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aprile 14, 2020

Decreto Liquidità, arrivano i chiarimenti delle Entrate su proroga scadenze fiscali e acconti

Rosaria Imparato

 Decreto Liquidità, arrivano i chiarimenti delle Entrate con la circolare n. 9/E del 13 aprile 2020 sulle questioni più importanti, come la proroga delle scadenze fiscali in base al fatturato, il metodo previsionale per gli acconti delle imposte sui redditi e il rinvio della Certificazione Unica.
Decreto Liquidità, arrivano i chiarimenti delle Entrate su proroga scadenze fiscali e acconti

Decreto Liquidità, l’Agenzia delle Entrate pubblica dei chiarimenti in merito alla proroga delle scadenze fiscali e il calcolo degli acconti per il versamento di Irpef, Ires ed Irap.

I chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria si trovano nella circolare numero 9/E del 13 aprile 2020, pubblicata quindi il giorno del lunedì in albis.

Nonostante la festività, l’Agenzia ha pubblicato il documento di prassi contenente le risposte a quesiti riguardanti le misure introdotte dal decreto Liquidità.

Il decreto-legge n.23 dell’8 aprile 2020 infatti introduce misure a salvaguardia delle imprese, volte a concedere loro maggiore liquidità (da cui deriva il nome del decreto stesso) e riprende altri provvedimenti nati col decreto Cura Italia, risalente al 17 marzo, come ad esempio la proroga dei versamenti, ma solo con determinate condizioni di riduzione del fatturato.

Vediamo dunque quali sono i punti principali trattati dalla circolare n.9/E del 13 aprile, da chi è interessato dal rinvio delle scadenze fiscali di aprile e maggio, la conferma della proroga della Certificazione Unica e l’applicazione del metodo previsionale per calcolare l’acconto delle imposte sui redditi.

Circolare AdE n. 9 del 13 aprile 2020
Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.

Decreto Liquidità, arrivano i chiarimenti delle Entrate sulla proroga scadenze fiscali

Le risposte ai quesiti posti più di frequente in merito all’applicazione delle misure del decreto Liquidità si trovano nella circolare n. 9 del 13 aprile.

È bene specificare che l’Agenzia delle Entrate non aggiunge alcuna novità in merito ai provvedimenti presi dal decreto Liquidità, semmai ne conferma le disposizioni. Il primo argomento affrontato è quello che sta più a cuore alle imprese: la proroga delle scadenze fiscali di aprile e maggio.

La nuova data di scadenza da rispettare è il 30 giugno, valida per i versamenti IVA, di ritenute alla fonte e di contributi.

Il decreto Liquidità pone però dei requisiti specifici per poter beneficiare del rinvio dei versamenti, che riguardando la riduzione del fatturato:

  • di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni;
  • di almeno il 50% sopra tale soglia.

residenti delle 5 province più colpite dall’emergenza sanitaria (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza) usufruiscono della sospensione del versamento IVA se hanno subìto una riduzione del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni.

Il calo del fatturato si deve confrontare rispetto al fatturato di marzo 2019. Un calcolo piuttosto complicato, considerando che molte aziende a marzo 2020 sono state costrette a chiudere per l’emergenza sanitaria e quindi, probabilmente, non hanno portato avanti la contabilità.

Inoltre, anche se le operazioni vengono effettuate in via telematica, è piuttosto complicato in questo momento per i professionisti reperire i documenti necessari, oltre al fatto che queste disposizioni non sembrano per niente una semplificazione delle procedure.

Decreto Liquidità: acconto imposte sui redditi con il metodo previsionale

Il decreto Liquidità consente infine il calcolo dell’acconto delle imposte Irpef, Ires, Irap con il metodo previsionale, eliminando sanzioni e interessi per scostamenti non superiori al 20%.

Le imprese quindi potranno, in questo momento di estrema difficoltà finanziaria, effettuare il calcolo dell’acconto con il metodo previsionale, anziché con il metodo storico.

La novità introdotta nel Decreto Liquidità permetterà alle imprese di effettuare un minor versamento, pari ad un massimo del 20% in meno rispetto a quanto effettivamente dovuto in base alla dichiarazione dei redditi 2020, senza sanzioni ed interessi.

Decreto Liquidità, le Entrate confermano il rinvio della Certificazione Unica

Per quanto riguarda la Certificazione Unica, nel documento di prassi in commento l’Agenzia delle Entrate conferma che l’invio al Fisco e ai dipendenti entro il 30 aprile 2020.

Viene poi data anche un’altra conferma: la CU per i lavoratori autonomi e gli altri soggetti non obbligati alla compilazione del modello 730 precompilato possono inviare il tutto entro il 31 ottobre, stessa data di scadenza per il modello 770.

Inoltre, per i versamenti in scadenza al 20 marzo scorso, (già oggetto di una precedente proroga del Cura Italia, poiché la scadenza originaria era prevista per il 16 marzo) il Decreto Liquidità ha prorogato il termine per effettuare i pagamenti fino al 16 aprile, senza applicare sanzioni.

aprile 9, 2020

Decreto Liquidità Imprese in Gazzetta

scritto il 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.94 dell’8 aprile) il Decreto Liquidità Imprese (DL 23/2020), con le misure urgenti in materia di accesso al credito, adempimenti fiscali per le imprese e proroga di termini amministrativi e processuali. Entrata in vigore del provvedimento: 9 aprile.

Il Decreto contiene in dettaglio numerose misure di accesso al credito per le imprese e le agevolazioni atte a garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza covid-19.

  • misure di accesso al credito per le imprese
  • misure per il sostegno alla liquidità delle imprese
  • misure per il sostegno all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti delle imprese
  • sottoscrizione contratti e comunicazioni in modo semplificato
  • differimento dell’entrata in vigore del Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza
  • sospensioni di versamenti tributari e contributivi
  • proroga sospensione ritenute
  • termini agevolazioni prima casa
  • assistenza fiscale a distanza.

