Posts tagged ‘comunisti’

maggio 4, 2013

Usare le parole giuste.

aprile 9, 2012

Addio Miriam Mafai!

Si è spenta a Roma la giornalista e scrittrice Miriam Mafai. Aveva 86 anni. Era una delle firme più prestigiose del giornalismo italiano. Attenta osservatrice dei cambiamenti della politica e della società del nostro Paese, fotografati e analizzati con un’ampia produzione saggistica, Mafai aveva contribuito alla nascita di Repubblica e per il quotidiano, per decenni, ha svolto un’intensa attività di editorialista, inviato, cronista politico, diventandone una delle colonne portanti, grande testimone di quasi un secolo di vita italiana.

maggio 22, 2010

Cazzate d’autore.

Bonaiuti: “Ho capito di voler diventare giornalista grazie a Topolino”. Piu’ tardi invece ha capito di dover entrare in politica, grazie sempre a un simpatico nanerottolo con le orecchie enormi.

marzo 4, 2010

Quando la politica era una cosa seria.

dicembre 16, 2009

Io confesso – di Marco Travaglio

Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando.
Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come
dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci
anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale.
Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore).
Ci siamo pure travestiti da leader del centrodestra e abbiamo preso a delirare all’impazzata. Ricordate Berlusconi che dà dei coglioni” alla metà degli italiani che non votano per lui, dei “matti antropologicamente diversi dal resto della razza umana” ai magistrati, dei golpisti” agli ultimi tre presidenti della Repubblica, dei fomentatori di “guerra civile” ai giudici costituzionali e ai pm di Milano e Palermo, dei “criminosi” a Biagi, Santoro e Luttazzi, che minaccia Casini e Follini di “farvi attaccare dalle mie tv” perché “mi avete rotto il cazzo” e invoca “il regicidio” per rovesciare Prodi? Ero io che camminavo in ginocchio sotto mentite spoglie e tre chili di cerone. Poi, già che ero allenato, mi sono ridotto a Brunettaper dire che questa “sinistra di merda” deve “morire ammazzata”. Ricordate Bossi che annuncia “300 uomini armati dalle valli della Bergamasca”, minaccia di “oliare i kalashnikov” e “drizzare la schiena” a un pm poliomielitico, sventola “fucili e mitra”, organizza bande paramilitari di camicie verdi e ronde padane perché “siamo veloci di mano e di pallottole che da noi costano 300 lire”? Era Santoro che riusciva a stento a coprire il suo accento salernitano con quello varesotto imparato alla scuola di dizione.
Ricordate Ignazio La Russa che diceva “dovete morire” ai giudici europei anti-crocifisso? Era Scalfari opportunamente truccato in costume da Mefistofele. E Sgarbi che su Canale5 chiamava “assassini” i pm di Milano e Palermo e Caselli mafioso” e “mandante morale dell’omicidio di don Pino Puglisi”? Era Furio Colombo con la parrucca della Carrà. E chi pedinava il giudice Mesiano dopo la sentenza Mondadori per immortalargli i calzini turchesi? Sandro Ruotolo, naturalmente, camuffato sotto le insegne di Canale5. Chi si è introdotto nel sistema informatico di Libero e poi del Giornale di Feltri e Sallusti per accusare
falsamente Dino Boffo di essere gay, Veronica Lario di farsela con la guardia del corpo, Fini di essere un traditore al soldo dei comunisti?
Quel diavolo diPeter Gomez. Chi ha seviziato Gianfranco Mascia, animatore dei comitati Boicotta il Biscione? Chi ha polverizzato la villa della vicedirettrice dell’Espresso Chiara Beria dopo una copertina sulla Boccassini? Chi ha spedito a Stefania Ariosto una testa di coniglio mozzata per Natale? Noi, sempre noi. Ora però ci hanno beccati e non ci resta che confessare. Se ci lasciano a piede libero, ci impegniamo a non dire mai più che Berlusconi è un
corruttore amico di mafiosi. Lui è come Jessica Rabbit: non è cattivo, è che lo disegnano così.

Marco Travaglio

novembre 2, 2009

Odio gli indifferenti

antonio gramsci 2Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. ANTONIO GRAMSCI

Può un socialista citare Gramsci? O per questo fatto diventa automaticamente un traditore della causa?

Io, socialista, odio soprattutto i finti indifferenti, quelli cioè, che per non mettersi in discussione girano la testa dall’altra parte, vantando una supremaziona che non hanno. Odio quelli che rivendicano l’orgoglio socilista, dimenticando le vergogne di alcuni socialisti, gli errori, le connnivenze. Odio quelli che3 vogliono celebrare Craxi senza aver fatto prima una necessaria rivisitazione critica e aver ammesso gli errori e le responsabilità.

ottobre 26, 2009

In memoria di Salvator Allende!

 

 

Ai compagni socialisti,  comunisti e verdi che dubitano che sinistra e libertà possa non funzionare per l’inconciliabilità delle idee socialiste con quelle comuniste ricordo le varie esperienze del  Fronte popolare, cioè l’alleanza in funzione antifascista tra socialisti, socialdemocratici, partiti della sinistra e comunisti, promossa in vari paesi, tra i quali Francia e Spagna. La prima esperienza si verificò in Francia nel 1934 in cui ci fu un’alleanza tra comunisti, socialisti e radicali. La politica dei fronti popolari fu caldeggiata nel 1935 da Georgj Dimitrov al VII congresso del Comintern, o Terza Internazionale. In Francia il Fronte popolare, sotto la guida di Léon Blum, governò dal 1936 al 1938; gli sforzi per introdurre profonde riforme sociali e per migliorare i salari dei lavoratori fallirono per la grave situazione economica, per le discordie interne e per le campagne denigratorie condotte dalle destre contro la coalizione di sinistra.

Il Fronte popolare spagnolo, formato da repubblicani di sinistra, socialisti e comunisti, vinse con una lista unitaria le elezioni del febbraio 1936, pochi mesi prima della rivolta dell’esercito spagnolo in Marocco, preludio della guerra civile spagnola. Dopo la seconda guerra mondiale, governi di fronte popolare si costituirono nei paesi dell’Est europeo, aprendo la strada all’instaurazione di regimi comunisti. In Italia la formula di fronte popolare fu sperimentata alle elezioni politiche del 1948, con l’alleanza tra comunisti e socialisti, sconfitta dal responso delle urne. L’ultima esperienza di fronti popolari si verificò in Cile, alle elezioni politiche che nel 1970 decretarono la vittoria di Salvador Allende, candidato di un cartello di comunisti, socialisti e radicali. Si trattò di un’esperienza politica durata fino al settembre del 1973, quando fu interrotta da un sanguinoso colpo di stato militare che instaurò una dittatura conservatrice Andiamo avanti quindi nella idea della costituzione di S e L come casa comune della sinistra  degli ecologisti.