Posts tagged ‘comunità europea’

maggio 19, 2013

LA CONFISCA DEI RISPARMI DEI CITTADINI “PER SALVARE LE BANCHE”: IL PROGETTO DIABOLICO DI “RICAPITALIZZAZIONE” BANCARIA

 

 

MICHEL CHOSSUDOVSKY (GlobalResearch) – La ricapitalizzazione delle banche cipriote è un prova generale di quello che ci attende?

E’ possibile prevedere un “furto dei risparmi” in seno alla Comunità Europea e in Nord America in grado di portare alla confisca completa dei depositiVisualizza altro

febbraio 24, 2012

Sentenza della Corte europea sui respingimenti in Libia: una “pietra miliare” per Amnesty International, che torna a chiedere che gli accordi con Tripoli siano basati sui diritti umani.

Roma, 23 febbraio 2012 ©Amnesty International

Amnesty International ha definito “una pietra miliare” la sentenza emessa oggi dalla Corte europea dei diritti umani nel caso Hirsi Jamaa e altri contro l’Italia.

Il caso riguarda 11 cittadini somali e 13 cittadini eritrei che facevano parte di un gruppo di circa 200 persone intercettate in mare dalle autorità italiane e respinti direttamente in Libia, senza che fosse stata valutata la loro necessità di protezione internazionale: una delle operazioni di intercettamento e rinvio in Libia eseguita dalle autorità italiane nel 2009, a seguito dell’accordo bilaterale tra Italia e Libia allora in vigore.

Secondo i ricorrenti, la decisione dell’Italia era incompatibile con gli articoli 3 (sulla proibizione di tortura e di trattamenti disumani e degradanti) e 13 (sul diritto a un rimedio efficace) della Convenzione europea sui diritti umani (Cedu) e con l’articolo 4 del Quarto protocollo alla Convenzione stessa (sul divieto di espulsioni collettive).

La Corte ha giudicato che l’Italia stava esercitando la sua giurisdizione quando trasferì su una nave le persone intercettate respingendole verso la Libia. All’unanimità, ha stabilito che l’Italia ha violato l’articolo 3 della Cedu poiché i ricorrenti furono esposti al rischio di essere sottoposti a maltrattamenti in Libia e di essere rimpatriati in Somalia ed Eritrea; che vi è stata violazione dell’articolo 4 del Quarto Protocollo alla Cedu; che vi è stata violazione dell’articolo 13 della Cedu, combinato con l’articolo 3, e dell’articolo 13 della Cedu combinato con l’articolo 4 del Quarto Protocollo alla Cedu.

Qualcuno vicino al Pd lo vada a dire al bersani che voleva fare lingua in bocca con Maroni, il bravo ministro della lega.

agosto 23, 2011

Ciao Compagno Basilio!

Quindici giorni senza sentir parlare di Berlusconi, quindici giorni lontano dalla crisi. Poi non è vero perchè anche in Grecia, dove io sono stato,  la crisi c’è e si sente e la gente greca è  più incazzata che mai. Anche noi dobbiamo essere incazzati dopo quello che stiamo vedendo questi giorni. Che fare? non lo so! per conto mio andrò a lavorare cercherò di continuare questo blog e trasmettere il mio pensiero con la massima onestà possibile. In più mi sforzerò di dare inforrmazioni sui temi che ci stanno più a cuore. Come ho già detto fin quando ci sarà qualcuno che visita questo sito, io ci sarò e come ogni serà darò la buona notte ai compagni, visto che ai ricchi c’è fin troppa gente che augura la buona notte. Ho conosciuto un compagno greco, è medico, si chiama Basileo, ed è una persona speciale, una di quelle persone che ti fa sentire il piacere di essere compagno.

Grazie compagno Basilio!

febbraio 25, 2011

L’olio taroccato diventa legale.

Viene presentata come la normativa che dovrebbe salvaguardare la genuinità dell’olio extravergine di oliva. E invece il nuovo regolamento comunitario, in vigore dal prossimo 1 aprile, rischia di spalancare le porte dei supermercati europei a miscele di olii di dubbia qualità. Secondo gli esperti de ilfattoalimentare.it 1, la legge europea non bonifica il mercato, se non in misura modesta, ma legalizza la presenza di condimenti difettosi, promuovendoli sul campo. “Non siamo di fronte ad una legge che permette di bloccare e di escludere dal mercato l’olio taroccato – spiega Roberto La Pira, giornalista esperto di consumi – come hanno scritto molti giornali, ma all’esatto contrario”.

