Posts tagged ‘crisi economica europea’

gennaio 13, 2014

Ora a Draghi farebbe piacere un po’ di inflazione.

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A preoccupare Draghi non sono solamente la recessione dei paesi mediterranei e la deflazione greca: le politiche monetarie espansive non hanno dato risultati sulla ripresa dell’occupazione

di Nicolò Cavalli da Thinging pagina99

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agosto 18, 2013

La bella addormentata.


DER SPIEGEL AMBURGO – Il governo tedesco sfrutta la sua posizione dominante per promuovere i suoi interessi senza assumersi responsabilità. Ogni iniziativa in campo europeo è rimandata a dopo le elezioni per evitare rischi.

Jürgen HabermasVisualizza altro

giugno 19, 2013

Euro? Raus

 

L’economista Cesaratto invoca le maniere forti con la Germania. Altrimenti addio a Eurolandia

 

“L’Italia decresce a colpi di due punti percentuali all’anno, in poco tempo ci ritroveremo ai livelli degli anni 70, con costi umani e sociali enormi, la situazione si farà rapidamente drammatica. Alla Germania non importa se il sud dell’Europa va a fondo, il governo italiano non ha grandi idee da proporre in Europa e non sbatte i pugni. E insomma, uscire dall’euro è una soluzione estrema, ma se ne può cominciare a parlare”. Dice così Sergio Cesaratto, economista, professore all’Università di Siena, e osserva con preoccupazione il processo che la Corte costituzionale tedesca ha aperto contro il presidente della Banca centrale Mario Draghi, l’uomo che, dice Cesaratto, “finora con i suoi interventi ha salvato l’euro e l’Europa”. E’ notizia di questi giorni che il governo greco, al collasso finanziario, ha chiuso la tivù pubblica, la Rai di Atene, e ha licenziato d’emblée tutti i suoi 2.800 dipendenti.

febbraio 9, 2013

La storia di Bernard Connolly: “Disse: l’euro è marcio. Licenziato”

Non concede interviste, non partecipa a dibattiti televisivi e raramente parla in conferenze pubbliche. Eppure quella che è arrivata è la sua ora, questo è il momento in cui potrebbe svergognare tutti i suoi nemici, per lo più annidati nei palazzi di Bruxelles. Bernard Connolly, 61 anni, è l’autore di Il cuore marcio dell’Europa, il libro che già nel lontano 1995 prevedeva il fallimento dell’Unione monetaria europea e che gli fece perdere il posto di economista presso laCommissione Europea che allora ricopriva.

http://www.finanzablog.info/2011/11/la-storia-di-bernard-connolly-disse.html

dicembre 11, 2011

Il colmo della democrazia.

Secondo Monti quindi una bella  dittatura non necessariamente violenta sarebbe il massimo dei sistemi politici auspicabili. Ovviamente con tanti ministri tecnici.

novembre 3, 2011

Mossa a sorpresa di Draghi.

 Il Consiglio direttivo della Bce presieduto per la prima volta da Mario Draghi ha deciso di abbassare i tassi al 1,25%. La Bce ha portato in calo anche il tasso marginale che passa dal 2,25% al 2.00% e quello sui depositi che scende dallo 0,75% allo 0.50%.

La Borsa accelera dopo il taglio a sorpresa dei tassi Bce. Dopo la decisione della Bce di abbassare i tassi di riferimento all’1,25% l’euro e’ salito ed e’ scambiato sul dollaro a 1,3735. Piazza Affari ha allungato ancora il passo e l’indice Ftse Mib sale ora del 4,06%. Tenaris guadagna il 9,37%, Fiat il 7,47%, Finmeccanica avanza del 7,25%, Fiat Industrial e’ in rialzo del 6,26%. Tra le banche, Unicredit segna un progresso del 6,59%, Intesa Sanpaolo del 6,92.

dicembre 2, 2010

La lenta agonia dell’euro.

Il controllo politico sull’Europa comincia a venire meno ora che la crisi esistenziale dell’Eurosistema si aggrava giorno dopo giorno. I numerosi discorsi, interviste, articoli ed altre dichiarazioni pubbliche sul “futuro dopo l’Euro come lo conosciamo” ne sono un chiaro segnale. La stampa britannica si concentra in particolare su che cosa farà la Germania: il Financial Times del 24 novembre si chiede se “la Germania ucciderà l’Euro?”, mentre l’Independent fa eco il 25 novembre: “La Germania sarà la prima a lasciare l’Euro?”.

Entrambi i quotidiani, ed anche altri in Gran Bretagna, avvisano i lettori che c’è da attendersi una sentenza della Corte Costituzionale tedesca a favore dei ricorsi presentati contro gli aiuti EU all’Eurozona, e che gli elettori in Germania sono contrari a questi giganteschi salvataggi e sempre più ostili nei confronti dell’Euro. “No, la minaccia all’Euro non viene dai membri più deboli, ma da quelli più forti” scrive The Independent. “La riforma dei trattati che governano l’Euro è dunque essenziale per la Germania… In pratica, tuttavia, è difficile immaginare che la Germania riesca ad ottenere le riforme che desidera il suo elettorato”.