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novembre 2, 2010

Milano: il nuovo inceneritore? Inutile

Comuni e comitati di cittadini in provincia di Milano contrari al progetto del gruppo Falck per l’impianto di Trezzo sull’Adda.

 

Ha senso costruire un secondo inceneritore in una zona dove ne esiste già uno che viene sfruttato solo al 40% della sua capacità grazie anche alla accurata raccolta differenziata svolta dai cittadini? L’ovvia risposta dovrebbe essere: no.  Non sembra essere invece così per gli amministratori regionali lombardi che in Conferenza dei Servizi stanno valutando la richiesta di ampliamento dell’inceneritore di Trezzo sull’Adda presentata dalla società Prima s.r.l. del Gruppo Falck– che gestisce il termovalorizzatore trezzese. A monte del potenziamento il Piano provinciale di gestione dei rifiuti che prevede un aumento della produzione di circa 600 mila tonnellate. L’ampliamento dell’inceneritore è contrastato da cittadini e sindaci che si sentono penalizzati anziché premiati per la raccolta differenziata dei rifiuti che ha mantenuto le emissioni tossiche dell’impianto sotto la soglia di legge. Il 26 marzo 2010 ventisei sindaci dei comuni interessati dal problema richiedono un tavolo congiunto con Provincia e Regione per presentare le proprie obiezioni. Nessuna risposta. Il 27 maggio una nuova delegazione dei sindaci si reca ad una seduta del Consiglio provinciale a Milano. Al loro ingresso viene sospeso l’ordine del giorno e i capigruppo dei partiti si prodigano in gesti di solidarietà, esprimendo il loro disappunto nei confronti del progetto. Il primo settembre 2010 i sindaci Danilo Villa di Trezzo sull’Adda e Vittorio Mapelli di Grezzago si riuniscono con il presiedente della Provincia Guido Podestà . Nonostante tutto il processo di deliberazione del progetto di ampliamento prosegue e oggi nulla è stato sospeso. «Solo dei precisi atti amministrativi possono bloccare l’iter autorizzativo – denuncia Vittorio Mapelli – non bastano le semplici dichiarazioni d’intenti». Intanto il 20 ottobre scorso si è avviata la Valutazione d’impatto ambientale (Via) che, secondo le previsioni, si concluderà in  5 mesi.