Per capire cosa sta succedendo, bisogna partire dai prezzi delle bottiglie esposte sugli scaffali dei supermercati, che oscillano da 2,5 a 8-9 euro al litro e più, creando molta confusione tra i consumatori che non sanno più cosa scegliere. L’oscillazione è dovuta alla presenza di bottiglie contenenti olio extra vergine trattato per eliminare i cattivi odori, quello che viene chiamato dagli addetti ai lavori “deodorato”. La chiave per capire se un olio è stato deodorato è in due parole: alchil esteri. Ossia quei composti (in letteratura noti come esteri metilici ed etilici di acidi grassi) che si formano in seguito a fenomeni fermentativi e degradativi delle olive e che comportano la produzione di alcol metilico ed etilico e la liberazione di acidi

grassi dai trigliceridi. L’elevata presenza di queste sostanze è un indicatore di scarsa qualità dell’extravergine, che si impoverisce dal punto di vista nutrizionale perché perde molte delle sue proprietà antiossidanti. In pratica, gli alchil esteri testimoniano una non corretta conservazione dovuta a un cattivo stoccaggio della materia prima, accatastata per giorni in enormi cumuli (come spesso succede nei sistemi industriali spagnoli), oppure franta dopo che è già in atto un processo di fermentazione.

febbraio 18, 2011

Robin Hood Tax: togliere agli speculatori per ridare ai cittadini.

A mezzogiorno in punto del 17 febbraio, in trenta capitali di cinque continenti, è scesa in piazza la società civile che vuole una finanza più giusta e più vicina ai cittadini. Obiettivo della manifestazione è l’introduzione di una tassa globale sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax o FTT) per ridistribuire la ricchezza dagli “speculatori” ai “poveri” o semplicemente ai cittadini onesti. Quelli che pagano le tasse e hanno sborsato oltre 13 mila miliardi di dollari per il salvataggio delle banche. A Roma la Campagna 005, nata per promuovere la tassa FTT, si è data appuntamento di fronte a Montecitorio e ha inscenato un simbolico tiro alla fune tra speculatori in giacca e cravatta, da una parte, e società civile dall’altra. A tirare la corda, per la società civile, c’era un panda, a rappresentare l’ambiente, un medico e una maestra, una bambina e un operaio, simboli di un tessuto sociale sempre più colpito dai tagli alla spesa pubblica.

“Chiediamo ai leader europei di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, capace di moderare gli eccessi delle speculazioni e di generare un gettito rilevante da utilizzare per finanziare le politiche sociali, il welfare, la cooperazione internazionale e la tutela dell’ambiente”, ha dichiarato Andrea Baranes, portavoce della campagna, alla quale aderiscono una quarantina di associazioni, dalla Cisl a Banca Etica, da Cgil a Legambiente, Crbm, Oxfam e Azione Cattolica

ottobre 25, 2010

Judith Merkies eurodeputata socialista contro l’Italia: “Berlusconi promise niente più discariche a Terzigno”

Judith Merkies L’Europa non ci sta a avallare una nuova discarica, quella di Cava Vitiello nel Parco Nazionale del Vesuvio. Lo dice chiaramente attraverso Judith Merkies (nella foto a sinistra) eurodeputata socialista. La Merkies lo scorso aprile fu a capo della missione che scese giù in Campania a verificare quanto fosse terminata l’emergenza rifiuti. Ne seguì una relazione sigillata dalla promessa di Berlusconi: nessuna nuova cava nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Scrive la Merkies sul suo sito:

Ci è stato promesso che non avrebbero aperto nuove discariche sul Vesuvio; che non avrebbero aperto Cava Vitiello e di non sovraccaricare il sito di Terzigno. Promesse fatte durante la nostra ultima visita: la Regione ribadì che la discarica di Cava Vitiello non sarebbe stata aperta; promessa ribadita dal presidente Berlusconi prima della pubblicazione della nostra relazione. Queste promesse sono state rotte.

In ballo l’approvazione dei finanziamenti pari a 45milioni di euro che a causa dell’apertura di Cava Vitiello saranno certamente rigettati. Anzi si profila una interrogazione della Commissione europea e l’apertura di nuove infrazioni che potrebbero portare a multe milionarie.

Interviene in merito ancora la Merkies:

Esortiamo le autorità italiane a: essere all’altezza delle loro promesse; iniziare a prendere i cittadini e le loro argomentazioni sul serio; iniziare azioni concrete; nessuna nuova discarica soprattutto non nei parchi nazionali (vicino Terzigno e non aprire Cava Vitiello); aprire impianti di smistamento; avviare e migliorare la cooperazione interregionale in materia di rifiuti e di capacità di selezione. Siamo una società moderna. Stop alle discariche!

settembre 28, 2010

Italia, rischio manovra da 130 miliardi.

La Ue studia un piano per rimettere in ordine i conti dei paesi con i più alti debiti pubblici. Sanzioni durissime per chi viola i parametri. Per il nostro Paese è prevista una riduzione dell’8% in 3 anni.

