Posts tagged ‘Cronaca’

novembre 23, 2013

Che ci faceva Grillo in mezzo ai ferrotranvieri?

Genova ancora paralizzata, l’incubo della Grecia fra noi

Questo articolo è uscito su “La Repubblica”.
Otto maledetti milioni di buco nell’azienda municipale dei trasporti e Genova si ritrova a vivere per prima, fra le città italiane, l’atmosfera di Atene e Salonicco, l’incubo della Grecia che si avvicina. Voragini improvvise nei bilanci pubblici, voci imprecisate di soci privati disposti al salvataggio in cambio –e questa è l’unica certezza- di sacrifici dei lavoratori. Il dipendente pubblico, il ferrotranviere, che si scopre improvvisamente precario. Il cittadino, già abituato a trasporti disagiati (non parliamo del calvario dei pendolari), si ritrova dal 19 novembre senza mezzi di trasporto e senza fasce di garanzia. Peggio che a Napoli dove gli autobus restano fermi nei depositi per mancanza di benzina. Peggio che a Milano dove la giunta Pisapia è stata costretta a abolire lo sconto Atm per i pensionati e a rincarare gli abbonamenti.
Ma è Genova, la collerica Genova, a riproporsi di nuovo come città in cui sembra venire giù tutto in una volta, come nell’alluvione, l’idea di welfare universalistico, cioè di uno Stato in grado di fornire servizi sociali degni a tutti, grazie al prelievo fiscale.
Faceva effetto ieri ascoltare uno dei più facoltosi contribuenti della città, Beppe Grillo, lanciare proclami rivoluzionari nel bel mezzo del corteo dei dipendenti Amt: “Genova è la scintilla, da qui la battaglia epocale in difesa dei beni pubblici deve estendersi a tutta l’Italia”. Non so quante volte lo statalista Grillo sia salito su un bus di linea negli ultimi decenni, ma trovo grottesca la sua contrapposizione a un sindaco di sinistra, Marco Doria, testimone di sobrietà e da sempre impegnato nella difesa dei beni comuni; non a caso accompagnato nella campagna elettorale vittoriosa contro il vecchio apparato Pd da una personalità irregolare come il compianto don Andrea Gallo.
Eppure, prima che ci si mettesse Grillo con fare maramaldo, il sindaco Doria era già stato aggredito in consiglio comunale dai ferrotranvieri convinti che l’anno prossimo ci sarà la privatizzazione e quindi, l’anno dopo ancora, il licenziamento. Prima di loro, uno dei sindaci più di sinistra d’Italia se l’era dovuta vedere con la furia dei lavoratori del Teatro Carlo Felice. Denominatore comune della protesta: nessuno si fida più quando il primo cittadino viene a chiederti autoriduzioni di compenso o contratti di solidarietà perché altrimenti il deficit porterà al fallimento l’ente pubblico. Per il solo fatto di evidenziare l’oggettività di quelle cifre, anche il più rosso degli amministratori si trasforma in nemico.
Un malcapitato sindaco che se poi volge lo sguardo in cerca d’aiuto verso la borghesia locale s’imbatte nelle malversazioni della Carige, buona a somministrare crediti solo agli amici degli amici. E se guarda alla buona vecchia industria di Stato la ritrova impantanata fra gli scandali di Finmeccanica e le incertezze sulla vendita dell’Ansaldo.
Non sono più i tempi in cui la ristrutturazione della logistica determinava duri scontri sociali con categorie tradizionali dell’aristocrazia operaia come i portuali. Ieri nel salone della Chiamata del Porto si sono radunati i ferrotranvieri la cui unica forza contrattuale sembra rimasta provocare il caos in città, con giorni e giorni senza trasporti pubblici. E scommettere davvero sulla realizzazione dell’auspicio di Grillo, cioè l’estensione nazionale del blocco. Poco importa che qui non si tratti di scegliere fra il modello pubblico e la privatizzazione, come predica la demagogia di un Grillo all’improvviso socialisteggiante, ma più biecamente di reperire i fondi per tirare avanti le funzioni essenziali della municipalità. Quelle che cominciano a scricchiolare dappertutto –Genova insegna- perché il vincolo del pagamento degli interessi sul debito pubblico e il deposito di risorse cospicue nel Fondo Salva Stati, cominciano a provocare il temuto effetto soffocamento. La Grecia che si avvicina, per l’appunto.
Ancora una volta i sindaci, che rappresentano la politica più vicina ai cittadini, si ritrovano esposti al pubblico ludibrio. E più sono perbene e più ne pagano il dramma sociale dilagante. Mentre i responsabili economici del governo e dello stesso Pd si sentono imprigionati dal vincolo delle compatibilità. Rassegnati a figurare eterodiretti. E’ la ragione per cui appaiono marziani quando si ritrovano, come ieri Bersani, nel mezzo del caos, là dove le dichiarazioni brillanti non valgono un fico secco. Lo stesso Grillo, a un certo punto, deve aver avvertito il disagio di quella sua presenza impropria. Ha borbottato che lui non cercava voti, figuriamoci, ma era lì solo per difendere i beni pubblici e –di conseguenza- a predicare l’incendio, la rivolta nazionale. Bella prospettiva, bella soluzione. Poi è tornato in villa a Sant’Ilario, non sappiamo con quale mezzo di trasporto. Lasciando quel riccone capitalista del sindaco Doria a sbrogliarsela con la disperazione dei lavoratori e il disagio dei cittadini. Don Andrea Gallo gli avrebbe detto di vergognarsi.

novembre 19, 2013

siamo tutti Sardi!

ottobre 17, 2013

Ci mancavano i i Lefebriani.

ottobre 12, 2013

Salvare la Costituzione.

