Posts tagged ‘costituzione’

maggio 3, 2020

Il carcere è da abolire!

Gherardo Colombo spiega perché il carcere è da abolire (INTERVISTA di N.

STEFANIA D’ALESSANDRO VIA GETTY IMAGES

aprile 16, 2020

Fare squadra.

Di Gaetano Colantuono.

Abbiamo bisogno non di un leader mediatico, ossia funzionale ai media per vendere o vendersi, ma di un gruppo dirigente all’altezza dei compiti sul piano politico e anche umano.

Una squadra, insomma, non un leader. Fare squadra, non assumere leadership che per lo più hanno portato alla deriva. Assenza di settarismo interno ma collaborazione entro regole chiare.
Dare continuità al progetto negli enti locali, nel sindacato, nei movimenti e nelle auspicabili mobilitazioni popolari, senza delle quali noi siamo inutili, anzi siamo fritti.

Noi storicamente le congiure di palazzo le subiamo soltanto. Noi conoscemmo conquiste solo col binomio lotte popolari-lavoro nelle istituzioni.

1. NESSUNA VOCE PREVALGA SULLA DIFESA E ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE.
2. Casse di resistenza.
3. ABROGAZIONE DEI DECRETI SICUREZZA E RIPRISTINO DELL’ART. 18.
4. ABROGAZIONE DELLA REVISIONE DEL TITOLO V NEL 2001.
5. MULTIPOLARISMO COERENTE.

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marzo 24, 2020

Emergenza in solitudine.

Gli errori del decreto cura – italia.

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Il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi (LaPresse)

Si può governare l’emergenza in solitudine? L’esperienza dimostra che nelle situazioni di crisi il potere si concentra inevitabilmente nelle mani di pochi. Perché così le decisioni si adottano più velocemente. Perché la catena di comando è più diretta. Perché minore è il grado di resistenza del sistema. E così sta avvenendo anche in Italia, dove il Presidente del Consiglio ha assunto il compito di dettare le disposizioni emergenziali anti-coronavirus.

A dispetto della Costituzione, aggiungiamo, perché la Costituzione è assai chiara sul punto, come peraltro in questi giorni qualcuno si affanna a ripetere. La Costituzione prescrive che “nei casi straordinari di necessità ed urgenza” spetta al Governo tutto assumersi la responsabilità di adottare un particolare provvedimento, il decreto-legge, dotato di un’efficacia temporanea e provvisoria di soli sessanta giorni. Tale atto va preventivamente sottoposto all’emanazione del Capo dello Stato. Deve essere immediatamente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, ed altrettanto repentinamente presentato in Parlamento. Le Camere devono essere rapidamente ed appositamente convocate, potendo approvare il provvedimento governativo, convertendolo così in legge, oppure, in caso di mancata approvazione, determinandone la perdita totale e retroattiva di efficacia, facendone cioè venire meno anche gli effetti già prodotti.

Invece si è scelta una strada del tutto diversa, quella dei Dpcm, che in nulla rispettano i principi posti dalla Costituzione per i provvedimenti d’urgenza. Per di più, la strategia comunicativa ripetutamente adottata ne ha aggravato la dimensione autocratica, per non parlare dei tanti dubbi e problemi applicativi. Questi atti hanno sinora goduto di diffusa effettività, cioè, pur trattandosi di atti palesemente illegittimi, sono stati osservati dalla maggior parte della collettività come se fossero validamente adottati.

Sinora le critiche a questo meccanismo extra ordinem sono state considerate con qualche fastidio anche da una parte degli stessi esperti: innanzi al dramma delle decine di migliaia di persone vittime del contagio, davanti alla morte che funesta città e paesi, cosa mai può interessarci della “forma” in cui è esercitato il potere di emergenza?

Tuttavia i giuristi conoscono bene il funzionamento del principio di effettività: esso consente di sanare in via di fatto i vizi degli atti pubblici, anche i più gravi difetti. Ma quando, per qualunque motivo, l’effettività viene meno, il castello crolla, e il disordine sociale si riappropria rapidamente di ogni spazio, impedendo anche agli stessi poteri legittimi lo svolgimento della loro funzione essenziale: regolare il pacifico e ordinato svolgimento della vita associata.

Ed allora è interesse comune assicurarsi che anche nelle condizioni di crisi, soprattutto in una situazione così dirompente come l’attuale, il potere sia esercitato nel rispetto dei limiti previsti dalla Costituzione, e ciò proprio a garanzia della pacifica e ordinata convivenza.

Sino a quando alla solitudine del potere di emergenza, comunque esso sia stato acquisito, si accompagnerà la fiducia collettiva nel leader del momento, nulla quaestio. Ma quando alla solitudine si accompagnerà la diffusa delegittimazione del governante, il pericolo del caos sarà dietro l’angolo. In democrazia, soprattutto, la legittimazione del potere si mantiene a condizione che si rispetti l’equilibrata ripartizione dei compiti e delle responsabilità non solo tra le istituzioni, ma anche tra queste e le forze politiche, economiche e sociali.

In queste ultime ore la delegittimazione appare montante: le singole Regioni si organizzano in autonomia e decidono regole differenziate da quelle nazionali; le forze sindacali protestano vivacemente, attuano scioperi locali e minacciano l’arma più grave, lo sciopero nazionale; le forze datoriali e delle professioni manifestano con veemenza le loro critiche; il mondo dell’informazione appare palesemente scontento delle distorsioni presenti nelle prassi comunicative; i cittadini sono sempre più spaesati innanzi al moltiplicarsi di annunci, di regole differenziate e di provvedimenti restrittivi di cui non si comprende davvero l’effettiva giustificazione; i costituzionalisti lanciano vibrati appelli al Capo dello Stato affinché sia ripristinata la legalità costituzionale.

