Posts tagged ‘comunismo’

marzo 16, 2020

SUL SOCIALISMO COME PROGETTO.

 

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Per Marx i termini socialismo e comunismo erano interscambiabili. Sostanzialmente il comunismo è la piena e compiuta realizzazione del socialismo. Dunque il socialismo non è una fase di transizione tra capitalismo e comunismo come pretendeva Lenin (che ha un po’ manipolato la “critica al programma di Gotha di Marx), ma due fasi dello stesso processo evolutivo una volta “abolito” (uso questo termine improprio per consuetudine) il capitalismo. E questi concetti li spiega bene l’importante economista marxista-critico Paresh Chattopaday , canadese di origine indiana (e collaboratore della rivista marxista americana Monthly Rewiew). Del resto Marx diceva che non “abbiamo le ricette per le osterie dell’avvenire”; e per questo molto spesso è vago e poco determinato sulle forme future che dovrà assumere una società che superi il capitalismo. Nel 2020 molta acqua è passata sotto i ponti rispetto al 1875. In realtà Marx volle allora contestare un concetto piatto di uguaglianza che non teneva conto delle differenze tra le persone. Di qui l’idea di una società che distribuisse a “ciascuno secondo i propri bisogni. Ma d’altra parte lo stesso Marx dice che i bisogni sono storicamente determinati e quindi non sono una invariante antropologica. Per questo molti socialisti (come Gilles Martinet e Riccardo Lombardi) hanno messo in evidenza che la teoria dei bisogni è inadeguata. Perché presuppone uno sviluppo illimitato delle forze produttive che oggi cozza contro i limiti ecologici dello sviluppo. Solo nel campo delle informazioni e del loro scambio non ci sono limiti di scarsità. Per cui una gerarchia di bisogni che va decisa democraticamente , con l’intreccio della pianificazione democratica e dell’autogestione (come processo e non modello modello rigido) può effettivamente coniugare eguaglianza e diversità, certamente sottraendo al mercato capitalistico una vasta area di attività. E stimolando lo sviluppo di scambi non mercantili, possibili tramite un uso socialista delle nuove tecnologie dell’informazione. Questo potrebbe essere il percorso di un nuovo socialismo democratico, un percorso lungo e non facile. Ma l’unica alternativa ad una caduta nella barbarie. E comunque concordo con Riccardo Lombardi quando sosteneva che anche in una società che superi l’alienazione economica capitalistica, continueranno ad esistere conflitti da regolare democraticamente e da risolvere nella libertà. Non tutti i conflitti infatti hanno radici economiche. Una società di eguali, liberi e diversi ma non omogenea.

rubato al compagno Giuseppe Giudice

novembre 4, 2013

Ricostruire la sinistra.

Ricostruire la sinistra i Italia, non una sinistra qualsiasi ma che sia inlinea con la parte migliore del socialismo europeo (quella più legata ai propri valori e principi di fondo) non è affatto impresa facile. Anzi è difficile e irta di ostacoli. Perchè si tratta di combattere contro subculture ed opportunismi che sono stati dominanti negli ultimi vent’anni. Ma è un percorso che non potrà neanche essere tentato se non si ha la chiara volontà di rompere con i paradigmi devianti della falsa sinistra della II Repubblica. Gli ecumenismi delle varie “sinistre senza aggettivi” non portano da nessuna parte, Anzi sono parte della malattia. IL problema è di rendersi conto del fallimento del postcomunismo che si è pers nei suoi errori madornali (lasciando spazio ad opportunismo e trasformismi) e recuperare una soggettività socialista che significa riattualizzare le tematiche della parte più viva del socialismo italiano. La critica al poscomunismo non riguarda certo quei compagni provenienti dal PCI che in questi anni hanno fatto una chiara scelta socialista. Riguarda gli eredi di Occhetto, D’Alema e Vetroni, con i quali è molto difficile costruire un progetto credibile, in quanto progionieri di quelle ambiguità e di quei trasformismi che rendono impossibile costruire un progetto chiaro. Del resto è proprio i una fase in cui è evidente la profonda ed irrimediabile crisi del soggetti esistenti, che occorre lanciare n sasso nello stagno in direzione della ricostuzione di un organico progetto socialista.

