Posts tagged ‘comune di Napoli’

gennaio 11, 2012

Rifiuti Campania, Corte Strasburgo condanna Italia.

Rifiuti,Corte Strasburgo condanna Italia Rifiuti,Corte Strasburgo condanna Italia

Lo Stato italiano, a partire dal 1994, non è stato capace di gestire adeguatamente l’emergenza rifiuti in Campania ed è stato condannato per questo dalla Corte dei Diritti dell’uomo di Strasburgo sulla base di un ricorso presentato da 18 cittadini di Somma Vesuviana.

La Corte ha riconosciuto la violazione del diritto alla salvaguardia della vita privata e familiare: lo Stato cioé non può costringere i suoi abitanti a vivere tra i rifiuti. Non é stato però riconosciuto il danno alla salute.

marzo 4, 2011

Iervolino resta.

Le agenzie di stampa si accendono quando le dieci di sera sono abbondantemente superate. Il colpo di scena è dirompente. Il Prefetto Andrea De Martino al termine della verifica della regolarità delle dimissioni dei 31 consiglieri, ha deciso di non sciogliere il consiglio comunale di Napoli. Dunque, il sindaco Pd Rosa Russo Iervolino resta al suo posto. Una nota della prefettura, diffusa in tardissima serata, spiega che le dimissioni presentate dai 31 consiglieri al notaio Elio Bellecca non determinano la fine anticipata dell’amministrazione cittadina perché è stata riscontrata una violazione dell’articolo 38 comma C del decreto legislativo della legge 167/2000.
In pratica, una delle lettere di dimissioni non è stata presentata contestualmente alle altre e comunque senza il conferimento della delega al notaio. E’ la lettera dell’esponente dell’Udc Fabio Benincasa, fino a un anno fa capogruppo del Pd. La prefettura di Napoli inoltre sottolinea che Benincasa non ha indirizzato le dimissioni al consiglio comunale, come prevede la norma. E ci sarebbero altre violazioni alle prescrizioni legislative. A questo punto tutto torna in ballo. Anche perché l’Udc starebbe maturando un ripensamento sulle dimissioni dei suoi tre consiglieri
novembre 2, 2010

Napoli, sale la marea della spazzatura la Protezione civile lascia la città.

Stavolta il miracolo sembra avvenuto al contrario. Con una marea montante di immondizia su marciapiedi e portoni, la moltiplicazione dei fronti di rivolta e dei conflitti istituzionali. “Tre giorni ancora e Napoli sarà pulita”, aveva assicurato il premier Berlusconi giovedì, giorno del ritorno sulla scena dei rifiuti, nel termovalorizzatore di Acerra. Scaduto ampiamente il termine, la situazione precipita a Napoli e appare gravissima in provincia. Ma la Protezione civile saluta e se ne va.
Seimila tonnellate restano complessivamente in strada, mentre continuano gli scontri e i disordini. Dinanzi all’impianto di Taverna del Re, temporaneamente riaperto a Giugliano, si contano quattro feriti: un carabiniere contuso negli scontri, due autisti di compattatori picchiati dalla folla e, il più grave, un ragioniere di 38 anni a cui un poliziotto ha spaccato il setto nasale. È da questo inferno, con i cittadini tornati ovunque sul piede di guerra, che si dilegua con mossa fulminea lo staff del sottosegretario Guido Bertolaso.
Il capo della Protezione civile, spiega in una nota che essendo ormai “esaurito il suo compito” nella definizione della sola questione Terzigno (con la firma dei 18 sindaci dell’area), è tempo di andare. Certo, dopo aver passato nel pomeriggio, nella Prefettura di Napoli, “tutte le iniziative tecniche e operative utili” affinché gli enti locali competenti operino “nelle migliori condizioni”. Tocca dunque a Regione, Provincia e Comune di Napoli, arrivederci. Risultato: qualche istante dopo l’annuncio, in serata, ecco l’Sos drammatico del vertice della Provincia di Napoli. “Cava Sari, a Terzigno, almeno quella, deve riaprire. Ogni giorno è buono, così non possiamo farcela”, ammonisce il presidente Pdl Luigi Cesaro sull’orlo di una crisi di nervi(Repubblica.it).

settembre 19, 2010

A Napoli torna l’emergenza rifiuti.