Per riacquistare legittimazione, c’è una sola via: tornare sulla retta via della Costituzione e rinunciare al potere solitario. Non basta, come risulta dall’ultimo Dpcm, decentrare alcune delicate competenze al ministero dello Sviluppo economico o ai singoli prefetti. Il primo potrà modificare, a sua discrezione, la tabella che stabilisce le attività economiche esentate dalla chiusura; i secondi potranno autorizzare localmente la deroga rispetto ai divieti nazionali, là dove ritengano, in piena autonomia, che specifiche attività economiche siano “di rilevanza strategica per l’economia nazionale”. Anzi, si tratta di attribuzioni di poteri che, mancando ogni limite e qualunque condizione, stridono ancor di più con la vigente Costituzione.

Gli appelli alla scienza e alla coscienza non bastano. Senza realizzare una vera condivisione istituzionale, sociale ed economica, la crisi sanitaria travolgerà tutti, a partire da coloro che hanno preteso di affrontarla da soli.

gennaio 28, 2014

Porcellum due.

 

urnaL’articolo. 48 della Costituzione dispone al comma secondo, che “il voto è personale ed eguale, libero e segreto”, precisando, nell’ultimo comma che “il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei caso di indegnità morale indicati dalla legge”.
In base a questi principi e soprattutto alla qualificazione costituzionale del voto come ”eguale” e “libero”, non ostante talune aperture alle liste minimamente bloccate fatte dalla sentenza della Corte costituzionale, ritengo che il “premio di maggioranza” incida negativamente sul principio dell’eguaglianza del voto, poiché i votanti della compagine vincente avrebbero un voto di forza maggiore di quelli della compagine perdente, mentre le liste anche minimamente bloccate incidano negativamente sul principio della libertà del voto, nel senso che il cittadino è costretto a votare un candidato già nominato dal partito che egli vorrebbe votare. Date queste premesse, appare molto evidente che il nuovo “porcellinum” si presenta come una riedizione del “porcellum” con qualche piccola limatura. Infatti dare la maggioranza a chi raggiunge il 35 per cento dei voti significa non tener in alcun conto le prescrizioni costituzionali ed altrettanto deve dirsi a proposito delle liste bloccate che contengono un numero di nominati pari ai seggi posti in votazione..
Ne consegue che questa proposta di legge presenta tutte le illegittimità riscontrate dalla Corte costituzionale a proposito della legge sul “porcellum”, con l’aggravante che contrasta anche con una sentenza della Corte costituzionale, quella abolitrice del porcellum, violando anche l’art. 136 della Costituzione, secondo il quale la legge dichiarata illegittima dalla Corte “cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione”. Insomma, il legislatore non può, con una legge successiva, ripristinare, nella sostanza, quella dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. In conclusione, la proposta di legge Renzi-Berlusconi è ancor più illegittima del “porcellum”, poiché viola anche l’efficacia di una sentenza della Corte costituzionale.

*Vice Presidente emerito della Corte costituzionale

(da Spazio Lib-Lab)

novembre 18, 2013

La scuola come è voluta dalla Costituzione


Entra in vigore la nuova normativa sulla scuola. Tra chi ne denuncia la poca efficacia e chi ne esalta alcune innovazioni, proponiamo un’analisi dettagliata del nuovo provvedimento. Ecco cosa contiene e cosa manca.
“L’art. 34 dice: ‘I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi’. Eh! E se nonVisualizza altro

ottobre 24, 2013

Quattro di quorum.

costituzione-riforma-maggioranza-qualificata-il-manifesto

Costituzione, colpo di mano e con la maggioranza qualificata non ci sarà il referendum.
E voi continuate ad aprire con Berlusca e Merkel etc. La vignetta oggi su il manifesto.

ottobre 12, 2013

Revelli: larghe intese per manomettere la democrazia


Siamo alla manomissione bipartisan della Costituzione. Pd e Pdl hanno tradito la saggezza dei nostri Padri costituenti facendo saltare quella fondamentale clausola di salvaguardia, vorrebbero cambiare decine di articoli della Carta e la stessa forma di governo: dalla democrazia parlamentare a un qualche tipo di presidenzialismo, d’altra parte g…Visualizza altro

— con Piccione 1° e Piccione 2°

luglio 3, 2013

Cancro, chi è povero muore.


Daniela Minerva – Per la prima volta in Italia due farmaci oncologici sono stati messi in vendita solo a pagamento: chi vuole curarsi deve pagare più di mille euro a settimana. E’ una violazione della Costituzione, ma il governo fa finta di niente
(01 luglio 2013)
Non se ne è accorto nessuno. Ma presto se ne accorgeranno i malati di cancro. Perché, in barba alla CostituVisualizza altro

giugno 8, 2013

riforma costituzionale. E poi?

polizia-picchia-operai-terni-articolo-1

Terni, lavoratori ex Thyssen occupano binari. Sindaco ferito: “Violenza incomprensibile degli agenti“. Poi in serata fermato un presunto aggressore.

giugno 5, 2013

Come fregarci.

presidenzialismo-suffragio

Dai, continuiamo a fare la festa alla Costituzione.