Giuseppe Giudice.

ottobre 18, 2013

IL GIUDIZIO DEL “CHE” SU STALIN E SUL REVISIONISMO


“Il mio dovere di marxista-leninista e di comunista è quello di smascherare la reazione occulta che si cela nascosta dietro il revisionismo, l’opportunismo e il trotskismo e insegnare ai compagni (sia in atto e in potenza) che non devono accettare come validi i giudizi contro Stalin formulate dai borghesi socialdemocratici o altri pseudo comunist…Visualizza altro

Il Che ha ragione a prescindere.

agosto 21, 2013

A settanta anni dall’assassinio di Leone Trotsky

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Il 21 agosto 1940 moriva il grande rivoluzionario, compagno di Lenin nell’ “assalto al cielo”
del 1917 in Russia, fondatore dell’Armata Rossa e della Quarta internazionale; vittima di un sicario del “più grande assassino di comunisti della storia”, Giuseppe Stalin.

Riproduciamo qui di seguito l’intervento che ha svolto il compagno Franco Grisolia all’iniziativa in ricordo di Trotsky svoltasi a Carrara il 6 agosto Settanta anni fa, il 20 agosto del 1940, l’agente stalinista Ramon Mercader, infiltratosi con l’inganno nella casa messicana di Trosky, colpiva a morte il grande rivoluzionario, il compagno di Lenin nella direzione della rivoluzione russa, il fondatore dell’Armata Rossa, il dirigente della Internazionale comunista alle sue origini, il principale teorico e leader della neonata IV Internazionale.

Trotsky sarebbe spirato il giorno dopo.

http://trotskysmo.blogspot.it/2010/12/settanta-anni-dallassassinio-di-leone.html

luglio 27, 2013

Verso il naufragio del PD

 

    https://quadernisocialisti.files.wordpress.com/2013/07/8e07a-naufragium.jpg Forse con gli ultimi avvenimenti il Pd ha dimostrato di essere al passo con l’indecenza dei comportamenti generati dall’avvento della seconda repubblica. Volendo analizzare  quello che in casa PD e in area governativa è successo negli ultimi giorni  va osservato che la crisi del centrosinistra trova le sue radici nel  processo sostanzialmente mistificatorio della II° Repubblica.  La sinistra che doveva nascere dopo “mani pulite” era concepita  come la somma  di un postcomunismo senza identità ed un pezzo di ex DC che aveva individuato nell’Ulivo una scialuppa di salvataggio e di sopravvivenza politica.

Questo schema apparentemente funzionale agli avvenimenti  non avrebbe potuto mai produrre grandi progetti politici ma solo il piccolo cabotaggio del tirare a campare, mentre l’Italia viveva un processo di regressione involutiva mai registrata nella storia repubblicana.

A sinistra del Pd  ci sono stati fatti effimeri e sbagliati. Si è oscillato tra la sacra unione delle sinistre cosiddette radicali, ma in realtà archeologiche, seppellite dalla storia e la proposizione di una sorta di ulivismo di sinistra (Rodotà, De Gregorio) improduttivo ed evanescente.

La mistificazione che diede vita all’Ulivo si fondava su un elemento preciso: la demonizzazione e l’espulsione della tradizione socialista, ovvero dell’unica tradizione della sinistra italiana che aveva retto alle dure repliche della storia (come diceva Nenni), anche scontando la degenerazione politico-organizzativa del Psi anni 80 (ma le degenerazioni successive sono state ancora più gravi).

Iil PD, nonostante ormai sia all’impazzimento, reggerà fino a quando in campo ci sarà Berlusconi. Le conseguenze della deflagrazione, ormai imminente, sono inimmaginabili, ma certamente produrrà  uno scombussolamento generale del sistema politico generale. I socialisti non possono aspettare senza far nulla, né tantomeno continuare a navigare su una nave che va verso il naufragio. Purtroppo però le risorse politiche e culturali a sinistra del PD sono scarse. Per questi motivi SeL ed un Psi (libero da Nencini) dovrebbero  iniziare a ragionare insieme. Questa è l’unica strada per evitare  un nuovo Arcobaleno che occulterebbe ancor più le debolezze del PD e gli garantirebbe una ingiusta e dannosa sopravvivenza, condannando per altro verso il PSI a rimanere un satellite inerte del PD.

Beppe Sarno

luglio 9, 2012

Che brutta gente questi comunisti della Confindustria.

Il neo Presidente di Confindustria Squinzi in perfetta sintonia con la Camusso sulle critiche ai provvedimenti del Governo Monti e sulla necessità di una Patrimoniale.