Posts tagged ‘corriere della sera’

marzo 22, 2020

Sul corpo di Matteotti, le falsità di Vespa

di MARIO GIANFRATE

La tesi riproposta dal giornalista era stata denunciata in passato dallo storico Caretti

Nuovo tentativo di distorcere la verità storica sull’assassinio di Giacomo Matteotti, deputato e segretario del Partito Socialista Unitario, ucciso dalla Ceka, un’organizzazione criminale alle dirette dipendenze di Mussolini, di cui era capo Amerigo Dumini. Matteotti, in un discorso alla Camera nella seduta del 30 aprile 1924, aveva accusato senza mezzi termini e con un discorso che la stampa fascista definì “provocatorio” i brogli e le violenze con cui il fascismo aveva vinto le elezioni. Nella seduta fissata per l’11 giugno, si era sparsa voce che avrebbe fatto un intervento accusando Mussolini di aver presentato un bilancio fasullo ma, soprattutto, avrebbe denunciato un giro di tangenti legate all’affare Sinclair, la società petrolifera americana che, per ottenere il monopolio dello sfruttamento del petrolio in Italia, aveva elargito “mazzette” al Re e al fratello di Mussolini, Arnaldo, direttore del Popolo d’Italia.

Il 10 giugno, però, giorno prima della prevista seduta parlamentare, Matteotti è rapito e assassinato dagli squadristi di Mussolini.

Ora è Bruno Vespa ha riproporre una vecchia e menzognera tesi secondo la quale il Duce, dopo l’assassinio del martire socialista, avrebbe aiutato la famiglia di Matteotti con elargizione di soldi.

Una tesi antistorica – ma da Vespa non si poteva pretendere altro – e che tenta ignominiosamente di trasformare Javert, il truce poliziotto de I Miserabili di Victor Hugo, da persecutore di Jean Valijean in una sorta di Madonna delle Grazie.

Su questo aspetto su cui la canea fascista tenta a più riprese di speculare, ha già risposto qualche tempo addietro lo storico Stefano Caretti, già docente di Storia Contemporanea all’Università di Siena, Presidente dell’Associazione Pertini e vicepresidente della Fondazione Turati (che conserva l’Archivio Matteotti), è curatore dell’opera omnia matteottiana, con una decina di volumi già pubblicati da Nistri-Lischi. In una intervista rilasciata qualche anno fa al Corriere della Sera, a firma di Marzio Breda, il prof. Caretti fa chiarezza sull’argomento, smentendo con prove inconfutabili la tesi secondo la quale Velia, consorte del Martire, chiede denaro “macchiato dal sangue del marito” a Mussolini. “Bisogna riandare agli anni dopo il delitto – precisa Caretti nell’intervista. Al momento della morte, i beni di Matteotti furono stimati in 1.203.000 lire: un grosso patrimonio, insomma. Che fu presto danneggiato da incendi, devastazioni, avvelenamento di bestiame compiuti da una famiglia di fittavoli fascisti. La crisi precipitò alla morte di Isabella, la madre di Giacomo che reggeva le sorti della proprietà; Velia dovette chiedere all’Istituto Sanpaolo di Torino un mutuo che era ampiamente garantito dalla tenuta di 2.700 pertiche e da numerose proprietà edilizie. All’inizio il prestito non fu concesso, fino a quando tutto si sbloccò grazie a una campagna internazionale sensibilizzata da Oda Olberg e da Sylvia Pankhurst”. Insomma: Mussolini era intervenuto o no, a favore dei Matteotti? – interroga il giornalista: “Suggerirlo fu una mossa propagandistica, e infatti il Duce fece pubblicare la notizia su un giornale parigino, per sopire quella campagna di stampa e condizionare la vedova. Poco dopo, comunque, Velia si affidò a un nuovo amministratore al posto di quello che le era stato messo in casa come spia del regime, e vendette le proprietà per 3.240.000 lire. Il mutuo fu estinto insieme ad altre pendenze e, con il ricavato, la vedova acquistò nel 1936 una tenuta di 300 ettari in Friuli, lasciando ai figli una liquidità di 1.621.000 lire. C’è un rapporto del prefetto di Rovigo, a confermare questi dettagli e a fare giustizia di qualsiasi sospetto di “regali” del dittatore alla famiglia della sua vittima”.

maggio 30, 2013

“OTTUAGENARIO MIRACOLATO DALLA RETE”

2013-05-30-Rodot.jpgGrillo con la sua folle isteria dimostra di essere quello che è un miserabile in cerca di gloria, che nulla ha a che vedere con la sinistra e  con la democrazia. In pochi giorni ha scaricato la Gabbanelli ed ora anche Stefano Rodotà. Fra un pagliaccio e un comico scelgo la democrazia.

maggio 29, 2013

Forza Roma, Forza Lazio.

