Posts tagged ‘combustibili fossili’

luglio 11, 2013

James Hansen: le scelte energetiche di oggi decideranno del futuro dell’umanità.

Il pianeta ha abbastanza combustibili fossili di cattiva qualità da fare esplodere l’effetto serra. Secondo Hansen l’umanità deve salvare il proprio futuro con una completa decarbonizzazione entro il 2030

“Ci sono abbastanza risorse fossili per scatenare l’effetto serra in modo esplosivo, con feedback fuori controllo che dureranno per secoli”.
In un’intervista al Guardian, il prof. James Hansen, ex direttore del Goddard Space Institute ed uno dei più importanti climatologi del pianeta, ha anticipato le conclusioni di un articolo che apparirà a breve sulle Philosophiocal Transactions della Royal Society.

Il lavoro di Hansen non riguarda tanto la modellizzazione climatica, quanto la ricostruzione delle correlazioni tra CO2, temperatura e livello dei mari negli ultimi 65 milioni di anni.

Secondo Hansen, sulla base delle passate esperienze del pianeta, la combustione di tutte le riserve fossili accessibili pomperebbe talmente tanta CO2 in atmosfera da poter fare salire la temperatura dai 16 ai 25 gradi nell’arco di qualche secolo.

In queste condizioni sarebbe impossibile coltivare i cereali e si ridurrebbe drasticamente lo strato di ozono, rendendo di fatto la terra inabitabile agli umani. Andremmo incontro a simili effetti anche bruciando solo 1/3 del carbone, delle sabbie bituminose o dell’olio di scisto che si trovano sotto terra.

novembre 28, 2012

Il mondo non ha mai usato tanto carbone.

(Nonostante i limiti che alcuni paesi hanno alle emissioni e quelli che si stanno discutendo anche in questi giorni a Doha, la domanda di carbone, la fonte di energia piu’ inquinante, non e’ mai stata cosi’ alta e continua a crescere. Lo afferma un rapporto dell’agenzia Wood Mackenzie.

Secondo i numeri del rapporto nel 2010 la domanda di carbone e’ cresciuta del 6%, il doppio del gas e quattro volte piu’ del petrolio, superata soltanto dalle rinnovabili, e i dati preliminari sul 2011 sembrano ricalcare queste cifre. A guidare il boom, spiegano gli esperti, e’ il fatto che questo combustibile ha prezzi sempre minori a causa di una serie di fattori: ”A causa della crisi economica c’e’ stato un vero collasso della richiesta di energia delle industrie – spiega Paul McConnell, uno degli analisti della societa’, alla Bbc – questo ha portato a una sovrapproduzione di carbone, che ha spinto in basso i prezzi, e ha causato anche un surplus di permessi di emissione di CO2, che ha aumentato questo effetto sui prezzi”.

maggio 6, 2012

Global warming: le piante che fioriscono velocemente…

 

Una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sul sito web di Nature, evidenzia come il riscaldamento globale stia avendo un impatto significativo su centinaia di specie animali e vegetali in tutto il mondo, cambiando alcuni modelli di allevamento, di migrazione e di alimentazione.

Lo studio si basa su dati provenienti da studi del ciclo di vita delle piante e di esperimenti effettuati in quattro continenti e 1.634 specie. Si è riscontrato che alcuni esperimenti avevano sottovalutato la velocità della fioritura da 8,5 volte e le foglie che crescono di 4 volte.

Come risposta ai cambiamenti climatici le piante sono fiorite più velocemente di quanto gli scienziati avevano previsto, fenomeno che potrebbe avere effetti devastanti a catena sulla catena alimentare e sull’ecosistema.

L’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera dalla combustione di combustibili fossili può influenzare il modo in cui le piante producono ossigeno, mentre temperature più elevate e precipitazioni variabili possono cambiarne il comportamento.

Predire la risposta delle specie al cambiamento climatico è una sfida importante in ecologia“, han detto i ricercatori della University of California di San Diego e numerose altre istituzioni statunitensi.

marzo 25, 2012

Avanti con la green economy.

Tra qualche decennio la green economy avrà occupato una gran fetta del mercato energetico. Questo lo si deve non tanto alle limitazioni imposte da quello che era (lo è ancora, in effetti) il Protocollo di Kyoto, bensì alla consapevolezza dei più lungimiranti che hanno compreso che se non si smette di utilizzare gli idrocarburi e si trascura la sostenibilità, la vita sul nostro pianeta potrebbe avere vita breve.

Tra le regioni del mondo ad aver colto pienamente questa esigenza non può mancare certo la California, ma anche altre regioni lungo la costa occidentale degli Stati Uniti.

Difatti, circa il 3% delle persone che vivono lungo la costa occidentale hanno già ora posti di lavoro nel settore Green, circa 508.000 posti di lavoro verdi, che potrebbero triplicare a 1,5 milioni entro il 2020 se le politiche applicate rimarranno in pista e ulteriormente rafforzate.

Quei posti di lavori attualmente contribuiscono al 2% del PIL della regione, circa 47 miliardi di dollari di attività economica. Se dovessero triplicare, il settore verde potrebbe crescere di oltre il 200% a 140 – 192 miliardi  di dollari entro il 2020.

E queste sono stime prudenti, dice lo studio realizzato dal Pacific Coast Collaborative.  La green economy avrebbe portato prosperità a livello locale e sta crescendo anche crescere l’esportazione di soluzioni in tecnologie pulite verso l’Asia.

