Posts tagged ‘dati istat’

luglio 10, 2013

58 anni di disoccupazione in Italia

Un  interessante scambio su Twitter mi ha fatto capire che nel mondo dell’informazione sono per lo più ignoti (a meno che non siano travisati) alcuni fatti cruciali relativi all’economia italiana. Con l’occasione, mi preme sottolineare che il Sole24Ore, per una volta, ha fornito il dato in modo corretto: dire che il dato attuale è il più elevato dal 1977, infatti, non significa dire che il dato attuale sia uguale a quello del 1977, cioè che si sia, per così dire “tornati” al 1977. Significa semplicemente dire che se si va indietro fino al 1977 con i dati dell’Istat non si riscontra mai un valore altrettanto elevato.

Credo che la forzatura commessa dal dr. Zucconi, affermando che “siamo tornati al 1977”, risenta di un suo certo qual desiderio compulsivo di ricostruire orwellianamente la storia, un peccatuccio nel quale ogni tanto egli incorre (se sia veniale o meno lo giudichino i lettori, considerando la recidiva, e la posizione di responsabilità che il personaggio occupa).

( from: goofynomics)

http://goofynomics.blogspot.it/2013/07/58-anni-di-disoccupazione-in-italia.html

luglio 9, 2011

Produzione cala la crescita.

Un passo indietro per la produzione industriale a maggio. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’ISTAT che rilevano una diminuzione della produzione industriale dello 0,6% a maggio rispetto ad aprile ed un rialzo dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Dunque l’Istituto nazionale di statistica evidenzia come il mese di maggio presenta un “passo indietro” rispetto alle ultime performance, infatti il ribasso congiunturale arriva dopo gli aumenti registrati nei tre mesi precedenti. Tuttavia, anche in termini tendenziali, i dati ISTAT corretti per gli effetti di calendario, registrano un rallentamento (al +1,8% dal +3,8% di aprile); mentre migliore risulta l’indice grezzo (+4,9%).

febbraio 24, 2011

L’Italia alla fame.

Le vendite al dettaglio a dicembre 2010 sono aumentate dello 0,2% rispetto a novembre e dello 0,4% (dato grezzo) rispetto a dicembre 2009. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che su base congiunturale nell’ultimo trimestre si registra una variazione nulla (dati destagionalizzati), quindi un sostanziale stallo delle vendite.
Nella media del 2010, le vendite sono aumentate dello 0,2% nei confronti del 2009, come sintesi di un aumento dello 0,3% per cento di quelle di beni non alimentari e di una diminuzione pari allo 0,3% delle vendite di prodotti alimentari. In termini congiunturali (al netto della stagionalità), sia le vendite di prodotti alimentari sia dei non alimentari hanno registrato variazioni positive, rispettivamente +0,3% e +0,1%. Rispetto a dicembre 2009, le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,3% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,5%.
Con riferimento alle vendite di prodotti non alimentari, a dicembre 2010 i gruppi di prodotti hanno segnato risultati eterogenei. In particolare, il gruppo Supporti magnetici e strumenti musicali ha registrato la variazione positiva più marcata (+2,5 per cento), mentre il gruppo Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia ha subito la diminuzione di maggiore entità (-1,0 per cento).

aprile 28, 2010

Italia: aumenta la disoccupazione.

Mentre Berluscni osanna i meriti del governo eprchè la crisi, secondo lui è alle spalle a rrivano notixie diverse. Infatti la disoccupazione in aumento in Italia tra il 2008 e il 2009 ma sotto la media europea (il 6,7 per cento contro il 7,8 nell'Ue) mentre il tasso di occupazione resta di oltre sette punti rispetto alla media Ue. Dati disomogenei, quelli in arrivo dalle Regioni italiane, che rivelano l’esistenza di due Italie con un numero di senza lavoro molto più alto nelle regioni meridionali dello Stivale. Lo rende noto l’Istat nel diffondere la Rilevazione sulle forze di lavoro.

– IL TASSO DI OCCUPAZIONE – Nel 2009, nella classe di età 15-64 anni il tasso di occupazione ovvero il rapporto tra gli occupati e la popolazione di 15-64 anni si attesta a livello nazionale al 57,5 per cento (-1,2 punti percentuali su base annua). Si tratta di un valore inferiore di oltre sette punti percentuali rispetto alla media dell’Unione europea (64,6 per cento).
A livello regionale la stima più elevata del tasso di occupazione si registra in Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige (68,5 per cento in entrambi i casi) e Valle d’Aosta (67,0 per cento); quella più bassa in Campania (40,8 per cento), Calabria (43,1 per cento) e Sicilia (43,5 per cento). Nel 2009 la stima dei tassi di occupazione femminile più elevati si presenta in Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta; nelle prime due regioni si segnalano i tassi più alti anche per gli uomini. In tutte le regioni meridionali i tassi di occupazione delle donne sono contenuti e, in ogni caso, inferiori al dato medio nazionale. Il tasso di occupazione femminile nella maggioranza delle province meridionali è molto al di sotto del corrispettivo dato medio nazionale: a Crotone sono occupate circa due donne ogni dieci.