Appuntamento a lunedì: la fine dei lavori in corso alla discarica di Chiaiano consentirà di turare l´ennesima falla apertasi nella diga dei rifiuti negli ultimi giorni. Questa almeno la versione del Comune, smentita però clamorasamente dal generale Mario Morelli, responsabile della unità operativa lasciata a Napoli da Bertolaso, che scarica invece le colpe su Asìa. Intanto si è saputo che a fine agosto una busta con due proiettili e una lettera di minacce ha raggiunto il professor Giovanni Perillo, direttore tecnico delle due società provinciali di Napoli e di Caserta che devono gestire il ciclo integrato e i lavoratori del disciolto Consorzio unico di bacino, per i quali si prevedono circa 400 esuberi da trattare con cassa integrazione.
È caos nel mondo dei rifiuti. La città si è svegliata ieri con spazzatura ovunque: piazza Municipio e piazza Plebiscito, via Chiatamone e Santa Lucia, Vomero, Colli Aminei. Nel centro storico un asilo nido, il “Pasquale Scura”, è rimasto bloccato: l´ingresso principale è già ostruito da sei mesi da una palma pericolante che attende di essere abbattuta, ieri anche l´ingresso laterale è diventato off-limits causa spazzatura. Bambini e genitori hanno dovuto fare dietrofront. Il quantitativo non rimosso era stimato intorno alle 200 tonnellate. Le cause, secondo l´assessore Paolo Giacomelli, erano negli impianti: lavori a Chiaiano; il termovalorizzatore di Acerra che per altri due mesi circa avrà una sola delle tre linee in funzione; gli Stir, che ovviamente stentano a far uscire il loro lavorato per far posto a altri rifiuti. Giacomelli garantiva: «Faremo ogni sforzo per cercare di recuperare la situazione» e l´amministratore delegato di Asìa, Daniele Fortini, riferiva che per lunedì Chiaiano sarà di nuovo a pieno regime e «i flussi torneranno normali».

novembre 3, 2009

il Rinascimento napoletano:fine di un sogno.

napoliAlla faccia del Rinascimento Napoletano, Il Comune di Napoli, il 26 ottobre, con un provvedimento di giunta, adottato su proposta dell’assessore all’Urbanistica Sabatino Santangelo, ha cambiato il piano per Bagnoli: ora si potranno realizzare circa 700 appartamenti in più rispetto agli oltre 1.300 già previsti nell’area dell’ex stabilimento siderurgico dell’Italsider, con un aumento della cubatura del 30 per cento da destinare a residenze. 
Bagnoli, infatti, è la più grande ex area industriale da riconvertire, in Europa. Progetti meno ambiziosi hanno completamente ritrasformato il volto di altre città europee. A Napoli lo sviluppo, urbano e sociale non è mai arrivato. 
Il perenne stato emergenziale di Napoli e della sua provincia (criminalità, disoccupazione, sisma, bonifiche) ha incessantemente aperto la strada a modifiche, varianti e ad altri strumenti derogatori che hanno, di fatto, precluso alla logica di piano di dispiegare i propri effetti virtuosi.L’urbanistica a Napoli è una metafora nazionale. Celebre fu il sacco laurino, quando la commissione tecnica del “Comandante”, nel 1952, calcolò che i vani da ricostruire a causa della guerra ammontassero a 232.420, contro la prima stima di 22.680 fatta dalla commissione del Piano regolatore (Prg) del 1945. Nel 1958, la magistratura conferma la validità del primo Piano regolatore cittadino, del 1939, di Cenzato e Piccinato. Ma è troppo tardi, il sacco è iniziato. è un caso da manuale, infatti. Nel 1972, il giudice istruttore Genchini parlerà della «falsificazione più clamorosa delle cronache giudiziarie italiane», con la cancellazione della zonizzazione, per costruire di più, fatta con i pennarelli, ai danni del Prg del 39.
 
Dagli scempi edilizi, Napoli si sarebbe dovuta riprendere con la rigenerazione di Bagnoli. Il nuovo piano regolatore generale, la scelta della dismissione della fabbrica, e la creazione di aree verdi e di servizi, risale alla prima amministrazione di Antonio Bassolino. Vezio de Lucia, assessore all’Urbanistica della prima giunta Bassolino, all’indomani del nuovo Prg, dichiarò: «La variante si attesta su 2 milioni e 115mila metri cubi, pari a un indice dello 0,64 su un’area di 330 ettari (…), il progetto della nuova Bagnoli ricorda via Caracciolo (…), diventerà la più bella passeggiata del mondo». Gli indici di De Lucia molto più bassi rispetto alle proposte del Partito socialista e in linea con altre esperienze europee. La nuova Bagnoli avrebbe alimentato quel sogno del “Rinascimento napoletano” che si coagulava attorno al mandato carismatico di Bassolino.
 
Fuori gli speculatori e via libera al verde. Difatti, il tema del verde e della decongestione della metropoli era già fra le priorità del Prg del 1939. Con la crisi di Tangentopoli, quella prospettiva sembrava praticabile. Le nuove costruzioni avrebbero dovuto riguardare le aree verdi e i servizi. Ma da allora, rinvii e stucchevoli variazioni. All’approvazione dell’ultima delibera, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha dichiarato: «Una risposta concreta alla fame di case che contraddistingue la nostra città». Proprio il contrario di quello che affermavano De Lucia e Bassolino nel 1995 («La variante di salvaguardia mette fine alla cementificazione, colma il deficit di spazi pubblici e collettivi»).
 
 
Il cambiamento delle destinazioni d’uso ora approvato dalla Iervolino, invece, riduce lo spazio per i servizi. La delibera ci porta 700 alloggi in più, oltre ai 1.300 iniziali, mantenendo 154mila metri cubi di alberghi e strutture ricettive. Con la riduzione delle aree destinate ai servizi da 1 milione e 145mila metri cubi a 920mila. I metri cubi per gli alloggi, oggi, passano da 426mila a 626mila. E il primo progetto De Lucia ne prevedeva da 100mila a massimo 300mila.