Posts tagged ‘crisi di cipro’

aprile 3, 2013

La BCE conferma: In Europa i depositi bancari non sono sicuri.

 

Il membro olandese della BCE Klaas Knot conferma : l’esproprio di depositi bancari  rientra in futuro nella “politica europea di liquidazione”. La BCE pretende che le banche rimettano a pari i loro bilanci. Il risparmiatore comune dovrebbe quindi riflettere bene sia sulla somma di danaro sia presso quale banca la voglia lasciare in deposito.

Ora sono le banche centrali che hanno preso in mano il comando del nuovo ordine del sistema bancario europeo- Il membro della BCE olandese e presidente della banca centrale del suo paese, Klaas Knot ha confermato giovedì durante un convegno ciò che aveva già annunciato la settimana scorsa Jereon Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo: la ristrutturazione delle banche europee verrà effettuata come dall’esempio di Cipro. Tutti i depositi bancari, se necessario, verranno espropriati. Dijsselbloem aveva detto che l’affare Cipro rappresenta per l’Europa una prova generale . Poi ha ritirato tutto. Dopodiché Benoit Coeuré della BCE ha affermato che Cipro è un caso a sé.

http://www.losai.eu/la-bce-conferma-in-europa-i-depositi-bancari-non-sono-sicuri/

marzo 22, 2013

L’Italia meridionale come la Grecia.

Secondo un rapporto del Censis il Mezzogiorno italiano sarebbe in una situazione economica già oggi paragonabile a quella greca, anzi peggio. I redditi medi sarebbero più bassi che nel paese ellenico, e nell’ultimo anno si sono persi 300.000 posti di lavoro.

Il Censis ha recentemente offerto un quadro a dir poco preoccupante della situazione economica del Mezzogiorno. Anche nel Nord Italia, beninteso, le cose non vanno bene, ma nel Sud la situazione è per certi versi addirittura peggiore di quella ellenica. Secondo il Censis il Mezzogiorno sarebbe stato letteralmente “abbandonato a se stesso”, con i redditi medi persino più bassi che in Grecia e con una famiglia su quattro in condizioni di reale povertà. Come se non bastasse nel Mezzogiorno dall’inizio della crisi si sarebbero già persi oltre 300.000 posti di lavoro, moltissimi visto e considerato che anche prima della crisi non c’è mai stato molto lavoro. In un contesto già delicato si inserisce poi una spesa per scuola e formazione superiore alla media nazionale ma che non riesce a garantire livelli di apprendimento competitivi.Tra il 2007 e il 2012 nel Sud il Pil si è ridotto del 10% in termini reali a fronte di una flessione del 5,7% registrata nel Centro-Nord.Nella crisi abbiamo perso quindi 113 miliardi di euro, molto più dell’intero Pil dell’Ungheria, un Paese di quasi 9 milioni d’abitanti. Di questi, 72 miliardi di euro si sono persi al Centro-Nord e 41 miliardi (pari al 36%) al Sud. Inoltre l’Italia è il paese europeo con le più rilevanti diseguaglianze territoriali: ben sette regioni hanno meno di 20.000 euro di reddito pro capite. Insomma un Nord Italia che è vicino ai valori europei, Germania e Francia, e il Sud italia che ricorda da vicino i valori di Atene (17.957 euro pro capite contro 18.454 euro). Quello che il Censis non dice però è che la situazione italiana potrebbe essere molto ma molto peggio di quella tratteggiata dal momento che i giovani e gli under 40 senza lavoro stanno aumentando sempre di più anche a Nord. Insomma, a furia di dire “finiremo come la Grecia” non ci siamo accorti che siamo già sulla stessa barca dei cugini ellenici.