Posts tagged ‘crosby’

luglio 7, 2013

Crosby, Stills and Nash – Almost Cut My Hair.

Déjà vu è il titolo del primo album pubblicato dal “supergruppo” Crosby, Stills, Nash & Young nel 1970 dalla Atlantic Records. È uno degli album più popolari degli anni settanta ed è diventato col tempo un’icona di quel decennio.

Nel 2003 l’album è stato classificato al 148º posto della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone.[1]

febbraio 7, 2011

Steve Stills – Buonanotte compagni.

Stills, Furay e Young si incontrarono a Los Angeles, costituendo il nucleo centrale dei Buffalo Springfield. La band incise tre album (Buffalo Springfield, Buffalo Springfield Again, e Last Time Around) e un singolo di successo, scritto da Stills: For What It’s Worth.

Durante il periodo nei Buffalo, Stills arricchì notevolmente la propria tecnica chitarristica, in cui coesistevano elementi rock’n’roll, blues, country e folk. Lo stile di Stills influenzò anche quello del suo amico Jimi Hendrix e persino diversi autori di musica latino-americana.

Dopo lo scioglimento dei Buffalo Springfield, Stills si unì a David Crosby (ex Byrds) e Graham Nash (ex Hollies) formando i “Crosby, Stills & Nash” (CSN), che divennero poco dopo Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY). Fra gli ultimi anni sessanta e i primi anni settanta, CSN e CSNY furono fra le poche formazioni nordamericane a competere in popolarità con i Beatles. Il gruppo incide e suona dal vivo ancora oggi.

aprile 21, 2010

Buonanotte compagni.

La Russa, che parla di liberazione non si era mai visto.

Comunque a proposito di rock che è una cosa più seria di La Russa, Neil Youngh nel settembre 1970 si prese una vacanza da Crosby, Stills e Nash e costituì una band formata con Ralfh Molina alla batteria, Billy Talbot aa basso e Nils Lofgren al piano. Chiusi nella cantina di Youngh incidono tredic canzoni che dovevano essere la colonna sonora di un film. Il film non è mia nato però rimase l’album. Finisce Woodstock e ognuno va per la propria strada. After the gold Rush, questo l’album di cui stiamo parlando è un album oscuro pieno di solitudine, introspezione e dolore. La sua semplicità lo ha reso immortale.

After The Gold Rush è l’album che segue il fortunato Deja Vu con i Crosby, Stills, Nash & Young e impose il Neil Young che rimarrà negli anni seguenti nell’immaginario collettivo (anche grazie al successivo album Harvest).

Musica acustica, canto quasi agonizzante con la voce che sembra quasi si possa spezzare da un momento all’altro, testi enigmatici e introspettivi, melodia intrisa di malinconia, pacatezza, dolcezza, ma anche inquietante e vagamente aggressiva.

Ma vi è anche il Neil Young elettrico e rock, già conosciuto nell’album precedente Everybody Knows This Is Nowhere, in When You Dance You Can Really Love e soprattutto nell’arcinota Southern Man, rabbiosa e l’unico pezzo politico dell’album, in cui Young canta della situazione dei neri nel Sud degli USA.

aprile 17, 2010

E questo?

dove lo mettiamo questo Antò?

 Non a caso l’album è al 148° posto della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone

Il Brano Woodstock fu usato come sigla sui titoli di coda del film dedicato al raduno di Woodstock

Antò questa è musica seria, mica stiamo parlando di noccioline.

aprile 17, 2010

Deja vu.

David Crosby è stato uno dei Byrds. Ha rotto con loro perchè gli altri hanno rifiutato di suonare Triad. Una canzone alla Renato Zero. Lui per dispetto si presenta al Festival di Monterrey con i rivali del Buffalo Sprinfield. Graham Nash sta invece con gli Hollie, ma appena conosciuto Crosby si aggerga e cambia gruppo. Stefen Stills è senza gruppo da quando i Buffalo Springfield si sono sciolti. Pubblicano un album con i loro tre nomi che va subito in classifica. I pezzi più importanti sono Suite: Judy Blues Eyes di Stills e Marakesh Express di Nash. Al gruppo si aggiungerà Neil Young. In undici canzoni Crosby, Stills,Nashe Youngh celebrano il mito di Woodstock che era di un anno prima. Con loro il rock cambia, forse in peggio. L’industria prende il sopravvento assiema al divismo e all’individualismo. “Siamo polvere di stelle, siamo d’oro” Soprattutto d’oro. 

Cominciano gli anni settanta, ragazzi.