 

“E Alemanno dà la colpa al derby”. Leggiamo dal Corriere della Sera di oggi:

ROMA — Alle nove di sera, col computer aperto sul sito del Viminale, i dati che scorrono e la sconfitta, al primo turno, che diventa sempre più netta, Gianni Alemanno — occhi stanchi, maniche di camicia, niente cravatta — ammette: «Ho sottovalutato il derby…». Non Ignazio Marino. O il giudizio dei romani. La finale di Coppa Italia è il «colpevole», secondo il sindaco uscente: «È stato — dice — un trauma impressionante per la città, e non abbiamo ben valutato il tifo calcistico, che ha bloccato 200 mila persone». Ma perché il derby avrebbe danneggiato il centrodestra? Forse perché le curve, romanista e laziale, è lì che votano? «Non è questo. Ma per la tipologia delle candidature: quella di Marino è più lontana dallo stadio».

maggio 26, 2013

Però parla bene.

 

Il senatore Giulio Tremonti, dopo due mesi e mezzo di legislatura, ha già maturato un bel 94% di assenze, stando ai dati ufficiali del Senato. Fece lo stesso durante l’anno di Mario Monti, e ora continua a saltare voti e sedute. Ma allora ci si chiede, dove sarà mai finito il nostro ex ministro dell’Economia? Al Corriere della Sera ha dichiarato:

“Che fine ho fatto? Sono spesso all’estero, a cercare materiale per il libro che scriverò”.

Ah ecco.

marzo 22, 2013

Stiamo uccidendo il pianeta.

Una balenottera di 17m per 2,5 tonnellate è stata ritrovata a Rosignano, vicino Cecina, lungo litorale livornese, spiaggiatasi a due passi da uno stabilimento balneare: il cetaceo, avvistato da giorni, è arrivato a terra il 19 marzo scorso, già morto.

Balena spiaggiata in Toscana: una morte annunciata dai delfini

Questo è solo l’ennesimo episodio di un cetaceo, dopo che oltre 80 stenelle striate (un tipo di delfino dei nostri mari), morte lungo le nostre coste tirreniche; le cifre del 2013 hanno sballato completamente ogni statistica precedente: non si era mai vista una morìa simile.

Si avvicinava alla spiaggia con un movimento irreale, sospinta da onde e correnti: era già morta poveretta

è la triste testimonianza di alcuni pescatori toscani al Corriere della Sera. La balenottera era morta da giorni, ben prima di spiaggiarsi a Rosignano; per morire ha scelto un tratto di mare e di spiaggia del cosiddetto Santuario dei cetacei; niente di così strano, per carità, ma la morìa di delfini che ha preceduto il decesso di questo grande cetaceo ha fatto saltare la mosca al naso, ormai da settimane, al Ministero dell’Ambiente ed alla Rete nazionale spiaggiamenti marittimi.

Esperti dell’Arpat e alcuni veterinari e biologi marini dell’Università di Padova hanno effettuato prelievi di tessuto dalla balena e già domani si dicono possibilisti di ottenere qualche notizia in più in merito a questo ennesimo misterioso decesso: il sospetto che si tratti della stessa forma di morbillo (dolphin morbillivirus) che ha colpito le stenelle è fortissimo: il fatto che si tratti in entrambe le fattispecie (stenelle e balenottera) di cetacei da, senza ulteriori elementi, quasi una conferma di questa infezione.

Inizialmente era stato ipotizzata la responsabilità del photobacterium damselae ma, per esser chiari e onesti, gli studiosi non sono ancora riusciti completamente a raccapezzarsi sulla questione.

Una morte decisamente annunciata, visti i trascorsi degli ultimi 3 mesi e mezzo, ma che viene assorbita come una specie di cataclisma naturale, nella totale incapacità di dare risposte concrete sulle cause e le soluzioni. Anche Greenpeace parla di una morte annunciata, provocata dall’inquinamento.

marzo 7, 2013

La stupidità degli italiani fa crescere Grillo.

