Posts tagged ‘crisi finanziaria’

novembre 11, 2013

Le imprese “recuperate” in Europa

 

Riccardo Troisi – In Francia è stato pubblicato un rapporto che analizza la consistenza e le trasformazioni delle imprese “recuperate” e “autogestite” dai lavoratori in Europa. Nello studio sono stati rilevate almeno 150 imprese europe che fanno dell’autogestione il loro punto di forza. L’iniziativa della pubblicazione è stata presa dalla Cecop, la ConfederazionVisualizza altro

ottobre 9, 2013

Reddito di cittadinanza, Svizzera: 2 mila euro per tutti, altro che Novi.

Indetto un referendum: la popolazione si potrà esprimere venerdì. A novembre un altro voto per limitare stipendi manager a 12 volte il salario minimo.
GINEVRA (WSI) – In un altro segnale di cambiamento in un periodo di crisi finanziaria e ampliamento della disparità di benessere tra ricchi e poveri, un comitato popolare svizzero ha depositat…Visualizza altro

— conRita Frasca OdorizziRaffaele SpidalieriFabio 

maggio 16, 2013

Luci e ombre del “modello Islanda”.

Iceland holds referendum on repayment

Alla fine del 2008 l’Islanda è stata travolta dalla crisi finanziaria internazionale e la sua economia ha perso più del 6,5 per cento del pil. Un paio di anni dopo però era già tornata a crescere e a creare posti di lavoro. In mezzo due decisioni che hanno attirato l’attenzione di tutto il mondo: la scelta di non pagare (in parte) i debiti delle proprie banche verso l’estero e l’approvazione di una nuova Costituzione redatta in forma partecipativa. Un modello esportabile?

Daniela Palma e Guido Iodice da Micromega 4/2013
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novembre 11, 2011

Bonificare la finanza.

quando arriveranno le regole contro la finanza selvaggia?

luglio 12, 2011

“Il mercato ha sfiduciato Berlusconi”

“La speculazione è una cosa brutta, che esiste dai tempi di Adamo ed Eva. Però ha sempre ragione. Stavolta ha sfiduciato il governo Berlusconi. Nessun italiano potrebbe darle torto”

I mercati finanziari temono che il debito pubblico italiano sia insostenibile. Moody’s e Standard & Poor hanno dato l’allarme già da mesi. Tremonti ha risposto con una manovra finanziaria fatta con l’urgenza del decreto legge per rimandare gli interventi fra tre anni. Il governo mostra di avere altre priorità, la giustizia, il lodo Mondadori, Milanese e Bisignani. Gli investitori reagiscono vendendo i titoli di Stato italiani.

Questa l’analisi di  Giacomo Vaciago  ordinario di Politica Economica e direttore dell’Istituto di Economia e Finanza nell’Università Cattolica di Milano. Insomma non un comunista sfegatato, ma una persona equilibrata e competente. e come dargli torto.

luglio 12, 2011

L’Italia affonda e Silvio dorme.

La Borsa, dopo un’apertura da brivido con perdite al 4%, ha proseguito in rosso per circa due ore, poi si è ripresa, anche grazie al rimbalzo dei titoli bancari. Lo spread Btp-bund, dopo aver toccato punte di 348 punti, è tornato a 312 punti (cifra comunque superiore a ieri). Mentre l’euro si conferma sempre più debole, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato a B. per invitarlo ad approvare al più presto la finanziaria (leggi l’articolo). E Napolitano ha rivolto un appello alla coesione nazionale (leggi l’articolo). Anche il ministro Tremonti, questa mattina, ha lasciato il vertice Ecofin dicendo: “Torno a Roma a chiudere il bilancio”, dando il via all’accelerazione sull’iter della manovra. E tanto è bastato per invertire la tendenza dello spread. Insomma, appelli e propositi si sprecano, da parte di tutti. Tutti tranne uno: il premier Silvio Berlusconi, chiuso in un silenzio irreale (articolo di Davide Vecchi)

Mentre tutti si danno da fare pe salvare il Titanic-Italia Berlusconi pensa ai cazzi suoi.

ottobre 30, 2010

L’Europa ha bisogno di un patto per progresso sociale e occupazione.

Article by Philip Cordery
Party of European Socialists General Secretary

Per due anni, i cittadini europei sono stati alimentati con una dieta di quasi ininterrotta cattive notizie. Dal settembre 2008, quando la crisi finanziaria mondiale è iniziata, la popolazione del continente è stata sottoposta a shock di indebitamento drastiche e livelli record di disoccupazione. Il fall-out dalla cattiva gestione del settore dei servizi finanziari è stato drastico. Le conseguenze per il modello sociale europeo sono potenzialmente rovinose.

Uno degli elementi più scioccanti è la rapidità con la colpa per la crisi finanziaria è stato trasferito dalla realtà delle banche e fondi di investimento, al mito di overspends settore pubblico. Il semplice fatto è che senza settore pubblico salvare la situazione sarebbe stato immensamente più difficile.  Pertanto la pressione ora esercitate sui bilanci pubblici, e per estensione su il modello sociale europeo, sono senza precedenti.

La tragedia è che coloro che hanno più da perdere da questi tagli sono quelli le cui voci sono più deboli. Gli svantaggiati e gli emarginati sono stai  lasciati  a contare il costo di essere creditori nei confronti dei cosiddettititani della finanza. Questa situazione è inaccettabile.

