Posts tagged ‘covid 19’

maggio 21, 2020

Non chiamateli eroi.

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Potere al Popolo

I NOSTRI EROI GIA’ DIMENTICATI: GLI INFERMIERI NON CI STANNO! AL FIANCO DELLE/DEGLI INFERMIERE/I!

👩‍⚕️👨‍⚕️ Questa mattina, A Torino, sotto il palazzo della Regione si sono dati appuntamento gli infermieri del Piemonte per protestare contro le ennesime promesse non mantenute.

Durante la fase 1 dell’emergenza li abbiamo sentiti etichettare come “eroi” dalle istituzioni di ogni livello, compresi coloro che negli anni avevano concorso a smantellare il servizio pubblico e precarizzare proprio il personale medico ed infermieristico.

“A marzo dicevano che avrebbero aumentato i nostri stipendi e invece a maggio gli eroi sono già dimenticati. Non ci avete fatto i tamponi – ha detto il sindacalista – abbiamo indossato sacchi della spazzatura e pannoloni sotto le tute, perdendo la nostra dignità. A noi è toccato disinfettare i morti, a volte fare i sacerdoti. Siamo stati lontani dalle nostre famiglie, molti di noi sono stati abbandonati, ma nonostante tutto abbiamo continuato a lavorare, in prima linea tirando l’Italia fuori da questo pantano”.

Gli/le infermieri/e del Piemonte hanno deciso di farsi sentire per pretendere che le promesse vengano rispettate: un bonus per il lavoro svolto in questi mesi e che ha causato la morte di 40 colleghi in regione, la garanzia di investimenti per garantire maggiore sicurezza sul lavoro, la stabilizzazione dell’enorme personale precario.

Non chiamateli eroi se poi li abbandonate.

maggio 10, 2020

PROFEZIE

Anziani fissati. Una categoria che non è prevista né dai politici né dai pubblicitari. Per i primi siamo autosufficienti: e quindi privileg…

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maggio 9, 2020

Giù le mani dal fiume Sarno.

Buongiorno a tutti i membri del gruppo, ripropongo un mio post di qualche giorno fa.

PERCHÉ NON HANNO MAI CONTATO I MORTI PER Il TUMORE?

La curva è peggio di quella del COVID 19 e la CAMPANIA è al primo posto eppure nessuno ha mai fatto nulla per salvarci. Menomale che il coronavirus era contagioso altrimenti, ci avrebbero fatto morire come per il cancro.

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maggio 9, 2020

QUALE MONDO DOPO TRUMP?

 

Possibile che il presidente americano riesca a superare la crisi di rigetto determinata dal “virus di Wuhan”. O, più esattamente, dalla sua pretesa di addossare alla Cina, per colpa o, detto tra le righe, per dolo, la responsabilità per lo scoppio e la diffusione della pandemia. Così da essere sconfitto nell’appuntamento di novembre (a meno di rinviarlo o di affrontarlo con regole tali da scoraggiare l’afflusso degli elettori democratici).

Oggi, la sua…

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maggio 3, 2020

Nuova autodichiarazione, fase due: guida al modulo da compilare dal 4 maggio 2020

di  Antonio Cosenza

Nuova autodichiarazione, fase due: guida al modulo da compilare dal 4 maggio 2020

Ricordiamo che compilare e firmare il modello di autocertificazione è necessario quando si esce da casa; ecco perché è importante sapere cosa scrivere, in modo da non avere problemi con le autorità in caso di controllo.

Come noto dal 4 maggio 2020 si potrà uscire di casa con una maggiore elasticità; sono diverse, infatti, le casistiche che giustificano una semplice passeggiata, ma anche l’uscita dal Comune di residenza. Resta, invece, il divieto di uscire dalla Regione, salvo casi di “assoluta urgenza” (che deve essere dichiarata nell’autocertificazione).

