Posts tagged ‘comuni’

dicembre 27, 2010

Il Pd: «Con il Federalismo stangata sui Comuni»

Comuni a rischio stangata con il nuovo fisco previsto nel federalismo fiscale.

Secondo uno studio del Pd, messo a punto dal senatore Marco Stradiotto, infatti, i municipi, con il passaggio dai trasferimenti statali all’autonomia delle imposte perderebbero complessivamente 445 milioni di risorse l’anno da destinare ai servizi. La proiezione è fatta utilizzando dati della Copaff, la commissione paritetica sul federalismo fiscale che lavora al ministero del Tesoro e dimostra che l’Aquila, ma anche Napoli come molti comuni del sud perderebbero consistenti fette di entrate (fino a oltre il 60%) con il nuovo fisco. Va meglio, invece ai municipi del nord o a quelli come Olbia con un alto tasso di seconde case avvantaggiati dalla base immobiliare delle nuove imposte.

gennaio 12, 2010

Il governo del fare (male)

Si svende un enorme patrimonio pubblico che appartiene a tutti i cittadini: settentrionali e meridionali, ricchi e poveri, di destra e di sinistra.

Il decreto legislativo sul cosiddetto “federalismo demaniale”, varato dal Consiglio dei ministri alla vigilia di Natale e rimesso ora all’esame delle competenti Commissioni parlamentari, prevede il trasferimento dei beni statali a Comuni, Province e Regioni, con la dismissione in massa di edifici pubblici, caserme e altre installazioni militari, terreni, spiagge, fiumi, laghi, torrenti, sorgenti, ghiacciai, acquedotti, porti e aeroporti. E come denuncia il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, una volta approvato definitivamente potrebbe innescare «la più grande speculazione edilizia e immobiliare nella storia della Repubblica».
Sono in tutto sette gli articoli del provvedimento, presentato dal ministro della Semplificazione Normativa, il leghista Roberto Calderoli. Un grimaldello legislativo per forzare la “mano morta” che blocca, come si legge nella relazione introduttiva, “un patrimonio abbandonato e improduttivo”. Ma proprio in nome della semplificazione e della valorizzazione, due esigenze entrambe apprezzabili, si rischia in realtà di scardinare una cassaforte che contiene beni collettivi inalienabili: compresi quelli “assoggettati a vincolo storico, artistico e ambientale che non abbiano rilevanza nazionale”, come si legge all’articolo 4.
dicembre 3, 2009

Ronde: adesso le pagano i contribuenti.

Arriva la possibilità per i Comuni di rimborsare i volontari delle ronde. Lo prevede un comma della bozza dell’emendamento ‘omnibus’ del relatore alla Finanziaria Massimo Corsaro. La proposte di modifica aggiunge infatti alla misura del pacchetto sicurezza che prevede per i sindaci la possibilità di avvalersi di associazioni di cittadini ai fini di sicurezza la “possibilità di rimborso da parte dei Comuni delle spese sostenute dalle predette associazioni”. Il tutto nel rispetto dei vincoli del Patto di stabilità. La polizia è in mutande, il Ministero taglia di tutto di più, ma per i gruppi nazisti e razzisti si trovano i soldi. Sarà perché senza soldi le Ronde si erano rivelate un completo fallimento? oppure c’è la necessità di questi esaltati proprio ora che la crisi mette in ginocchio il paese e il governo è in odore di caduta? Il dubbio viene.Capito?

novembre 24, 2009

Oro blu.

Scusate se vi rompo le scatole su un argomento di cui vi stanno parlando tutti in questi giorni, ma io non riesco a rassegnarmi. Ciò che fino a oggi hanno gestito i Comuni (spesso e volentieri con comportamenti e risultati virtuosi), cadrà in mano ai privati. I Comuni saranno necessariamente soci di minoranza (questa è l’idea di fondo), mentre i soci di maggioranza saranno gli imprenditori di turno che, di conseguenza, detteranno legge sulle tariffe a cui rivendere l’acqua.
Faccio notare, che questa brillante idea deriva dal fatto che la rete idrica italiana è un colabrodo, con uno Stato assente da decenni e dei bilanci che, a oggi, non permettono alcun intervento sostanziale (si parla di 60 miliardi di euro di interventi). In Italia quasi il 37% dell’acqua potabile va perduta per falle della rete e ritengo che pensare di risolvere il problema con le privatizzazioni, con gli esempi che tutti noi abbiamo sotto al naso, sia un regalo alle solite lobby ed alle mafie, quest’ultimo fatto, determinato dalla necessità di dover eseguire gare d’appalto da zero.
Credo che noi, non solo come cittadini ma come esseri umani, dovremmo alzare la voce davanti a questo scempio e pretendere risposte ed azioni concrete, e non scappatoie che, alla lunga, si ripercuoteranno su di noi come ultimo anello della catena (vedi cosa accadde con la “Robin Tax” di Tremonti ai petrolieri… alla pompa i prezzi dei carburanti semplicemente aumentarono). Mi domando come faranno ad escogitare un sistema per farci pagare l’aria. Ma state sicuri ci riusciranno.

L’acqua come la spazzatura andrà in mano alla camorra, la mafia, la ndrangheta, i soliti imprenditori senza scrupoli del nord.
Non dobbiamo arrenderci