Posts tagged ‘crsi economica’

febbraio 13, 2013

Giuseppe Bulgarella, operaio disoccupato.

Qualche giorno fa, Giuseppe Bulgarella, operaio disoccupato di 61 anni, ultimo contratto vero nel 2001, non ce l’ha fatta più a vivere senza dignità: ha preso un foglio di carta e ha scritto:« L’articolo 1 della Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…», poi ha aggiunto uno a uno i nomi di quanti in Italia si sono tolti la vita per mancanza di lavoro , un lungo elenco che negli ultimi anni aveva ricopiato dalle cronache. Alla fine della lista ha messo il suo. Ha conservato quel foglio nella Costituzione. E si è impiccato.
Uno schiaffo all’Italia, alla sua politica di carta, alla ‘responsabilità’ di quanti, dai loro posti sicuri, continuano a predicare austerity e vincolatività dei Trattati UE, avendo dimenticato quanto vincolanti fossero i diritti di quella Costituzione e la dignità delle persone, prima del rispetto degli obblighi europei.

ottobre 9, 2011

Made in Italy.

 

ottobre 4, 2011

Evviva la globalizzazione.

Unità di salute mentale, centri di recupero per tossicodipendenti, villaggi per minori abbandonati, programmi di sostegno ai migranti. In Grecia tutte queste realtà che fino a ieri hanno stretto la cinghia per cercare di offrire un servizio il più possibile efficiente oggi stanno chiudendo i battenti, a causa dei tagli e dell’aumento delle tasse.Babel è un centro diurno che ha come missione la cura della salute mentale dei migranti ad Atene. Finanziata dallo Stato, da quasi tre mesi la struttura lavora senza neanche un euro nelle casse. Come Babel, altre 210 unità di salute mentale del paese si trovano nella stessa condizione. Se chiudessero, sarebbero oltre trentacinquemila i cittadini che non riceverebbero più le loro cure. I pazienti che segue Babel sono minori e adulti, soggetti fragili la cui situazione si aggrava con la crisi economica del paese. Alla fine di agosto Babel ha saputo che il Ministero della finanza aveva tagliato il 50% dei fondi per il 2011, così da luglio non ha più soldi. “Stiamo lavorando senza neanche un euro, visto che a giugno avevamo già speso il 50% di quello che ci sarebbe spettato” commenta Nikos Ghionakis, presidente di Babel. “Lo stato greco ha l’obbligo di fornire questi servizi, altrimenti 1500 pazienti usciti dagli ospedali psichiatrici che adesso vivono in strutture intermedie rimarranno in mezzo a una strada, così come 35000 persone che oggi sono seguite dai servizi di comunità”.

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