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aprile 8, 2020

UNA TASK FORCE PER L’AGRICOLTURA.

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RS – Risorgimento Socialista – Emilia RomagnaMi piace

7 h

 

E’ di questi giorni la notizia che la filiera agricola sconta una preoccupante mancanza di manodopera su tutto il territorio nazionale. La chiusura delle frontiere, per contenere la Pandemia, impedirà nei prossimi mesi l’arrivo dai paesi esteri di tantissimi lavoratori stranieri che annualmente coprono la richiesta di manodopera agricola.
In occasione della carenza di personale medico in un settore strategico come quello della Sanità, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di concerto con altri enti statali, ha deciso di creare una task force di circa 300 medici provenienti da ogni parte d’Italia da poter inviare nei territori con le maggiori criticità sanitarie. Alla chiamata hanno risposto in oltre 7000 !!
A questo punto, come Risorgimento Socialista E-R, avanziamo la proposta, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la creazione di una task force per risolvere il problema di carenza di manodopera in un altro settore strategico del paese, quello dell’Agricoltura.
In un momento di crisi economica, con un bacino di disoccupazione che certamente, ahinoi, si andrà a gonfiare nei prossimi mesi, il Governo potrebbe mettere mano alla creazione di una task force mediante una chiamata diretta anche nel campo dell’agricoltura, magari con specializzazioni diverse, gruppi di volontari, esperti e meno esperti, da inviare e gestire direttamente, mediante il Ministero, lavoratori assunti con un apposito contratto nazionale, laddove vi sia necessità e carenza di manodopera. Tale intervento statale, oltre a risolvere il problema primario, permetterebbe il controllo della sicurezza e delle condizioni di lavoro, andrebbe a dare un duro colpo al caporalato, allo sfruttamento dei lavoratori e farebbe venire a galla una fetta di economia sommersa in questo importantissimo settore. Lo Stato potrebbe inoltre partecipare con una quota al pagamento degli stipendi di tali lavoratori investendo così, direttamente gli eventuali aiuti ed incentivi stanziati per le imprese agricole a causa della crisi. Certo la nostra è una proposta che andrebbe perfezionata, discussa, smontata e rimontata, ma intende incoraggiare il Governo a proseguire quel percorso di intervento diretto, di attenzione per il territorio, di stretta collaborazione con Comuni e Regioni che ci sembra andare nella direzione giusta per una riappropriazione completa della capacità di uno Stato Sovrano di incidere in maniera positiva sulla vita dei propri cittadini e sull’Economia reale del proprio territorio. Un doveroso ritorno alla fase progettuale di un paese, una visione d’insieme che per troppo tempo si è accantonata perchè ritenuta antistorica a causa di una visione liberista e globalizzata dell’economia e della società, visione che evidentemente, come dimostra la lunga crisi economica che ci attanaglia dal 2008, è risultata del tutto fallimentare. La cosa pubblica, lo Stato, torni insomma a guidare gli importanti processi di sviluppo del paese.