Dato che al  giugno 2010, con più di 23 milioni di persone disoccupate in Europa, il numero di persone che vivono a rischio di povertà è aumentato drammaticamente. Questa minaccia un’intera generazione di giovani con esclusione a lungo termine dal mercato del lavoro.

E ‘per questo motivo che il Partito del socialismo europeo (PSE) chiede una fondazione politica che rafforzerà il modello sociale europeo. Dobbiamo fare in modo che la gente comune non siano le vittime a lungo termine di incompetenza del settore finanziario. In breve, ciò che l’Europa ha bisogno è  lavoro e un patto per il progresso sociale.

giugno 2, 2010

Quando Berlusconi parla…..

1. Berlusconi in tv contro Repubblica
: “Mai sostenuta evasione fiscale” (repubblica.it)
2. Berlusconi: “C’e una norma di diritto naturale che dice che se c’è uno Stato che chiede un terzo di quanto guadagni allora la tassazione ti appare una cosa giusta. Ma se ti chiede il 50-60% di ciò che guadagni, come accade per le imprese, ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un pò giustificato a mettere in atto procedure di elusione e a volte anche di evasione” (ilgiornale.it 2 aprile 2008)
3. Berlusconi: “Lei sa bene come funziona il nostro sistema fiscale, lei sa che l’attuale sistema delle aliquote così elevate, le più elevate d’Europa è tale perchè c’è la presunzione di un’elusione sistematica e di una evasione possibile. E…e quindi c’è un certo tipo di atteggiamento, anche morale, da parte del cittadino che eh… guarda uno stato che non gli rende in servizi ciò che prende e che ha delle imposte che sono fuori dalla norma generale, da ciò che quel diritto naturale che è dentro di noi fa ritenere come giusto. Quando lo stato chiede al cittadino e al frutto del suo lavoro più di un terzo di questo frutto, il cittadino si sente eh…moralmente in contrasto con lo Stato.” (testimonianza di Silvio Berlusconi al processo Dell’Utri, 15 ottobre 1996)

maggio 27, 2010

29,4 miliardi è il costo della manovra.

La manovra correttiva dei conti pubblici italiani ammonta complessivamente a 24,9 miliardi per il 2011 e il 2012 con l’obiettivo di salvare l’euro dagli attacchi speculativi degli ultimi giorni, e prevede sacrifici per i dipendenti statali e misure contro l’evasione.

Tagli consistenti toccano le Regioni (per 4,5 miliardi l’anno) e gli enti (27 quelli soppressi con questa manovra) mentre non ci saranno tagli alla sanità.

E’ così che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, hanno presentato la manovra varata ieri dal consiglio dei ministri, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

La manovra “contiene sacrifici indispensabili per difendere la nostra moneta”, ha detto il premier. “Chi paga dazio sono i dipendenti pubblici, ma la dinamica dei loro aumenti salariali è stata quasi doppia a quella del settore privato, quindi non credo che l’intervento sia drammatico”, ha ammesso Berlusconi riferendosi al congelamento degli aumenti salariali nella Pa per il triennio 2011-13.(reuters)

maggio 26, 2010

manovra finanziaria: cancellate dieci province.

Nella sua versione finale quella su regioni ed enti locali diventa una super-manovra, che chiede risparmi in due anni per 13 miliardi e impone una drastica razionalizzazione degli enti territoriali, in cui spunta anche l’abolizione (alla fine del mandato degli amministratori attuali) di 10 province non di confine che contano meno di 220mila abitanti. Il governo locale, insomma, è chiamato a portare in dote metà del valore della manovra correttiva, e il grosso (come anticipato sul Sole 24 Ore di ieri) tocca alle regioni: a quelle a statuto ordinario il decreto chiede 7 miliardi (2,5 nel 2010), mentre alle regioni autonome spetta un compito da 1,5 miliardi. In crescita anche le richieste ai sindaci, che dovranno garantire 1,2 miliardi l’anno prossimo e 2,2 nel 2012, e per i presidenti di provincia (200 milioni nel 2011 e 440 nel 2012). Numeri «irricevibili» per Vasco Errani (Pd), presidente dei governatori, ma anche nel centrodestra la reazione non è morbida: «Se si chiedono sacrifici così a tutti i comparti la manovra può arrivare a 140 miliardi», ironizza Romano Colozzi, assessore al Bilancio in Lombardia, mentre Giuseppe Scopelliti, presidente della Calabria, chiede ai colleghi di mettersi a un tavolo per «studiare una controproposta». A spiegare le ragioni della cura da cavallo è stato in mattinata lo stesso Giulio Tremonti, chiamando tutti alla «responsabilità» perché «il patto Ue sarà più rigido», i paesi in deficit eccessivo si vedranno tagliare i fondi Ue e a subirne le conseguenze sarebbero soprattutto le regioni più in difficoltà. Meno tranchant la reazione di sindaci e presidenti, che sono usciti da palazzo Chigi ribadendo la loro «disponibilità ai sacrifici», chiedendo però tre condizioni: una boccata d’ossigeno sul 2010, una rimodulazione del patto per il prossimo biennio e tempi certi sul federalismo fiscale, che dovrebbe ora affrontare il nodo della fiscalità locale e dei tributi propri di sindaci e presidenti.(il sole 24 ore)