Posts tagged ‘david bowie’

ottobre 21, 2011

David Bowie – Ziggy Stardust

Un pò di rock serio.

Lindsay Kemp. A proposito dell’artista britannico Bowie ha detto: «Da lui ho appreso il linguaggio del corpo, ho imparato a controllare ogni gesto, a caricare di intensità drammatica ogni movimento, ho imparato insomma a stare su un palco».

luglio 22, 2011

Changes – David Bowie.

Changes è una canzone scritta da David Bowie e pubblicata il 7 gennaio 1972 come singolo, con Andy Warhol come lato B. È il primo 45 giri estratto dall’album Hunky Dory, di cui entrambe le tracce fanno parte. Considerata per più di tre decenni come il manifesto musicale di Bowie, Changes è diventata una delle sue incisioni chiave, raramente omessa dalle raccolte di greatest hits pur non essendo andata oltre la 41a posizione nelle classifiche. Col tempo, infatti, la canzone si è radicata profondamente nella psiche della cultura pop (nel 2004 è stata inserita al 127o posto nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi della rivista Rolling Stone)[1]

giugno 24, 2011

Heroes – David bowie – Buonanotte compagni.

In pieno caos narcotico, devastato da un collasso dovuto all’abuso di cocaina, nell’estate del 1976 Bowie aveva lasciato Los Angeles per andare a disintossicarsi a Berlino. Lì, bighellonando per il centro, era rimasto suggestionato da una coppia di amanti che si erano dati appuntamento davanti al Muro. «Ho pensato», dirà, «ma perché, di tutti i luoghi possibili, darsi appuntamento proprio su una panchina davanti a una torretta di guardia?». Bowie iniziò a fantasticare su quella che poteva essere la storia di quei due, ed è così che nacque la sua più toccante canzone di sempre: 6 minuti costruiti su una crescente pulsazione di synth – courtesy of mr. Brian Eno – sulla chitarra precisa di Robert Fripp, e sul produttore Tony Visconti che batte il tempo su un posacenere di metallo trovato lì in studio. Mentre Bowie canta, ispirato, di due amanti infelici che trovano un istante di redenzione assieme (anche se “Per un giorno soltanto”).

giugno 4, 2010

Buonanotte compagni.

David Bowie, Brian Eno, George Murray, Dannis Davis trovarono lo spunto per l’album Heroes a pochi metri dal muro di Berlino.Un bell’album tragico,  atmosferico, lucido e folle.

maggio 27, 2010

Buonanotte compagni.

Iggy Popp pubblica insieme a David Bowie l’album Lust for Life nel 1977. Per farlo i due si recano a Berlino. Il disco contiene tre canzoni che hanno segnato la storia del rock sono: Lust for life, The Passenger, Tonight, canto d’addio di un amante che muore d’eroina. Bowie cantera questa canzone con Tina Turner. Una musica decadente vecchia e malinconica.

maggio 25, 2010

Buonanotte compagni.

David Bowie produce nel 1977 Low un album deswtinato a fare storia. C’è tony visconto, c’è Brina Eno, c’è Peter Schimdt. La registrazione procede per esperimenti come quello di estrarre una carta a sorte e seguirne le indicazioni. C’è l’uso creativo delle registrazioni e c’è tanto altro.

Quando pubblica questo primo tassello della cosiddetta trilogia berlinese, David Bowie è già una leggenda del rock: ha scritto canzoni indimenticabili, ha impersonato l’alieno Ziggy Stardust e l’algido Thin White Duke e nel frattempo se l’è vista brutta con la cocaina. Il suo incontro artistico con un’altra mente fertile della musica contemporanea, Brian Eno, anch’egli già autore di dischi importantissimi, genera questo grande album, forse il più affascinante della suddetta trilogia, comprendente anche “Heroes” e “Lodger”. Nell’era del cd e di mp3 non esistono le “facciate” (o lati) A e B dei tempi del vinile; “Low” (ed anche “Heroes”) presentava appunto a quei tempi questa netta differenziazione di contenuti tra le due parti che lo componevano, con la prima costituita da canzoni e la seconda da composizioni a più ampio respiro, quasi interamente strumentali.

maggio 6, 2010

Buonanotte compagni.

E siamo arrivati a Trasformer.David Bowie e Lou Reed si incotrarono a New York e fu amore a prima vista. Transformer è il secondo disco solista di Lou Reed, uscito nel 1972. Pubblicato dalla RCA e prodotto da David Bowie, l’album fu uno dei più grossi successi commerciali dell’artista. L’album contiene alcuni dei brani più celebri della carriera solista di Lou Reed: Perfect Day (poi inserita nella colonna sonora di Trainspotting), Vicious (poi inserita nella colonna sonora di Radiofreccia) e Walk on The Wild Side, che racconta i personaggi della Factory di Andy Warhol ed è diventato un vero emblema della trasgressione di quegli anni. Le tematiche dell’album si riferiscono direttamente ed esplicitamente alla vita gay e al travestitismo.[1]Nel 2003, l’album si è classificato alla posizione numero 194 nella lista dei 500 migliori album della rivista Rolling Stone.[

marzo 31, 2010

Buonanotte compagni.

Verso la fine degli anni Sessanta, i Pink Floyd pensavano di concepire un disco intitolato “The Man”: doveva descrivere la giornata tipica d’un hippie, dal momento in cui questo si svegliava al momento in cui si coricava. Il gruppo riuscì però a concretizzare un solo brano, Alan’s Psychedelic Breakfast, che finì come appendice allo straordinario “Atom Heart Mother“. Un altro progetto floydiano del periodo prevedeva la realizzazione d’un disco con strumentazione interamente non convenzionale (per esempio, picchiare delle pentole invece che colpire la batteria): pare che i nostri abbiano inciso un paio di brani ma che, alla fine, abbiano abbandonato il progetto perché non abbastanza interessante musicalmente. Insomma, il suono complessivo dell’opera non sarebbe stato un granché.
Anche il componente più misterioso dei Pink Floyd, Syd Barrett, rientra nel discorso: nel ’74 qualcuno riuscì a convincerlo a tornare in studio (ma ci provò – inutilmente – pure David Bowie), dopo che Syd aveva faticosamente realizzato due album nel corso del 1970, “The Madcap Laughs” e “Barrett”. Tuttavia non si riuscì a cavare nulla di buono da quegli spezzoni incompleti, perlopiù strumentali, che Syd registrò a intermittenza durante la sua ultima (e breve) permanenza in studio.