Posts tagged ‘CRISI DEL PETROLIO’

aprile 22, 2020

Il collasso del petrolio.

Il prezzo del petrolio è collassato ulteriormente.

Shock petrolio: la situazione sta addirittura peggiorando. Occhio ai dati

Per la quotazione del WTI, e ormai anche per quella del Brent, la terza settimana di aprile si è rivelata disastrosa.

Prima c’è stato il tracollo dei futures USA sui contratti di maggio, affondati persino sotto la parità. Poi, invece, il caos ha definitivamente travolto l’intero mercato e il prezzo del petrolio è crollato ancora lasciando tutti a bocca aperta. La situazione, oggi, è addirittura peggiorata.

Prezzo del petrolio: quotazione WTI sotto la lente

Ad attirare l’attenzione nelle ultime ore è stata in particolar modo la quotazione del WTI visto che, in previsione della scadenza dei contratti di maggio ieri avvenuta, il mercato ha dato vita a un imponente sell-off che ha imposto al prezzo del petrolio di crollare in negativo a -37 dollari al barile.

Con il passare delle ore, però, la drammatica situazione ha smesso di interessare solo la scadenza di maggio. Anche i futures sui contratti di giugno sono affondati tanto da riportarsi intorno ai minimi del 1974, in area $10.

Il sentiment di avversione al rischio ha nuovamente guadagnato terreno, mentre l’OPEC+ non è sembrato propenso ad azioni immediate per frenare il tracollo del mercato. Dalla conferenza telefonica avuta ieri, d’altronde, non sono emerse novità di rilievo tra i Paesi produttori.

Al momento in cui si scrive, i futures sui contratti di giugno stanno continuando a perdere quota: il prezzo del petrolio WTI sta scambiando poco sopra i $10,8 al barile.

Occhi sul Brent

Nelle prime ore di ieri, il greggio del Mare del Nord ha continuato a viaggiare per la sua strada, quasi ignorando il tracollo della quotazione del WTI. Una situazione, questa, che ha tuttavia avuto vita breve.

In giornata, anche il Brent è stato travolto dalle vendite e ha registrato perdite a doppia cifra percentuale. I futures sui contratti di giugno, nello specifico, si sono inabissati di oltre il 15%.

Al momento in cui si scrive, il prezzo del petrolio nordico sta scambiando intorno ai $16 al barile.

aprile 21, 2020

Il petrolio va in crisi ma non è una buona notizia: parola di chi lo ha combattuto per anni

La mia crociata anti petrolio è iniziata quando l’ENI e compari volevano trivellare i campi vicino ai posti dove sono cresciuta. Non avrei mai pensato che sarebbe andata a finire così. Prima del 2007 non sapevo e non seguivo nulla dei mercati petroliferi, poi ci sono stati 12 anni di battaglie, a volte feroci, con ENI, politici e sfruttatori.
 A un certo punto il petrolio era arrivato a costare oltre 100 dollari al barile.
 Poi è arrivato il coronavirus.

La notizia di oggi è che a causa della pandemia e del fatto che è tutto fermo – aerei e autobus, con superstrade vuote e scampagnate fuori città ridotte a ricordi vicini e lontani allo stesso tempo – il prezzo del petrolio è crollato. Ma nel frattempo hanno continuato a pomparlo e ora non sanno dove metterlo. Le raffinerie sono sature e non ne vogliono più. Così il prezzo dei futures del greggio per maggio 2020 è diventato negativo, ciò significa che se accetti ora tra meno di un mese ti daranno soldi se te lo prendi e te lo stocchi a casa tua. E quant’è questo prezzo?  -$37.63 dollari per barile.

Nei limiti del possibile, finora il governo USA ha dato soldi a tutti per cercare di sostenere l’economia, ma niente o quasi ai petrolieri. Al massimo Trump ha un po’ allargato lo stoccaggio nazionale a Cushing, Oklahoma, dove ci sono le riserve strategiche di greggio: il governo ha comprato un po’ più di petrolio e ha concesso ai petrolieri di usare il sito come un parcheggio a pagamento temporaneo. Ma niente di più di questo. Nel frattempo le tasche dei consumatori, come sappiamo, sono a secco.
Il consumo mondiale di petrolio è calato di almeno il 20-30%. Prima era di circa 100 milioni di barili al giorno. Solo negli USA ci sono 2 milioni di barili al giorno pompati di fresco che non si sa dove mettere mentre ci sono ancora a zonzo per il mondo petroliere cariche di greggio dell’Arabia Saudita che non si sa se e dove sbarcheranno e scaricheranno.

Che fare? E chi lo sa.
La Russia e l’Arabia Saudita hanno accettato di diminuire la produzione, per un totale di meno 9.7 barili al giorno, a partire da maggio 2020.  Molti pozzi saranno chiusi. Ma tutto questo non basterà. Si prevede la bancarotta per molte ditte di petrolio, specie quelle più piccole e meno finanziariamente solide.

Il petrolio nell’astratto e nel reale è stato il lupus in fabula della mia vita per tanto, forse troppo tempo.
 Di fronte a questi sviluppi non sono contenta perché il prezzo da pagare è stata questa pandemia mondiale che ha portato morte e paura ovunque. Perché volevo che vincessimo ad armi pari, anche se le armi dei petrolieri e dei politici sono sempre state più forti di quelle di tutti noi. Perché volevo vincere con l’energia pulita, con le macchine elettriche, con una cittadinanza attiva, cosciente, intelligente, con una classe politica volente o nolente impegnata ad uscire da questo pantano fossile.

Così non è stato. È stato un virus a sconfiggere i petrolieri, anche se temporaneamente.