Qui la nuova autodichiarazione rilasciata in queste ore dal Viminale; di seguito, invece, ecco una guida su come compilarla nella maniera corretta.

Autodichiarazione editabile: modello da utilizzare dal 4 maggio 2020
Clicca qui per scaricare il nuovo modello di autodichiarazione da utilizzare a partire dal 4 maggio 2020 per giustificare ogni spostamento.

Nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti dal 4 maggio 2020

A partire dalla giornata di domani, inizio della fase due, il modello per l’autocertificazione sarà quello allegato in precedenza. Come avrete notato, la prima parte è molto semplice da compilare, visto che è qui che vanno indicati i propri dati personali.

È successivamente che dovete fare attenzione a quello che dichiarate, anche perché vi ricordiamo che in caso di falsa dichiarazione scattano le conseguenze penali previste dall’articolo 495 del codice penale, dove si legge che “chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni”.

La prima voce è quella in cui dichiarate di non essere sottoposti alla misura della quarantena, ovvero di non essere positivi al COVID-19 (in caso contrario, infatti, non potreste uscire di casa salvo gli spostamenti disposti dalle Autorità sanitarie). A tal proposito, vale la pena ricordare che anche i soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali.

Nella parte successiva dovete indicare da dove è iniziato lo spostamento, specificando l’indirizzo, nonché la destinazione finale. Ricordate che gli spostamenti dentro Regione sono sempre consentiti per motivi lavorativi, di salute e per altre necessità, mentre quelli fuori Regione solo per lavoro, motivi di salute o assoluta urgenza.

Dopo ancora dichiarate di essere a conoscenza delle misure di contenimento del contagio riguardanti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale.

Nel punto 4 dichiarate di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione. Nel dettaglio, se lo spostamento è dentro i confini regionali dovete indicare solo quello della Regione di partenza, se invece dovete spostarvi da una Regione all’altra allora dovrete indicare anche quella di arrivo. Sempre qui dovete specificare il motivo dello spostamento, come ad esempio il ritorno presso il proprio domicilio o residenza.

Nel quinto punto, invece, dichiarate di essere a conoscenza delle sanzioni previste dall’articolo 4 del decreto 19 del 25 marzo 2020, mentre in quello successivo che lo spostamento è determinato da uno tra i seguenti motivi:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza (in caso di spostamento fuori Regione)
  • situazione di necessità (andare a trovare i congiunti è una situazione di necessità, così come l’attività motoria);
  • motivi di salute.

Se avete altro da dichiarare allora dovrete indicarlo nella parte finale dell’autodichiarazione, aggiungendo, se necessari, altri dettagli al motivo che comporta lo spostamento. Nel modulo va indicata la data e il luogo e va firmato sia dal dichiarante che – in caso di controllo – dall’operatore di Polizia.

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maggio 1, 2020

FANTOZZI NON FA PIÙ RIDERE

di Ferdinando Pastore

Oggi siamo tutti “manager di qualcosa” : dai social network alla raccolta differenziata.

Distrutta la centralità del lavoro di fabbrica, ridicolizzata l’immagine del lavoro da impiegati, I nati dagli anni ’70 in poi vivono in un incubo in cui nel nome della “creatività” vengono colpevolizzati nel nome della produttività.

E allora, Fantozzi, l’impiegato a posto fisso parassita e imbranato, non fa più ridere come prima: era lui, quello davvero fortunato.

Per questo Primo Maggio atipico, una riflessione tra cinema e critica sociale di Ferdinando Pastore:

https://www.risorgimentosocialista.it/…/fantozzi-non-fa-pi…/

Il Virus ha costretto parte della popolazione a confrontarsi con il pericolo della morte dopo anni in cui è stata propagandata un’esistenza dedita alla ricerca di un eterno presente. La speranza è che possa sedimentarsi una nuova consapevolezza capace di mettere finalmente in dubbio determinati …

Il Virus ha costretto parte della popolazione a confrontarsi con il pericolo della morte dopo anni in cui è stata propagandata un’esistenza dedita alla ricerca di un eterno presente. La speranza è che possa sedimentarsi una nuova consapevolezza capace di mettere finalmente in dubbio determinati …
maggio 1, 2020

Buon primo maggio!

di Beppe Sarno.

