Posts tagged ‘Consiglio nazionale dei geologi’

gennaio 27, 2013

Una scuola su due non ha il certificato di agibilità.

Una scuola su due non ha il certificato di agibilità

In Italia una scuola su due non ha il certificato di agibilità, 22 milioni di cittadini e 5,5 milioni di edifici sono esposti a un elevato rischio sismico. Sono i dati comunicati dal presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, poco prima dell’inizio dei lavori del convegno “Fenomeni naturali e catastrofi attese: il difficile ruolo della prevenzione in Italia”, organizzato dal Consiglio Nazionale nell’auditorium dell’Universita Gabriela D’Annunzio di Chieti.

“Attendiamo risposte, soprattutto dai candidati premier. L’unico ad averci risposto, finora, è Nencini del Psi, attendiamo quelle di Monti, Bersani, Berlusconi”, ha dichiarato Graziano, nell’auspicare che nei “programmi elettorali di partiti e movimenti trovi spazio il rischio sismico e idrogeologico dell’Italia”.

giugno 4, 2012

Mappa del rischio sismico aggiornata in Emilia, il ritardo è nelle misure di protezione.

mappa rischio sismico italia

La mappa del rischio sismico va aggiornata ed adeguata alla pericolosità effettiva delle aree colpite dal terremoto dei giorni scorsi. Alla luce delle scosse che hanno devastato alcuni comuni del ferrarese, del modenese ed anche del mantovano, bisogna rivedere e rivalutare un rischio trascurato. Questo è quanto si sente ripetere in questi giorni da più parti. Clini stesso ha affermato che va rivista la mappa del rischio sismico ma l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha replicato, senza tanti giri di parole, che questa discussione è priva di fondamento.

L’INGV ci tiene infatti precisare alcuni punti: anche se quella mappa venisse aggiornata, con i dati raccolti dalle scosse recenti, non ci sarebbero variazioni significative. La zona colpita resterebbe infatti a pericolosità media. Nello specifico in quella zona viene ipotizzata una magnitudo massima pari a 6.2 e le scosse di questi giorni non hanno, effettivamente, superato la forza attesa.

E allora cosa non ha funzionato, è davvero solo questione di aggiornamento delle mappe? Scaricare il barile su sismologi e geologi non porta che a trascurare il vero problema: manca una politica di protezione dalla vulnerabilità sismica. Inutile girarci tanto intorno. I terremoti non si possono prevedere ma i crolli si possono prevenire e scosse di quella magnitudo non dovrebbero causare un numero così elevato di vittime, lo ha ricordato anche Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, nei giorni scorsi, sottolineando che l’Italia non accetta di essere un Paese ad alto rischio sismico.

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maggio 21, 2012

Terremoti, quella parola prevenzione che fa tremare la politica.

Municipio di Sant'Agostino (Ferrara)

All’indomani del terremoto in Emilia Romagna, torniamo a recitare la favola di Pinocchio. Il saggio Grillo Parlante, il Consiglio Nazionale dei Geologi, viene nuovamente ospitato da giornali e tv e riconquista l’attenzione dei politici, ma verrà schiacciato, come al solito, dall’ultima scossa di assestamento. Quel colpetto che raddrizza tutto, territorio e coscienze, e che in Italia mette a tacere rischi e pericoli il tempo che basta a rimandare investimenti di vitale importanza.

Il refrain lo conosciamo tutti e lo ricordiamo anche oggi che è doveroso farlo: tre milioni di persone abitano in zone ad alto rischio sismico in Italia. I terremoti che scuotono la penisola sono circa duemila ogni anno ma non bastano a dare una scossa al costruito…male. Sei milioni gli edifici che si trovano in aree a rischio e le mappe sismiche sono troppo vecchie, andrebbero aggiornate. Il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, spiega che per mettere in sicurezza un patrimonio simile occorrono anni e… tanta pazienza. Ma anche rassegnazione: rassegnarsi ad un’opera giusta che non porta voti.

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ottobre 20, 2011

Sos geologi, persa 35% acqua potabile.

Sos geologi, persa 35% acqua potabile E’ troppa l’acqua che si perde nelle reti idriche, ormai dei veri e propri colabrodo. E nonostante questo nelle metropoli se ne riesce a sciupare ogni giorno fino a 400 litri per abitante, a fronte di una media nazionale di consumo che supera di poco i 200 litri a testa. Questo l’allarme lanciato dal forum sull’acqua ‘Fino all’ultima goccia’, organizzato dal Consiglio nazionale dei geologi a Roma. Si tratta – spiega il presidente Gian Vito Graziano citando dati Istat – di “una dispersione del 35% che ogni anno costa 200 milioni di euro, anche se per le riparazioni delle infrastrutture una stima prevede una spesa che va da 40 a 64 miliardi di euro”.

In Italia si consumano in media tra i 215 e 230 litri pro-capite al giorno (in Europa si va da 30 fino a 600), anche se nelle aree interne della Sicilia si scende a 150 litri a testa. Il 33% non ha accesso in modo sufficiente alla risorsa idrica, mentre il 32,8% non beve l’acqua del rubinetto. La suddivisione dell’uso dell’acqua vede in testa l’agricoltura con il 67%, seguita dall’industria con il 18% e dagli usi domestici con l’8%. Al loro interno l’agricoltura che ‘beve’ di più è quella del nord Italia (80%), appena l’1,4% il centro, e il 4,2% per il sud. Quello che preoccupa, aggiunge Graziano, per le industrie è “l’indirizzo” di sviluppo: adesso consumano circa 5 miliardi di metri cubi ma dovrebbero arrivare a questo ritmo a 13 miliardi. Tra gli usi domestici quello più idrofilo é lo sciaquone del bagno (28% del totale), seguito dall’acqua usata per la pulizia personale (23%) su cui pesa per 1/3 lo spreco del rubinetto aperto lavandosi i denti.