  Beppe Grillo   Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo mette la freccia e sorpassa la coalizione di centrodestra. È quanto risulta dal sondaggio Ispo di Renato Mannheimer presentato oggi sul Corriere della sera. Oltre al M5S, l’unico partito a fare registrare una crescita è il Pd, con circa 2 punti in più rispetto alle elezioni appena concluse.

marzo 7, 2013

Fuori di testa.

Dice il guru del Movimento 5 Stelle – riporto dal Fatto Quotidiano:

“Nel 2018 il mondo sarà diviso in due blocchi: a ovest con Internet e a Est con una dittatura orwelliana. Nel 2020 ci sarà la Terza Guerra Mondiale (durerà vent’anni). Nel 2040 trionferà la rete democratica (Internet) (…) Nel 2050 un brain trust collettivo risolverà ogni problema mentre nel 2054 ci saranno le prime elezioni mondiali in Rete. Spariranno religioni, partiti e governi nazionali”.

marzo 7, 2013

Come negli anni venti.

 

Nuovo numero di Internazionale: a pagina 17 la traduzione di un articolo di El Pais, “la tercera Repùblica italiana“, orgogliosamente riportata da Beppe Grillo sul suo blog. Peccato per quella piccola “dimenticanza”. Sia l’autorevole settimanale, sia il leader del Movimento 5 Stelle, si scordano di riportare un passaggio abbastanza significativo, come mi segnala Davide Casati. El Pais scrive questo:
Como pasó en los años veinte del siglo pasado con el surgimiento del fascismo, el inagotable laboratorio político italiano ha parido una novedad absoluta en plena crisis de las democracias europeas: los indignados —jóvenes pero no solo— han tomado el Parlamento desde las urnas.
E cioè:

Come è avvenuto negli anni venti del secolo scorso, con l’ascesa del fascismo, il laboratorio politico italiano ha partorito una novità assoluta in piena crisi delle democrazie europee: gli indignati, giovani ma non solo, hanno preso il parlamento attraverso le urne.

Sul blog di Grillo arriva questo:

Il laboratorio politico italiano ha partorito una novità assoluta in piena crisi delle democrazie europee: gli indignati, giovani ma non solo, hanno preso il parlamento attraverso le urne.
Manca l’attacco del paragrafo, la parte in grassetto, e cioè “Come è avvenuto negli anni venti del secolo scorso, con l’ascesa del fascismo“: curiosa dimenticanza, pesante dimenticanza, che altera significativamente la traduzione del pezzo di El Pais, ed in un attimo la preoccupazione di una grande testata europea si trasforma in entusiasmo.
febbraio 26, 2013

Tutta colpa di Crozza.

Gianfranco Mascia, candidato di Rivoluzione Civile alle regionali in Lazio, spiega così il disastroso risultato elettorale del suo partito, guidato dall’ex pm Antonio Ingroia. Dal Corriere della Sera.

 

settembre 5, 2012

Era uno scherzo, ma non l’hanno capito.

 

Dunque, le cose sono andate più o meno così. Beppe Grillo pubblica sulla propria bacheca facebook un fotomontaggio con un falso scoop del Corriere della Sera. Roba fatta in casa, nemmeno troppo bene. Si capisce subito che è uno scherzo. Beppe lo scrive chiaramente, è una creazione dei grillini di Rimini. Ultimamente ha subito molte critiche, a volte ridicole ed ingiuste, a volte ben argomentate, e a mio avviso condivisibili. Probabilmente per sdrammatizzare un po’, della serie “ecco, manca solo che mi attacchino per una cosa del genere!“, decide di postare questa prima pagina patacca.
E da lì in poi, un immediato, inarrestabile psicodramma a 5 stelle. Cascarci era impossibile, non solo per la qualità ed il contenuto dell’immagine, ma anche perché c’era scritto chiaramente, “fotomontaggio“. Bene: cinquemila like, duemila condivisioni, e soprattutto duemila messaggi di fan inferociti con il quotidiano diretto da Ferruccio De Bortoli, con la stampa italiana, con il mondo intero. Una maggioranza schiacciante di grillini, 80-90% minimo, ha creduto che quella prima pagina fosse realmente finita nelle edicole, e allora ecco il fiume di commenti imbarazzanti, anche violenti, autotrollata che non lascia scampo, epic fail senza mandanti esterni, che se questo è il “cambiamento“, se questo è il “futuro“, beh, c’è da preoccuparsi.