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Buon primo maggio! Forse. Io non me la sento di fare questo augurio perchè a causa delle restrizioni necessarie al contenimento della pandemia da Covid-19, quest’anno le piazze del mondo, in occasione del Primo maggio, saranno vuote e silenziose.

A piazza San Giovanni a Roma non ci sarà il concerto e la piazza testimone di tanti eventi sarà prigioniera del silenzio testimone per i pochi passanti della sconfitta di questa società egoista e ottusa.

D’altra parte in numerosi paesi dove la ricorrenza della festa del lavoro è formalmente riconosciuta, i diritti fondamentali non godono di altrettanta tutela e già negli anni passati ha subito forti misure repressive.

In Italia assistiamo da anni impotenti ad un attacco sistematico ai diritti dei lavoratori; l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori  è stato abolito non solo per il suo contenuto concreto ma anche e soprattutto perchè  esso era la rappresentazione legale della dignità dei lavoratori anche nel posto di lavoro.

la sinistra, i socialisti, i sindacati non sono riusciti  ad evitare questa sconfitta perchè la forza delle multinazionali e il ricatto di un Europa sempre più matrigna hanno avuto la meglio rispetto a quei pochi che hanno provato ad impedire questo disegno reazionario.

Diceva Maurizio landini “Credo che la decisione del Presidente del Consiglio e del Governo di modificare l’Art. 18, risponda a un’idea sbagliata in cui si pensa che per uscire da questa crisi bisogna lasciare fare alle imprese quello che ritengono più opportuno, compresa la libertà di licenziare.” e così è stato.

Quest’idea sbagliata, come la definiva Landini, ha preso il sopravvento ed ha vinto ogni resistenza. I decreti sicurezza del governo dei 5 stelle e della lega nati per contrastare l’immigrazione clandestina rappresentano un’ulteriore sfida nei confronti dei lavoratori ed un’ulteriore riduzione dei diritti.

La Finlandia quest’anno ha rinunciato a dare la caccia alle balene, ma nel mondo, dalle nazioni più evolute fino ai regimi più oppressivi non si ferma la corsa alla mortificazione del mondo del lavoro cosicché le coscienze dei lavoratori son sempre più fiaccate ed ognun vive il proprio personale dramma senza più voglia di condividerlo con altri e di lottare e  difendersi per affermare il principio che i diritti conquistati con anni di lotta sono inviolabili.

“Pietà l’è morta” recita una canzone e con essa la solidarietà.

Aspettiamo con ansia i prestiti dalla BCE, dal Mes in qualunque forma essi arrivino, dimenticando che questi soldi prima o poi bisognerà restituirli e questa restituzione sarà contrassegnata da ulteriori sacrifici e da ulteriori riduzione di diritti

Il primo maggio 1947 i contadini siciliani si radunarono a Portella della Ginestra per celebrare la festa del lavoro. il calzolaio Giacomo Schiro segretario della sezione socialista di Piana,diede inizio al suo discorso “Compagni lavoratori siamo qui riuniti per festeggiare il primo maggio festa dei lavoratori” fu l’incipit, ma  il discorso fu interrotto da raffiche di mitra che lasciarono per terra decine di morti. Dalle dieci e trenta del mattino per dieci interminabili minuti fu un susseguirsi di spari e di morti.

L’assemblea costituente a seguito di quel drammatico evento votò una risoluzione presentata da Pietro Nenni in cui nel condannare l’eccidio di Portella della Ginestra  in cui si invitava la nazione a trovare ” nella legalità democratica l’inderogabile limite di ogni pubblica manifestazione”.