Multe milionarie per chi non riuscirà a ridurre in maniera sostanziale il proprio debito. Meno fondi per lo sviluppo e per i sussidi agricoli, sospensione del diritto di voto al Consiglio dei ministri dell’Unione europea. Sono queste le punizioni per gli stati membri che non riusciranno ad adeguarsi alle nuove direttive che la Ue sta studiando per imporre una drastica cura dimagrante al disavanzo pubblico. Il Financial Times rivela che il piano del presidente della commissione europea Manuel Barroso e del commissario agli affari monetari Holli Rehn ha già incassato l’importante sostegno del ministro delle Finanze tedesco Shäuble (nella foto con Tremonti) che va ad aggiungersi a quello di Olanda e Gran Bretagna. Bruxelles prevede che i paesi con il rapporto deficit/Pil superiore al 60% debbano diminuire il proprio debito di un ventesimo all’anno se non vorranno incorrere nelle sanzioni. Per l’Italia, che con il 116% detiene uno dei peggiori quozienti d’Europa, significano 130 miliardi nel prossimo triennio. Una somma enorme. Se il progetto passerà, al governo tagliare non basterà più. E bisognerà per forza mettere le mani nelle tasche degli italiani. Ma nessun governo politico, a partire da quello di Silvio Berlusconi, è in grado di accollarsi il peso elettorale di una scelta del genere. E le decisioni, dice l’economista Tito Boeri devono essere immediate: “Nominare un sostituto alla guida della Consob, pensare a un rimpiazzo del premier come ministro dello Sviluppo economico e soprattutto incentivare il commercio estero”. Solo così, secondo l’economista, si potrà dare lo slancio necessario al sistema paese, “in grado anche di sostenere una politica di rientro del deficit” (il fatto quotidiano)

settembre 16, 2010

…….e noi? Stiamo a guardare!

”Dopo l’indegna barzelletta su Hitler ora Berlusconi applaude alla cacciata dei rom d’Oltralpe. La politica estera di Berlusconi e’ razzista, a trazione leghista e da tempo desta preoccupazione non solo in Italia ma in tutte le cancellerie internazionali”.

Lo afferma in una nota il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando che aggiunge: ”Dopo il baciamani al dittatore Gheddafi, infatti, a breve giro di posta e’ arrivato l’omaggio al poco democratico Putin, definito come un ”dono di Dio’. Ora il premier fa i complimenti a Sarkozy perche’ ha cacciato i nomadi dalla Francia, andando contro l’Unione europea che ha annunciato l’apertura di una procedura d’infrazione. Domani Berlusconi stringera’ la mano a Bin Laden?”.

La sinistra non può stare a guardare. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

agosto 22, 2010

La CEI bacchetta l’Italia.

Il governo italiano non puo’ autonomamente decidere in riferimento a una politica europea che invece stabilisce sostanzialmente il diritto di insediamento e di movimento”. E’ quanto dice alla Radio Vaticana monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, replicando alle parole del ministro Maroni sugli immigrati comunitari. “Le espulsioni – ha sostenuto il responsabile del Viminale in una intervista al Corriere della Sera – dovrebbero essere possibili per tutti i cittadini comunitari, non solo per i rom”. Per Migrantes serve poi una nuova legge sulla cittadinanza. “La Francia – ha detto monsignor Perego – purtroppo ha seguito la strada dell’Italia di un’espulsione indiscriminata dei rom. Un’espulsione che, di fatto, che cosa ha generato? Nuovi campi abusivi, ha generato ancora abbandono della popolazione rom, ha generato l’annullamento, sostanzialmente, di tutta una politica sociale che era stata fatta per la scolarizzazione dei bambini”. Il direttore di Migrantes ha poi affermato che “l’azione che avviene contro i rom oggi, non e’ un’azione di politica migratoria, non dimentichiamo che anche in Italia, l’80% dei rom e’ italiano. Ma e’ una politica discriminatoria nei confronti di una popolazione, che sostanzialmente, non si e’ riusciti a gestire attraverso canali che sono soprattutto di tipo sociale, di tipo scolastico, di accompagnamento. Anche la tutela di una popolazione che ha subito fortemente la modifica di una societa’ agricola industriale”. Per monsignor Perego “serve un nuovo percorso che va anche a difendere, ad esempio, le minoranze non riconosciute, come sono le minoranze rom. Un percorso di cittadinanza che premi soprattutto i bambini che nascono in Italia, o che sono gia’ nati in Italia in modo che possano diventare cittadini al momento della nascita, che premi soprattutto la partecipazione al voto e in particolare amministrativo; che sia sempre piu’ una legge che aiuti da subito l’integrazione, la partecipazione e la responsabilita’ comune”.

luglio 24, 2010

Massacro di balene.

Oltre 236 balene, tra cui femmine in gravidanza e cuccioli attaccati ancora alle madri dal cordone ombelicale, sono state attirate in una piccola baia delle  Faroe Islands, regione autonoma ed extraeuropea della Danimarca, dove in un villaggio di pescatori, Klaksvik, è stata praticata la mattanza su un intero branco di balene, uccise una alla volta con ripetuti colpi alla testa.
 
Un’attivista di Sea Shepherd, Peter Hammarstedt,infiltratosi da una settimana tra la popolazione locale, alla ricerca di fatti del genere per filmarli e sottoporre al giudizio del mondo, ha sentito la notizia di quanto stava accadendo a Klaksvík alla radio locale, così ha documentato lo spargimento di sangue al momento dell’arrivo.

Il rpblema che le isole Faroer sono in Europa.