E’ partito da piazza della Repubblica il corteo per la “difesa della Costituzione”. Ad aprire la manifestazione un camion con su affissi gli articoli della Costituzione italiana. Alla testa del corteo i promotori tra cui il segretario della Fiom Cgil, Maurizio Landini, e Stefano Rodotà, accolto da applausi e cori al suo arrivo.

Il corteo è partito in direzione piazza del Popolo dopo un po’ di ressa di fotografi e giornalisti al suo avvio. Tante le bandiere rosse che sventolano alla manifestazione, il cui striscione di apertura recita “la via maestra”, a reggerlo tra gli altri anche Antonio Di Pietro. A promuovere la manifestazione oltre a Stefano Rodotà e Maurizio Landini ci sono stati anche don Luigi Ciotti, Lorenza Carlassarre e Gustavo Zagrebelsky. “La difesa della Costituzione è innanzitutto la promozione di un’idea di società – recita l’appello – divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora operano per manometterla formalmente (…). Non è la difesa di un passato che non può ritornare ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

Landini, si dovrà rispondere a questa piazza – “Io non devo rispondere niente a nessuno. In tanti dovranno rispondere a questa piazza, ai tanti italiani che pensano che per cambiare il Paese bisogna applicare la Costituzione”. Così il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, all’avvio del corteo per la Costituzione, risponde ad una giornalista che gli chiede cosa risponde al Presidente Napolitano che ieri ha dichiarato che il momento è maturo per discutere su un cambiamento della Costituzione. Landini ha spiegato che si è scesi in piazza “non solo per difendere la Costituzione, ma per attuare la Costituzione per cambiare questo Paese”. Quanto all’art.138, Landini ha detto: “Credo che la forzatura sia quella di derogare un articolo per cambiare la Costituzione italiana: per ridurre il numero dei parlamentari, per far funzionare meglio il Parlamento non c’è bisogno di derogare all’art.138. La descrizione che viene data – ha continuato – che noi saremmo conservatori è una doppia sciocchezza”.

ottobre 11, 2013

Ciao sirenetta.

ottobre 11, 2013

Nessuna pietà.

Lampedusa, ritrovati i corpi di una mamma e del suo bambino attaccato al cordone omblicale

Lampedusa. Annegava nel travaglio del parto. La nave affondava in fiamme, la gente gridava, l’acqua saliva e lei era straziata dalle doglie. Forse, per la paura e l’impotenza, ha espulso il suo piccolo più in fretta. La mamma che è riemersa oggi dal mare di Lampedusa con il suo neonato ancora legato al cord…Visualizza altro

— con Pietro Reina

ottobre 3, 2013

“mi viene una sola parola: vergogna!”

Papa Francesco lancia un grido: per i morti di Lampedusa “mi viene una sola parola: vergogna!”.

settembre 17, 2013

Bentornata Costa Concordia.

Alle 4 l’annuncio ufficiale: la rotazione della Concordia è conclusa, il relitto è tornato in asse. Il capo della Protezione civile Franco Gabrielli lo ha comunicato ‘al mondo’ insieme ai responsabili del progetto per la Costa, Franco Porcellacchia, e per il consorzio Micoperi, Sergio Girotto. Cosa stessero per dire è stato chiaro fin dal loro ingresso in sala stampa: sorridenti che di più non si può, si sono abbracciati, si sono applauditi vicendevolmente. Intanto, fuori le imbarcazioni di appoggio alle operazioni suonavano le sirene.

“Meglio di così non poteva andare”, ha sintetizzato Porcellacchia. E anche sotto l’aspetto ambientale non emergono problemi: “Non credo che sarà una bomba ecologica”, ha spiegato Maria Sargnetini, presidente dell’osservatorio.

Pochi minuti dopo, accolto come una star, insieme al suo team è sbarcato sull’Isola Nick Sloane, il senior salvage master della Titan Micoperi, che ha diretto le operazioni di rotazione della Concordia, gestendole da una control room galleggiante a pochi metri dal relitto. “Provo sollievo e sono orgoglioso, così come il mio team – ha detto appena varcate le transenne del porto – e sono un pò stanco, mi vado a fare una birra e vado a dormire. Mando un bacio a mia moglie”.

La rotazione della nave è il primo passo per portarla via dal Giglio, non prima della primavera, però. Sul lato emerso sono evidenti i segni degli scogli. Il prossimo passo è metterla in sicurezza, per permettere ai tecnici di entrarvi e iniziare i lavori. Priorità è la ricerca dei due corpi ancora dispersi.

 

 
Gli effetti sulla nave. Due enormi rientranze, una a poppa e l’altra ad un terzo della nave, lamiere contorte, resti di tessuti colorati, vetri incredibilmente intatti: il lato oscuro della Concordia, quello che per 611 giorni è rimasto in fondo al mare, si mostra per la prima volta agli occhi del mondo. La conclusione della rotazione ha infatti consentito di vedere gli effetti del naufragio anche sul lato di dritta, finora osservati solo dai sub che si sono immersi in questi 2O mesi.

luglio 30, 2013

Aspettando la sentenza.(speriamo di conferma della condanna.)

Dal sito ufficiale dell’Esercito della Libertà, aspettando la Cassazione.

 

luglio 29, 2013

Chiuso per lutto.

Sono Irpino e percorro quella strada quasi tutti i giorni.

Piango le vittime di un incidente assurdo che ha sconvolto una intera comunità.