Gli operai metalmeccanici della Lombardia offrirono mezz’ora di salario i favore delle famiglie delle vittime, fu proclamato un sciopero generale di protesta a partire dal tre maggio. Tutti i lavoratori italiani si unirono allo sdegno ed al dolore.

Ad  primo maggio nato sotto il segno dell’aggressione ai diritti dei lavoratori fu data una risposta univoca dalla classe politica e dai lavoratori.

La solidarietà della classe operaia, dei lavoratori tutti diede in quell’episodio un prova di forza  che fu un monito e indicò quale fosse la strada da seguire per ricostruire l’Italia distrutta da venti anni di nazifascismo.

Fu quello stesso spirito che animò le lotte operaie degli anni sessanta dove ad una risposta padronale che trovò nella Fiat di Valletta la punta di diamante  si rispose con  una dura lotta che chiedeva e pretendeva il riconoscimento del valore e della dignità del lavoro negata da salari troppo bassi, da gerarchie e divisioni tra operai, tecnici, impiegati, da una ferrea disciplina di fabbrica e da un altrettanto ferreo controllo della produttività.

Fu quella lotta come lo era stata la risposta alla strage dei Portella della Ginestra che portò all’affermarsi dei diritti dei lavoratori che troverà il suo approdo, nel 1970, nello Statuto dei diritti dei lavoratori, ma a cui non si sarebbe arrivati senza lo choc determinante della rivolta operaia del 1969.

Allo statuto dei lavoratori fece seguito il riconoscimento di altri diritti  fondamentali, la normativa sulla tutela della maternità, le prime regolamentazioni del mercato del lavoro, le regole sugli affitti e sulle case pubbliche.

Io credo che oggi come allora bisognerebbe ritrovare quel vigore e quella vitalità che allora consentì ai lavoratori di diventare e restare per decenni un protagonista della vita sociale e politica del Paese. Senza questo protagonismo senza questa rinnovata voglia di lottare il primo maggio sarà sempre più svuotato del senso sacro che  il sacrificio di migliaia di lavoratori gli aveva dato.

Aspettare soluzioni date non potrà che condurci che a nuove forme di dittatura mascherate da una parvenza di democrazia.

 

 

aprile 28, 2020

Vaccino coronavirus, buone notizie: potrebbe arrivare in autunno

 

Vaccino coronavirus, buone notizie: potrebbe arrivare in autunno

Le ricerche sono iniziate con i test sulle scimmie avviati circa un mese fa, su una specie di macachi con un DNA molto simile al nostro. Da qualche giorno la sperimentazione dell’antidoto è iniziata anche sugli uomini.

Incrociando i dati delle due ricerche, il team dell’Università britannica potrà rompere il silenzio e pubblicare i risultati di quella che al momento sembra essere la più avanzata ricerca per il vaccino anti COVID-19.

Vaccino per il coronavirus: quando sarà disponibile

I ricercatori si dicono molto ottimisti e secondo le prime indiscrezioni la produzione del vaccino su larga scala potrebbe iniziare già a settembre, rendendo disponibili milioni di dosi in autunno. Il potenziale antidoto è nato da una collaborazione italo-britannica tra la Advent-IRBM, una piccola azienda di bioingegneria, situata a Pomezia, alle porte di Roma e il Jenner Institute dell’università di Oxford.

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Vaccino coronavirus: quello che non ci dicono

Il vaccino è stato realizzato utilizzando una tecnologia già sperimentata in passato su altri coronavirus, e diversamente dagli altri tipi di antidoti non conterrà esattamente l’agente patogeno responsabile della COVID-19 ma solamente una parte del suo genoma inserito in un altro virus del tutto innocuo per l’uomo.

