Posts tagged ‘concilio ecumenico vaticano II’

aprile 30, 2011

Santo subito.

Per la Chiesa cattolica questo Pontificato si rivela […] un disastro […] Contro tutte le intenzioni del Concilio Vaticano II, il sistema romano medioevale — un apparato di potere caratterizzato da tratti totalitari — è stato restaurato grazie a una politica personale e dottrinale tanto astuta quanto spietata: i vescovi sono stati uniformati, i padri spirituali sovraccaricati, i teologi dotati di museruola, i laici privati dei diritti, le donne discriminate, le iniziative popolari dei sinodi nazionali e delle chiese ignorati. E poi ancora scandali sessuali, divieti di discussione, dominio liturgico, divieto di predica per i teologi laici, esortazione alla denuncia, impedimento dell’eucarestia… La grande credibilità della Chiesa Cattolica, cioè quella ottenuta da Giovanni XXIII e dal Concilio Vaticano II, ha lasciato il posto a una vera e propria crisi della speranza. Questo è il risultato della profonda tragicità personale di questo Papa: la sua idea cattolica di stampo polacco (medioevale, controriformista e antimoderna), in qualità di Pontefice Karol Wojtyła l’ha voluta portare anche nel resto del mondo cattolico…

aprile 17, 2010

Auguri Santità.

Sono cattolico e sono socialista. Come cattolico auguro a Benedetto XVI buon compleanno e buon anniversario. Avrei qualcosa da dire. E’ raro che il Papa, questo Papa, abbassi la testa per guardare il popolo dei suoi fedeli. Lei Santità, preferisce parlare con i potenti, convinto che il suo popolo debba seguirlo dovunque e comunque. Non è così. Anche lei ha bisogno del consenso, altrimenti finisce come in Francia, dove le Chiese sono chiuse e vengono aperte solo per la messa domenicale, a volte. Lei ha detto, Santità, che è arrivato il momento della penitenza. E’ vero! Io senza aver peccato, sono pronto a seguirla in questo percorso di ravvedimento, ma prima Santità,  è  necessario fare delle operazioni preliminari. Verità, cioè confessare al mondo ed al suo popolo, tutta la verità, senza nascondersi dietro l’alibi di una manovra contro la Chiesa. Risarcimento, cioè risarcimento morale e materiale di tutte le vittime della pedofilia. Punizione di tutti quelli che hanno peccato ed allontanamento dal corpo sano della Chiesa.

Regole nuove perchè mai nessuno scandalo venga nascosto e i colpevoli vengano consegnati al potere secolare per la giusta punizione. La pedofilia è un reato orrendo ed abominevole, perchè colpisce i bambini. Lei non è stato padre e non potrà mai sapere il dolore che un genitore prova per un torto subito da un proprio figlio. Se tutto questo avverrà, ma ne dubito, Santità, lei troverà di nuovo il suo popolo al suo fianco, come è giusto che sia. “Date una carezza ai vostri bambini e dite questa è la carezza del Papa” Diceva Giovanni XXIII.

