purtroppo ne vedremo delle altre, ma noi siamo partigiani e i partigiani non vanno mai in pensione. Alla fine vinceremo noi.

“Da questa notte l’Italia non è più, ufficialmente, una democrazia. Napolitano ha firmato il decreto della legge interpretativa del Governo che rende alcuni italiani più uguali degli altri. Le leggi d’ora in poi saranno interpretate, ogni volta che converrà a loro, da questi golpisti da barzelletta e, alla bisogna, interverrà un presidente della Repubblica che dovrebbe essere messo sotto impeachment per alto tradimento.
Napolitano ha firmato di notte, di fretta, mentre gli italiani dormivano (forse per una volta si vergognava anche lui). Le liste elettorali senza firme, con firme non autenticate, liste neppure presentate, le liste porcata sono state interpretate, riverginate. Formigoni e Polverini sono stati riammessi. Una qualunque lista dell’opposizione con il più piccolo vizio di forma sarebbe stata respinta. Siamo in dittatura. Sembra strana questa parola detta all’inizio di una nuova primavera: “dittatura“.
La magistratura è fuori gioco. Il Parlamento è fuori gioco. Le leggi, anzi i decreti legge del Governo, sottratti alla discussione parlamentare, sono la norma. La firma di Morfeo Napolitano è sempre scontata. E ora, persino l’interpretazione delle leggi è soggetta a Berlusconi, è compito del Governo. Io Berlusconi, io La Russa, io Cicchitto, io Maroni, io Gasparri, io Napolitano… io sono io e voi, cari italiani, miei sudditi, non siete un cazzo. Io emano le leggi, le interpreto e regno.
I ragazzi del MoVimento 5 Stelle hanno raccolto firme per la strada, valide, autenticate per mesi durante questo gelido inverno. Senza un soldo di finanziamento, tutto di tasca loro. E sono stati ammessi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania. Formigoni e la Polverini se venissero eletti, non avrebbero nessuna legittimità e i primi a saperlo sono proprio loro. Nessuna legge regionale in Lombardia e nel Lazio potrebbe essere ritenuta valida dai cittadini. Il lombardo e il laziale a questo punto avranno il diritto sacrosanto di interpretare le leggi come cazzo gli pare.
Da oggi inizia una nuova Resistenza, l’Italia non è proprietà privata di questi scalzacani. Questa legge porcata in un certo senso è un bene. Ora è chiaro che il Paese si divide in golpisti e democratici. Noi e loro. La Grecia è vicina e forse ci darà una mano. Tloc, tloc, tloc. Girano le pale. Tloc, tloc, tloc. Si scaldano gli elicotteri.”

marzo 6, 2010

Di Pietro accusa Napolitano.

Napolitano e’ anche l’obiettivo di un durissimo attacco del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.  “C’é la necessità di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca faccenda onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l’impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni. Lo dico con tutto il rispetto per la sua funzione ma anche con il dovere che spetta ad una forza politica presente in Parlamento che deve salvaguardare la democrazia”: afferma, in una nota, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro.

marzo 6, 2010

….e lui firma.

marzo 6, 2010

La filibusta al potere.

Tutte le opposizioni, dall’Udc alla sinistra radicale, sono in rivolta e, come raramente accade, si ritrovano compatte sullo stesso fronte contro un governo che – è l’accusa – “uccide la democrazia”: è l’effetto del decreto salva-liste. Per tutta la giornata Udc, Pd, Idv insieme alla sinistra ‘extraparlamentare’ hanno sparato a zero contro l’esecutivo e contro Silvio Berlusconi in procinto di sanare le liste del centrodestra nel Lazio e in Lombardia; con Antonio Di Pietro che ha chiamato “alle armi”, sia pure ‘democratiche’, i cittadini per una mobilitazione di piazza contro il “dittatore”.  E anche con minacce e avvertimenti come quello di Vincenzo Maruccio, Capolista dell’Italia dei Valori alle Regionali del Lazio, che ha ipotizzato il ritiro delle sue liste dalla competizione elettorale. La linea dura Pier Luigi Bersani l’ha mantenuta anche ieri (con Dario Franceschini che si è trasformato in un suo supporter), nel suo tour al nord. Il segretario del Pd ha bocciato scorciatoie, e “trucchi per coprire pasticci”, ha annunciato una dura opposizione.  Niente sconti al governo anche da Pier Ferdinando Casini per il quale “in questo Paese le regole valgono per i deboli, e per i forti non valgono mai e questo è intollerabile”. Arrabbiata Rosy Bindi secondo cui il decreto “cambia le regole” e così facendo “il governo umilia la Costituzione”. La Bindi ha quindi delineato uno scenario inquietante: la bocciatura del provvedimento da parte della Consulta con il rischio di elezioni-bis. Una valanga di accuse, che però Silvio Berlusconi ha voluto ribaltare sulla stessa opposizione: così in un collegamento telefonico con una manifestazione elettorale a Bari, il premier ha messo in guardia dal rischio di cadere, se la sinistra tornasse al potere, in uno stato di polizia, in una dittatura. Intanto, però – è la controaccusa che sale dalla sinistra – il paese vive la sua “notte della Repubblica” come dice Oliviero Diliberto leader del Pdci, il partito che ha distribuito volantini listato a lutto per annunciare la “morte della democrazia”. E Angelo Bonelli, leader dei Verdi, che parla di “pirateria istituzionale”,e “sfregio” alla Costituzione dice che bisogna “fermare le elezioni”.