Anche una ragazza italiana tra le “cavie”

Tra le prime persone a testare il vaccino per il coronavirus c’è anche una ragazza italiana di 32 anni. Elisa Granato è una ricercatrice di zoologia dell’università di Oxford ed è stata la seconda persona a sottoporsi alla sperimentazione. La sua iniezione è stata trasmessa in diretta TV dalla BBC.

La ragazza è stata da subito investita da una grande ondata di popolarità sui social, e soprattutto su twitter dove ha fatto sapere che:

“Finora sto benissimo, l’intero team sta facendo un lavoro eccellente monitorando e sostenendo tutti i partecipanti. Il vaccino non contiene proprio il COVID-19 c’è solo una piccola parte inserito in un virus differente e non nocivo. In questo modo si evita che possa propagarsi, ma può potenzialmente attivare il sistema immunitario e proteggerci così dalla COVID-19”.

La ricercatrice rassicura tutti i follower aggiungendo che: “Non verrò infettata di proposito col COVID-19, lo studio punta alla produzione di anticorpi, al di là degli eventuali effetti collaterali, e alla copertura immunitaria nel mondo reale nei prossimi mesi“.

aprile 25, 2020

Intervista a Carmelo Barbagallo Segretario confederale UIL x Critica Sociale

Intervista a Carmelo Barbagallo Segretario confederale UIL x Critica Sociale

di Beppe Sarno

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 1)Il lavoro è fondamento della nostra società come sarà possibile difenderlo dopo la crisi del coronavirus in cui molte imprese non riapriranno mettendo per strada migliaia di famiglie?

R)Il lavoro è alla base della nostra Costituzione ed è l’unica ricchezza di cui disponiamo per risollevare il Paese. Lo si è visto chiaramente anche in questa tragica vicenda del Covid-19, che ha sconvolto la nostra quotidianità e ha stroncato la vita di migliaia di nostri concittadini. È solo grazie al lavoro, talvolta eroico, di tante categorie di lavoratori se stiamo evitando il tracollo. E sono tanti anche coloro che, con le innovative tipologie contrattuali, stanno continuando a dare il proprio contributo anche dalle proprie case. Il lavoro resta il pilastro per la crescita del Paese. Faremo di tutto, dunque, per evitare che si perda questo patrimonio, che i lavoratori restino senza la propria attività e senza garanzie e che chiudano le imprese. Pertanto, dovranno essere messi in campo, per tutto il tempo necessario, gli ammortizzatori sociali necessari ad assicurare una continuità di reddito, ma anche una prospettiva di ripresa produttiva, indispensabile per rilanciare il Paese. Noi crediamo che quella che stiamo affrontando sia una guerra, del tutto insolita, ma pur sempre una guerra. Dunque, sarà necessario approntare un sistema economico coerente con uno scenario post bellico. Sono convinto che il nostro Paese abbia le potenzialità per vivere una stagione di ricostruzione, come accadde negli anni Cinquanta e Sessanta. In questo quadro, sarà necessario definire anche un nuovo modello fiscale che privilegi il lavoro e che riduca le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Se infatti, queste categorie avranno le risorse necessarie per acquistare i beni e i servizi prodotti dalle nostre imprese, anche queste ultime potranno dare continuità alla loro attività.

2)Non crede che manca un progetto di ripresa economica che possa effettivamente rilanciare l’economia italiana?

