Posts tagged ‘crisis’

giugno 8, 2012

Tempo scaduto.

di Massimo Demontis (Berlino)
Non se ne può davvero più di vertici tra i capi di stato e di governo convocati per salvare l’euro e l’Eurozona. I risultati di questi summit sono sotto gli occhi di tutti e sono piuttosto magri: si discute molto, si litiga per lo più, ma nessuno sembra avere una visione chiara dei problemi che scuotono l’Europa, nessuno sinora è stato in grado di presentare un piano strategico per salvare l’euro, l’Eurozona e la stessa idea di Unione europea. Continua a leggere »

maggio 21, 2012

La fame spinge gli europei verso l’America Latina.

di Vicky Peláez (Mosca)
“Camminante se vai per la mia terra / raccontale della mia grande nostalgia / che mi ha colto guardando lontano / in attesa, un giorno, di riceve una lettera.” (Horacio Guaraní).
La grave crisi economica che affligge gli Stati Uniti e in particolare l’Unione europea, distruggendo al suo passo la classe media e trasformando gli indigenti in poveri, ha costretto migliaia di uomini e donne a ingrossare le fila dei nuovi immigrati, che possiamo definire “i rifugiati della crisi “. Continua a leggere »

maggio 18, 2012

2012, FUGA DALL’ITALIA. La Nuova Emigrazione in ripartenza: urgente avviare un confronto per cogliere la sfida del nuovo esodo europeo

di Rodolfo Ricci
I  – Nel silenzio complice della maggioranza dei media italiani, sta ripartendo, anzi è già ripartito, un grande flusso di emigrazione dall’Italia. Per la verità esso non si era mai fermato, anche se poteva essere interpretato, fino al 2008, come normale mobilità soprattutto giovanile, che si registrava anche in altri paesi avanzati. Dal 2010 ad oggi, il flusso di espatri è ricominciato con quantità molto significative, di cui è possibile conoscere solo per approssimazione l’entità, visto che la gran parte dei nuovi emigrati, non si iscrive o lo fa con ritardo di diversi anni, all’AIRE, l’Anagrafe dei residenti all’estero. Continua a leggere »

aprile 1, 2012

Contro il fiskalpact si muove il sindacato tedesco. L’appello di DGB, Ig Metall e Ver.di.

di Paola Giaculli – Berlino
I socialisti europei si trovano di fronte a un vero dilemma: abbracciare definitivamente le opzioni dell’Europa tecnocratica e del rigore,  ademocratica e antisociale oppure rilanciare il modello sociale europeo, realizzando appieno le promesse di partecipazione, di convivenza pacifica, di un’Europa che non difende gli interessi delle lobbies finanziarie, ma quelli del welfare e della stragrande maggioranza delle popolazioni del continente, tartassate ormai a più non posso con il pretesto della crisi. La stagione è ricca di confronti e scontri elettorali e sociali, in paesi importanti quali la Germania, la Francia e la Spagna, dove l’enorme partecipazione allo sciopero generale e alle manifestazioni mette in tutta evidenza la profonda avversione nei confronti della controriforma del mercato del lavoro. Continue reading »

agosto 19, 2010

La storia di Enric Duran, il “Robin Hood” catalano in lotta con le banche.

 
 
Il 17 Settembre 2008 in Spagna non fu un giorno qualsiasi. In quel giorno le città e i paesi di tutta la regione catalana furono invasi dalla pubblicazione di 200.000 copie di un giornale molto particolare. Stiamo parlando di CRISIS (= crisi), che si autodefiniva “pubblicazione gratuita per sopravvivere alle turbolenze economiche”. Il giornale, redatto da una sinergia dei movimenti no global catalani, aveva come scopo quello di informare la società civile sulle varie situazioni di crisi economica e sociale dell’attualità. In particolare la pubblicazione si centrava sul sistema di creazione di denaro da parte delle imprese bancarie, spiegando come attraverso questi meccanismi esse riescano a dominare le compagnie multinazionali, i partiti politici e i mezzi di comunicazione. La prima pagina titolava polemicamente: “Credi che le banche ti derubino? Scopri come lo fanno e come cambiare tutto questo”. Però il “piatto forte” del numero unico di CRISIS erano le due pagine dove si pubblicava il racconto di Enric Duran, l’attivista no global ideatore del progetto. Nella sua “confessione” Enric spiegava come aveva ottenuto il denaro per finanziare la pubblicazione del giornale, rivendicando al tempo stesso la sua ribellione al sistema finanziario attraverso un gesto di disobbedienza civile. Durante i due anni precedenti, Enric era riuscito a espropriare 492.000 euro a 39 enti bancari attraverso 68 operazioni di credito. In pratica, aveva chiesto prestiti per i motivi più disparati, oltre a creare un’impresa fittizia e falsificare alcuni documenti per offrire certe garanzie necessarie, in modo che il sistema di controllo dei crediti non rilevasse il suo eccessivo indebitamento. Un lavoro da “formichina”, che richiese soltanto pazienza, colla e forbici (per falsificare i documenti), e una buona dose di inventiva e di faccia tosta. Ciò che il nostro giovane Robin Hood (o Robin Bank, com’è stato pure soprannominato) trovava molto interessante era il fatto che egli truffava le banche attraverso un meccanismo analogo a quello con cui le banche truffano i cittadini.

L’idea venne ad Enric nel 2005, quando stava cercando fondi per finanziare il movimento no-global; in quello stesso periodo stava interessandosi ai problemi della crisi energetica e alla teoria della decrescita e avvertiva la necessità di informare i cittadini al riguardo. L’idea di un esproprio bancario gli venne mentre parlava con un suo amico, che gli spiegava come una banca non può sapere se il destinatario di un prestito sia chi dichiara di essere, ammesso che i documenti che presenta siano considerati veri. Sulla base di questa idea Enric mise in atto il suo progetto. Al tempo stesso iniziò ad informarsi sui meccanismi di creazione di denaro da parte delle istituzioni bancarie. Enric si rese presto conto di come non solo il sistema finanziario stia alla base del funzionamento del sistema capitalista, ma anche che le banche si spartiscono enormi profitti attraverso il sistema dei prestiti. Egli arrivò alla conclusione che questo meccanismo è ingiusto ed è la causa della crescita esponenziale del debito pubblico nazionale: in base a queste riflessioni, continuò la sua opera con rinnovata convinzione. Dopo due anni di lavoro si rese infine conto di avere raggiunto una cifra sufficiente per finanziare un certo numero di progetti, senza correre troppi rischi. Pensò che la pubblicazione di un giornale (CRISIS, appunto) sarebbe stata il modo migliore sia per informare i cittadini sui temi attuali della crisi, in una prospettiva differente da quella che si legge sui normali mezzi di comunicazione, sia per pubblicizzare il suo atto di ribellione. Enric lasciò la Spagna il 16 Settembre 2008, per non correre il rischio di avere ripercussioni legali immediate, e continuò la sua opera mediatica attraverso internet da una località segreta. Per sé tenne solamente 8000 euro dei 492.000 che aveva espropriato. (movimento radical socialista)