Posts tagged ‘crisi dell’euro’

settembre 11, 2013

La crisi continua, come volevasi dimostrare.

 

RRealfonzodi Riccardo Realfonzo, da ilfattoquotidiano.it

C’era chi, forse punito dal torrido sole agostano, già vedeva la ripresa per l’economia italiana. E tra questi certamente va annoverato il ministro Saccomanni. Ora arriva la doccia fredda. L’Ocse ci riporta con i piedi per terra, formulando una previsione di contrazione del Prodotto interno lordo italiano a fine anno di ben 1,8 punti percentuali rispetto al già drammatico 2012. Nell’ultimo rapporto, l’Ocse descrive una economia europea in fase congiunturale favorevole, in lieve ripresa, ma ancora esposta a gravi rischi per i consistenti squilibri interni e la debolezza del settore bancario. Ma in Italia, e il giudizio si può estendere all’insieme delle aree periferiche d’Europa, la congiuntura favorevole significa solo un minore ritmo di contrazione dell’economia. E infatti, anche nel terzo e nel quarto trimestre del 2013 l’andamento del Pil italiano registrerà il segno negativo. Altro che ripresa…

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settembre 10, 2013

Debito pubblico insostenibile? Non certo per colpa nostra

Notizia sensazionale: il debito pubblico italiano non è più ripagabile, perché ormai supera i 2.000 miliardi di euro, oltre il 130% del Pil. Per assorbirlo, l’Italia dovrebbe fare due cose, entrambe estreme: non fare più deficit (assoluto pareggio di bilancio: parità tra spesa pubblica e introito fiscale) e in più varare, per molti anni, uVisualizza altro

luglio 27, 2013

Ovviamente sorridiamo scettici.

giugno 16, 2013

La Teoria delle Aree Valutarie Ottimali non spiega la crisi dell’euro.

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Il peccato “originale” dell’euro non pare trovare adeguata spiegazione in una delle teorie che oggi sembra andare molto di moda a seguito della crisi della moneta unica. Una disamina critica della teoria delle “aree valutarie ottimali” porta a concludere che i “criteri” da essa enunciati sono contraddittori ai fini di illustrare le criticità dell’euro, mentre le sue conclusioni di politica economica sono controproducenti economicamente e socialmente insostenibili. Ciò che rende stabile un’area valutaria è, in ultima analisi, lo Stato.

 

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marzo 2, 2013

Le banche prendono miliardi di euro da Bce e Stati, ma poi fanno piangere famiglie e imprese.

 

Hanno preso più di 1000 miliardi all’1% dalla Bce, hanno preso miliardi anche dagli stati (vedi banche spagnole e Mps in Italia). E cosa ci fanno con tutti questi soldi? In gran parte ci comprano titoli di stato al 5-6 % guadagnandoci tantissimo. All’economica reale? Pochissimo, sempre meno. Infatti, nel 2012 in Italia i prestiti a famiglie e imprese sono crollati di quasi 38 miliardi di euro. Risultano in crescita, invece, i finanziamenti alla pubblica amministrazione saliti di oltre 20 miliardi. Nel dettaglio, i prestiti alle imprese e alle famiglie sono diminuiti dai 1.512,5 miliardi del 2011 ai 1.474,7 miliardi dell’anno successivo con una riduzione di 37,7 miliardi (-2,5%). Questi i dati dell’ultimo rapporto del Centro studi Unimpresa .
febbraio 28, 2013

“La Merkel ha perso le elezioni italiane e la sinistra non ha capito nulla”.

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I grandi sconfitti nelle elezioni italiane non sono Mario Monti né Pier Luigi Bersani, ma Angela Merkel: se la crisi Euro è ancora qui, la colpa è solo sua. La sua politica anticrisi ci sta portando verso il disastro.
febbraio 3, 2013

Quella Spaccatura Mozzafiato al cuore dell’eurozona.

Da Business Insider un grafico che comincia a mostrare lo scenario forse più importante di quest’anno per l’eurozona…

 

Markit, l’organizzazione che pubblica tutti i report mensili sull’indice PMI del settore manifatturiero, mostra un grafico davvero stupefacente.
Esso rappresenta la divergenza tra i sondaggi svolti in Francia e in Germania.
 Come avevamo già segnalato, nel mese di gennaio l‘indice PMI tedesco è salito, mentre il PMI francese è bruscamente in calo.

ottobre 17, 2012

Vi spiego i piani di chi vuole più Europa.

Fabrizio Tringali Marino Badiale La trappola dell'euro
Fabrizio Tringali, autore insieme a Marino Badiale di “La trappola dell’euro”, con la prefazione di Alberto Bagnai, spiega perché è stata perseguita la moneta unica, in Europa, nonostante gli economisti sapessero fin dall’inizio che sarebbe stata una catastrofe.
LEGGI TUTTO…

giugno 25, 2012

Il piano della Deutsche Bank per privatizzare e svendere l’Europa.

Un piano di dismissione gigantesco, proporzionale a quello che coinvolse la ex Germania dell’Est dopo la riunificazione del 1990. E’ questa la richiesta che la Deutsche Bank ha fatto all’Europa, e in particolare al governo tedesco, in suo rapporto di qualche mese fa e che ora abbiamo potuto leggere grazie al sito Alencontre.org. Il documento è del 20 ottobre 2011 e si intitola “Guadagni, concorrenza, crescita” ed è firmato da Dieter Bräuninger, economista della banca tedesca dal 1987 e attualmente Senior Economist al dipartimento Deutsche Bank Researc. Un testo importante perché aiuta a capire meglio cosa sono “i mercati finanziari”, chi è che ogni giorno boccia o promuove determinate politiche di questo o quel governo. La richiesta che è rivolta direttamente alla cosiddetta Troika, Commissione europea, Bce e Fmi è quella della privatizzazione massiccia e profonda del sistema di welfare sociale e di servizi pubblici per un valore di centinaia di miliardi di euro per i seguenti paesi: Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Il rapporto stretto con gli “attacchi” dei mercati internazionali si vede a occhio nudo.
Gli autori del rapporto hanno come modello di riferimento per questo piano di privatizzazione il vecchio
giugno 23, 2012

Berluscon de Paperoni.