R)Premesso che l’obiettivo prioritario, ora, è quello di uscire, tutti insieme, da questa drammatica situazione di emergenza sanitaria ed anche economica, ribadisco un convincimento e una proposta che sosteniamo da anni. Noi pensiamo che la leva più efficace per risollevare l’economia sia quella degli investimenti pubblici e privati in infrastrutture materiali e immateriali. Tutte le altre opzioni rischiano di essere solo dei palliativi. Questa impostazione vale per tutto il Paese, ma in particolare per il nostro Sud, che deve trasformare le proprie potenzialità in un’opportunità di crescita a vantaggio dell’intera nazione. A questo proposito, vorrei ricordare che il periodo in cui il gap tra Nord e Sud si è maggiormente ridotto è stato quello in cui ha operato la Cassa per il Mezzogiorno. Poi, emersero fenomeni di corruttela e decisero di porre fine a quell’esperienza. Purtroppo, però, hanno eliminato lo strumento, ma la corruzione è rimasta. Non sono un nostalgico di quella fase, ma penso che si debba provare a rilanciare una sorta di Cassa per il Mezzogiorno 4.0 . Lo si chiami come si vuole, l’importante è che si attivi un piano di interventi straordinari che ridia slancio all’economia del Sud e del Paese. In questo quadro, è fondamentale utilizzare, sino all’ultimo centesimo, i finanziamenti che ci pervengono dall’Unione europea. Oggi, purtroppo, molta parte di quelle risorse vengono perdute: è inaccettabile. Ecco perché, a più riprese, abbiamo proposto di commissariare ad acta le Regioni che non provvedono ad attivare i relativi progetti e che, dunque, non spendono quei soldi che vengono poi stornati agli altri Paesi europei.

3)È possibile ora riprendere la lotta per il ripristino dellarticolo 18?

R)Le battaglie fatte in questi ultimi anni hanno impedito che fosse smantellato del tutto il sistema dei diritti conquistati nel corso dei decenni. Siamo riusciti a porre un argine a uno sfrenato liberismo espresso, in particolare, da alcune multinazionali che scorrazzano nel mondo, facendo il bello e il cattivo tempo. Ma, purtroppo, la lotta è davvero impari. Lo stesso articolo 18, anche se fosse reintrodotto nella sua formulazione originaria, non sarebbe sufficiente a fermare le dismissioni di massa operate da quelle multinazionali. Contro i rischi di licenziamenti collettivi, oggi servono strumenti ancora più incisivi. Ad esempio, a chi volesse trasferire all’estero la propria produzione, bisognerebbe richiedere la restituzione di tutti gli aiuti economici ottenuti a qualsiasi livello: bisogna, insomma, colpirli nel portafoglio e nei loro interessi.

 

4)Il nostro sistema sanitario ha retto e i medici e tutto il personale sanitario hanno dimostrato un’efficienza per molti inaspettata, non crede che da ora in poi bisogna ripensare ad un modello di sanità pubblico diverso?

R)Nonostante le enormi difficoltà e alcune contraddizioni, il nostro sistema sanitario nazionale ha risposto con eccezionale efficacia. Medici e infermieri si sono prodigati al limite dell’eroismo, pagando anche con la propria vita il loro servizio. Quando questa pandemia sarà sconfitta, nulla potrà più essere come prima. Bisognerà  battersi perché prevalga davvero l’idea di una visione sociale dell’economia. Che non ci siano più tagli indiscriminati alla sanità, al welfare, all’assistenza. Non solo. Tutti quei lavoratori che vengono indicati come eroi ogni volta che si verificano eventi che li vedono protagonisti, dai vigili del fuoco alle Forze dell’ordine, dai medici agli infermieri, non potranno essere ringraziati semplicemente con una pacca sulla spalla e poi dimenticati. Si pone, cioè, una questione complessiva di valorizzazione del lavoro. Ecco perché chiederemo, per via contrattuale, condizioni economiche decisamente più gratificanti per i lavoratori dipendenti che meritano questi riconoscimenti in vita e non solo a futura memoria.

 

5)Qual è il suo giudizio sul fenomeno degli anziani lasciati morire nelle case per anziani?