ottobre 28, 2009

Sacerdoti che si sposano

preti sposatiUna specifica Costituzione Apostolica è stata predisposta da Papa Benedetto XVI, con la quale I sacerdoti anglicani sposati potranno diventare sacerdoti cattolici, ma non potranno diventare né vescovi né ordinari. Con questa Costituzione Apostolica La Chiesa cattolica accoglie nelle sue file la Comunione Anglicana  che ha vissuto in tempi recenti grosse difficoltà, avanzate quando alcune realtà decisero la ordinazione di sacerdoti dichiaratamente gay e la benedizione di matrimoni omosessuali. Si è decisa la costituzione di “ordinariati personali”, in tutto simili agli Ordinariati militari, ma dotati di regole proprie, che consentirà agli ex anglicani di non dipendere dal vescovo diocesano, mantenendo una parte delle tradizioni e dei riti non in contrasto con la Chiesa cattolica.
Il numero complessivo non è molto alto. In effetti la questione di una “riunione senza assorbimento” della Chiesa Anglicana in quella Cattolica non è mai scomparsa dall’orizzonte. Se ne parlò nel XIX secolo e poi, nel secolo scorso, ci furono colloqui ufficiali sull’argomento. Il Concilio Ecumenico Vaticano II dichiarò chiaramente che «tra quelle comunioni nelle quali continuano a sussistere in parte le tradizioni e le strutture cattoliche, occupa un posto speciale la Comunione Anglicana», e la Commissione internazionale anglicano-cattolica ha negli anni prodotto una serie di documenti e dichiarazioni in vista di una piena e visibile comunione. Nel 1982 Giovanni Paolo II autorizzò l’emanazione di un “provvedimento pastorale” per favorire il passaggio di clero sposato nella Chiesa cattolica.
La Chiesa d’Inghilterra tra il 1529 e il 1534 ruppe traumaticamente i rapporti con Roma quando re Enrico VIII, che aveva chiesto a Papa Clemente VII di annullare il matrimonio con Caterina d’Aragona per sposare la più giovane Anna Bolena e cercare di avere quell’erede maschio che la moglie non poteva più dargli, aggirò il rifiuto papale nel modo più drastico, distaccandosi dalla confessione cattolica. Una Chiesa della casa reale, quella anglicana, che ha come Governatore supremo il sovrano d’Inghilterra da quando Enrico VIII, nel 1534 fece votare al Parlamento inglese l’Atto di supremazia, con cui si proclamò «capo supremo» della Chiesa d’Inghilterra (la guida, in realtà, seppure “non ufficialmente”, è l’arcivescovo di Canterbury, attualmente Rowan Williams). Attualmente molte confessioni cristiane e persino le Chiese cattoliche di rito orientale accettano tranquillamente il cd. sacerdozio uxorato.Hans Kung, teologo svizzero che è ritenuto fra  i principali critici dell’autorità papale (che ritiene essere un’invenzione umana) e del culto mariano; ha aspramente criticato l’iniziativa del Papa definendola una tragedia. Secondo l’eminente teologo la Costituzione apostolica anziché unire servirà ancora di più a dividere. Inoltre la Costituzione sarà un ulteriore elemento di indebolimento della Chiesa Anglicana, determinerà un generale disorientamento dei fedeli anglicani e lo sdegno del clero cattolico, che si sente discriminato da una misura che dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II molti avevano chiesto di adottare. Conclude Kung “La fame di potere di Roma divide la cristianità e nuoce alla sua Chiesa.”

ottobre 19, 2009

Fratello Fidel

Helder Camara nasce a Fortaleza nel Nord-Est del Brasile il 7 febbraio 1909, era un prete . E’ stato uno dei personaggi più famosi dell’America latina soprattutto negli anni sessanta. Ordinato sacerdote, all’età di soli 22 anni, esattamente il 15 agosto del 1931, si formò alla vita pastorale con i giovani studenti di Rio de Janeiro, ma soprattutto con il mondo delle favelas locali. Progressista grande amico di Paolo VI, si dice che sia stato l’ispiratore della “Populorum progressio” la lettera enciclica di Paolo VI, che parla della fame, della miseria dell’ignoranza.
Fu sempre a fianco degli ultimi, costituì la Crociata di San Sebastiano per lavorare a fianco del popolo delle favelas. Fondò il “Banco da Providencia”, per prestiti alle persone in difficoltà, i cui utili servirono a sostenere servizi di vario genere: sanità, ambiente, istruzione, trasporti, orientamento professionale, assistenza giuridica, disoccupazione. La presenza di Don Helder al Concilio Vaticano II fu tra le più operose: fu uno dei promotori del gruppo della “Chiesa dei poveri”, una cinquantina di vescovi dei cinque continenti che nell’ambito del Concilio si riunirono per riflettere sul rapporto tra Cristo e i poveri e la necessità per la Chiesa di conformarsi al Cristo povero, liberandosi da ogni compromesso terreno.
Nominato vescovo di Olinda in Brasile si immerse profondamente nel lavoro pastorale della sua poverissima diocesi. Di fronte alla dittatura che salì al potere con un colpo di stato pochi giorni prima della sua nomina, il 1° aprile del 1964, ebbe sempre un atteggiamento di ferma denuncia, soprattutto verso la pratica della tortura, delle sparizioni e degli omicidi politici, tanto in patria quanto nei paesi visitati. Si attirò così l’inimicizia di molti ed una serie di minacce di morte. Concretamente, in Brasile denunciò il sistema capitalista e la politica economica delle grandi multinazionali.
Diverse sono le battaglie, dentro e fuori i confini nazionali, che gli procurarono una serie d’incomprensioni all’interno della stessa Chiesa. Ricordare Don Helder significa ricordare un Concilio incompiuto, il debito mai estinto verso i poveri, tanti ideali traditi, e quel confronto radicale con il Cristo povero e crocifisso che, al di là dei discorsi ufficiali, nessuno dei grandi e dei capi religiosi vuole affrontare fino in fondo. Don Helder soleva dire : «quando davo da mangiare ai poveri dicevano che ero un santo, da quando ho iniziato a chiedermi: “perché ci sono i poveri?” mi hanno dato del comunista».