Tra le novità interessanti, gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, ecc.) sono estesi ai lavoratori assunti dal 24 febbraio al 17 marzo 2020.

aprile 7, 2020

Occupazione, numeri drammatici: oltre 400mila posti in meno nel 2020

Teresa Maddonni

Occupazione, numeri drammatici: oltre 400mila posti in meno del 2020. Il report di Unioncamere prospetta un calo pesantissimo nell’industria e servizi in Italia. Settore moda tra i più colpiti.
Occupazione, numeri drammatici: oltre 400mila posti in meno nel 2020

È quanto riporta un rapporto di Unioncamere con dati allarmanti per il mondo produttivo italiano, il mercato del lavoro e la nostra economia interna che come possiamo immaginare già si prospetta in parte compromessa.

l rapporto prevede un calo dell’occupazione nel 2020 con l’ipotesi di almeno 422mila posti in meno per l’anno corrente. Sebbene il mondo del lavoro, specie per i giovani, non sia stato sempre roseo in Italia questi dati dimostrano le dimensioni della crisi in atto.

Solo ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto liquidità, ma che non basterà forse per salvare l’occupazione se i numeri drammatici di Unioncamere dovessero essere confermati dalla realtà. Vediamo nello specifico il rapporto.

Occupazione, numeri drammatici: oltre 400mila posti in meno

Occupazione: i numeri drammatici di Unioncamere parlano di oltre 400mila posti in meno nel 2020 a causa dell’epidemia di COVID-19. Nell’aggiornamento di marzo del modello di previsione dei fabbisogni occupazionali delle imprese private dell’industria e dei servizi. Si tratta per la precisione, in termini di occupazione, di 422mila posti in meno nel 2020. Come si legge nel comunicato stampa di Unioncamere:

“Si tratta di uno scenario di crisi senza precedenti, in cui l’economia nazionale e internazionale è stata colpita da uno shock di ingenti proporzioni sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta. Le prime stime presentate in questo report considerano uno scenario intermedio di progressiva uscita dalla crisi e di ripresa delle attività economiche entro il mese maggio, senza comunque tener conto dei possibili effetti delle misure a sostegno dell’economia che saranno attivate a livello nazionale ed europeo, dal momento che sono ancora in via di definizione.”

In particolare nel 2020 Unioncamere considera, escludendo coloro che andranno a percepire i sussidi previsti dallo Stato come la cassa integrazione ordinaria o in deroga, un calo dell’occupazione nei settori privati di industria e servizi. La media annuale è di meno 422mila occupati rispetto al 2019 (-2,1%). In particolare il calo riguarda:

  • autonomi meno 190mila unità (-3,4%) ;
  • dipendenti meno 232mila unità (-1,6%).

Vediamo qual è la stima del calo dell’occupazione per settore sempre secondo Unioncamere.

Occupazione in calo: i settori più colpiti

Occupazione in calo dunque e Unioncamere fa anche una distinzione per settoripiù colpiti. Come abbiamo già visto principalmente il numero dei posti in meno nel 2020 riguarda servizi e industria nel primo per 309mila posti, nel secondo settore per 113mila. In particolare nel settore dell’industria il calo dell’occupazione è così ripartito:

  • costruzioni (-31mila unità);
  • moda (-19mila unità);
  • metallurgia (-17mila unità);
  • meccatronica (-10mila unità);
  • industrie della gomma e delle materie plastiche (-10mila unità).

Sempre secondo Unioncamere il calo nei servizi dei posti occupati riguarda:

  • commercio (-72mila unità);
  • servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone (-24mila unità);
  • trasporto e logistica (-18mila unità).

Non solo Unioncamere evidenzia anche i settori in cui l’occupazione segna numeri più che positivi con un aumento dei posti:

  • sanità (+26mila unità);
  • servizi ICT (+8mila unità);
  • industrie farmaceutiche (+1.200 unità).

Tutto ha una sua logica dal momento che stiamo affrontando un’emergenza sanitaria. Riportiamo di seguito la tabella con i dati comunicati da Unioncamere su occupazione e calo dei posti nel 2020 ricordando che saranno aggiornati non appena si avrà un quadro più chiaro in merito anche alle misure messe in campo dal governo a sostegno dell’economia e del mercato del lavoro. Come si legge infatti nel comunicato:

Nei prossimi mesi Unioncamere potrà formulare uno scenario più aggiornato, tenendo conto del DEF e delle stime del Governo sugli impatti degli interventi a sostegno dell’economia del Paese nonché delle previsioni dei principali Istituti internazionali sull’evoluzione della crisi, per il quinquennio 2020 2024.

Saldi occupati privati industria e servizi previsti nel 2020 (valori assoluti)*

Totale -422.100
Dipendenti privati -232.000
Indipendenti -190.100
Industria -113.300
Industria della moda (tessili, abbigliamento, pelli e calzature) -19.300
Industrie farmaceutiche 1.200
Industrie della gomma e delle materie plastiche -10.100
Industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo -17.400
Meccatronica (meccanica, industrie elettroniche ed elettriche) -10.100
Costruzioni -30.800
Altre industrie -26.800
Servizi -308.800
Commercio -72.300
Servizi di alloggio e ristorazione; servizi turistici -219.900
Servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio -18.100
Servizi ICT 7.600
Sanità, assistenza sociale e servizi sanitari 26.000
Servizi culturali, sportivi e altri servizi alle persone -23.800
Altri servizi -8.300

*Vengono evidenziati i settori con i maggiori saldi postivi e negativi.
Fonte: Unioncamere