R)È un fatto di una gravità inaudita. Confidiamo nell’operato della Magistratura per fare piena luce su questa tragedia. Gli anziani sono la parte più debole della popolazione e, in questa vicenda, sono stati i più colpiti. Dal punto di vista psicologico, ciò rappresenta un peso spesso difficile da gestire. Già di per sé la loro condizione genera incertezze e, talvolta, paure. Peraltro, moltissimi hanno assegni pensionistici ai limiti della sussistenza. Ecco perché avevo proposto di sospendere la rata mensile dell’eventuale “quinto” della pensione: può essere un segnale di tranquillità che vale la pena mettere in campo, senza particolari costi aggiuntivi. In questo periodo sono stati previsti aiuti per così tante categorie che sarebbe un’ingiustizia non estenderli anche ai pensionati, veri e propri “ammortizzatori sociali” del Paese, spesso pronti a intervenire per dare un piccolo sostegno ai propri familiari in difficoltà. La battaglia contro il virus e, poi, per la ripresa dell’economia, la si vince tutti insieme, restando uniti e non creando dannose contrapposizioni che non avrebbero alcun senso.

 6)Molti propongono un’Italexit: per il suo sindacato può essere una soluzione?

R)Per entrare in Europa, abbiamo fatto mille sacrifici: non vorrei che fossimo costretti a  farne il doppio per uscirne. Non è questa l’Europa che vogliamo consegnare ai nostri figli. Ma per cambiarla, bisogna starci dentro. Dobbiamo costruire un’Europa sociale, del lavoro, dei diritti e per lo sviluppo e sconfiggere la politica del rigore che ha messo in difficoltà tutti gli Stati membri, in particolare il nostro Paese. Questa è l’unica strada da seguire per rinverdire il sogno dei nostri Padri fondatori dell’Europa e per dare una prospettiva di crescita al vecchio Continente e, dunque, ai nostri figli e nipoti.

 

7)Infine, in questi giorni Papa Francesco ha dato indicazione precise, ha detto infatti “ Forse è giunto il momento di pensare a una forma di retribuzione universale di base che riconosca e dia dignità ai nobili e insostituibili compiti che svolgete; un salario che sia in grado di garantire e realizzare quello slogan così umano e cristiano: nessun lavoratore senza diritti”. Cosa ne pensa?

R)Quando fu eletto Papa Francesco, disse che avrebbe voluto una Chiesa povera per i poveri. E allora pensai: i poveri aumenteranno. Così è stato. Nel mondo, i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più numerosi e poveri. Non c’è dubbio, dunque, che è necessario recuperare l’esperienza del welfare state in forme sempre più rinnovate e, dunque, anche con sostegni al reddito che consentano di salvaguardare la dignità delle persone. C’è però da mettere in atto una politica che provi a risolvere il problema alla radice, preventivamente: bisogna evitare cioè che le persone diventino povere. E questo è possibile – e qui ci ripetiamo – solo si valorizza e si crea lavoro con forme di investimento pubblico e privato e con una più equa redistribuzione della ricchezza, agendo sulla leva fiscale.

 

 

 

 

 

 

 

 

aprile 25, 2020

25 aprile: tricolore all’ambasciata Iraq

‘Solidarietà a Paese amico,al fianco Italia in lotta a Covid-19’

(ANSA) – ROMA, 25 APR – Nell’ambito dell’Iniziativa Araba di Solidarietà con l’Italia nella lotta contro il Covid-19, lanciata dal Consiglio degli Ambasciatori Arabi all’inizio di aprile, e in solidarietà con le celebrazioni per la Festa della Liberazione italiana del 25 aprile, l’Ambasciata della Repubblica dell’Iraq a Roma illumina la propria sede con i colori della bandiera italiana per “esprimere – sottolinea in una nota – i sentimenti di solidarietà con il Paese amico e la profondità delle ottime relazioni che legano il popolo iracheno e quello italiano, ed in segno di apprezzamento allo spirito di pazienza e di determinazione espressa dal popolo italiano nell’affrontare la pandemia”.
“L’Iraq resta a fianco dell’Italia, ne condivide i dolori, ed è solidale con il suo popolo amico”, sottolinea nella nota l’Ambasciatrice Safia Taleb Al-Souhail.