Posts tagged ‘crisi dei rifiuti a napoli’

dicembre 9, 2010

Rifiuti, naufraga il piano del Cavaliere. Drappo nero di 5 chilometri sul lungomare.

L’ultima promessa del premier prevedeva che Napoli tornasse pulita entro sabato. Invece in strada ci sono ancora 1800 tonnellate di rifiuti. «Siamo in ritardo per cause burocratiche e inefficienze dell’Asìa, il premier non c’entra», dice l’assessore regionale Romano in un’intervista. 

E ieri è tornata la protesta violenta: a Boscoreale è stato dato alle fiamme il portone del municipio, nel centro della città è tornata la rivolta di disoccupati e studenti (nella foto), con roghi e scontri. La protesta sul lungomare. Un lungo drappo nero, 5 chilometri di strada da Largo Sermoneta a Castel dell’Ovo, a Napoli, lista a lutto il lungomare. È partita così la protesta promossa dai Consorzi Borgo Partenope e Caracciolo Mergellina, contro la crisi dei rifiuti che ha causato cali di presenze anche del 35%, la mancanza di progetti per il turismo e le lungaggini burocratiche per i permessi per gazebo e tavolini sui marciapiedi.

novembre 28, 2010

Napoli. Rifiuti: presidi, marce e sit-in la società civile in piazza

Avvocati, imprenditori, commercianti. La società civile scende in piazza, a Napoli. E sacchetto di immondizia in mano, sta sfilando lungo le strade della città per esprimere la “rabbia nel vedere una città così sporca” e anche per dire chiaro e tondo “che non è colpa dei cittadini se la città è piena zeppa di rifiuti”.

La marcia nel cuore della città. In marcia dal centro storico a Materdei, dai Quartieri Spagnoli al Policlinico, da Posillipo, a Fuorigrotta, mentre da Santa Brigida si sono mossi gli aderenti alla “Terra dei fuochi”. E poi Terzigno ed Ercolano. Volantini e megafono, tutti con una busta trasparente di spazzatura rigorosamente differenziata. Sotto i palazzi del potere, la prefettura e l´ex sede del commissariato all´emergenza, appuntamento per un un sit-in e un presidio permanente con le sentinelle della legalità e della “normalità”.

«Staremo lì finché non avremo risposte», assicura Simona Pucciarelli, accompagnatrice turistica, e tra i promotori dell´iniziativa, «la manifestazione deve servire ad affermare un principio: nessuno al mondo può dire che i napoletani non sanno fare la differenziata, e nessuno ce la deve insegnare. La regione Campania deve tornare ad essere Campania felix».

La proposta alternativa che parte dal basso. Comitati civici e ambientalisti, gruppi di cittadini, sono protagonisti di una proposta alternativa alla gestione dei rifiuti: «Raccolta differenziata porta a porta ovunque, e un piano rifiuti davvero alternativo, con il riciclo, le norme sugli imballaggi, il compostaggio, le tecnologie di trattamento e recupero meccanico biologico dei residui. Nell´obiettivo di abolire discariche di tal quale e inceneritori. In direzione di politiche di riutilizzo totale», spiega Mario Avoletto, della Rete campana salute e ambiente.