I posti di lavoro nella Clean Economy sono cresciuti in media 2-3 volte più veloci del totale dei posti di lavoro per l’economia nell’ultimo decennio, e sono più resistenti alla volatilità del mercato e alle vulnerabilità, dice il rapporto.

settembre 7, 2011

Secondo l’EPIA nel 2013 l’energia solare può costare già come quella convenzionale


Già nel 2013 l’energia fotovoltaica potrebbe costare quanto quella prodotta da fonti convenzionali, con l’Italia in testa. La conclusione di uno studio sui mercati dei principali paesi europei pubblicato dalla EPIA (Associazione europea delle industrie del fotovoltaico) è convinto che l’energia solare sia già oggi più conveniente di quanto pensano in molti, troppi, compresi alcuni dei leader politici più influenti del vecchio continente.

Il traguardo della piena parità di costi di produzione dell’energia fra i combustibili fossili e il solare nel 2020 sarebbe più a portata di mano di quanto immaginato. Negli ultimi 20 i costi di produzioni del fotovoltaico sono diminuiti costantemente, ma hanno la potenzialità di scendere di un altro 50% entro la fine del decennio, ma secondo l’EPIA l’energia elettrica fotovoltaica potrebbe costare dagli 8 ai 18 cent per KWh entro il 2020.

Già oggi in Germania produce dal carbone a 9 cent di euro e questo costo è previsto in salita grazie alle normative ambientali più stringenti e ai costi per le emissioni di CO2. Il presidente di Epia, Ingmar Wilhelm, è convinto e parla di “esempio italiano da seguire“:

settembre 3, 2011

Comunità post petrolio, funzionano sul serio?

vivere senza petrolio

Ho letto l’interessante articolo di Chiara Zappa su Avvenire dal titolo Il Paese dove si vive senza petrolio. Il che non è proprio vero, nel senso che a Monteveglio, il comune oggetto dell’articolo e in provincia di Bologna ai confini del Parco regionale Abbazia , continuano a usare combustibili fossili. Ma i poco più di 5000 abitanti provano a farne a meno grazie alla delibera del 54/2009 in cui è scritto nero su bianco l’obiettivo:

Fuoriscita dal petrolio e dai combustibili fossili come politica prioritaria di quest’amministrazione, attraverso un Piano di Decrescita Energetica che renda Monteveglio comune “Post Carbon”.

Di Monteveglio e delle città di transizione ne scrivevamo anche noi un paio di anni fa. E da allora a Monteveglio attuale città di transizione si sono aggiunti altri 19 comuni che sperimentano uno stile di vita sostenibile e free carbon.

Il fatto è che nessuno sa se e quanto funzionerà. Il futuro senza idrocarburi è ancora tutto da scrivere e in pratica si sperimentano di volta in volta soluzioni che sono i piccoli passi che potranno portare dall’adattamento alla rivoluzione della vita senza petrolio. Il punto è questo: secondo Rob Hopkins ideatore delle Città di transizione occorre del tempo per riadattarsi a una vita che non lo contempli (ecco la transizione) e dunque meglio iniziare a provarci con piccole comunità.

In cosa consiste oggi una vita che inizi a fare a meno del petrolio? Consiste in una serie di passaggi semplici semplici: dal camminare a piedi al produrre pane in casa; al coltivare un orto al non sprecare energia, al realizzare un pollaio; all’acquisto comune di cibo e pannelli solari. Tutto qui? Sembrerebbe di si…

Qui la puntata di Report (tempo: 1,14) che racconta l’esperienza di Monteveglio.

aprile 2, 2011

Spagna da record: energia eolica prima fonte energetica a marzo.

Mentre nel nostro Paese il futuro delle rinnovabili continua a restare fermo al palo, i cugini spagnoli ci danno l’ennesima lezione in questo senso confermandoci, qualora ve ne fosse bisogno, di quanto sia pauroso il nostro ritardo nei loro confronti. L’energia eolica nel mese di marzo ha infatti rappresentato la prima fonte di elettricità in Spagna; questo succede per la prima volta nella storia. I parchi eolici hanno coperto il 21% della domanda e raggiunto un record mensile, il 5% in più rispetto al marzo dello scorso anno.

Ma c’è di più: le energie rinnovabili, di cui la Spagna ricordiamolo è uno dei Paesi leader mondiali, hanno fornito complessivamente il 42,2% della domanda di elettricità. A questo punto la domanda è d’obbligo: ma con l’impegno si può davvero sperare di costruire un mix energetico fatto soltanto di rinnovabili in un futuro non lontanissimo o effettivamente questi record, per via dell’aleatorietà delle fonti pulite, avranno un loro picco massimo difficilmente superabile?

novembre 1, 2010

A caccia di energia solare con la fotosintesi artificiale.

I consumi raddoppieranno entro il 2050. Quale sarà il ruolo delle fonti rinnovabili? In esclusiva un estratto della lectio magistralis che il biochimico britannico Barber terrà il 4 novembre al Festival della Scienza di Genova.

 Entro il 2050 i consumi globali di energia sono destinati quantomeno a raddoppiarsi rispetto a quelli attuali, nonostante la diminuzione sostanziale dell’intensità energetica, a causa della crescita demografica ed economica mondiale.  In linea di principio, questa richiesta di energia potrebbe essere soddisfatta dai combustibili fossili, in particolare dal carbone. Tuttavia le conseguenze ambientali che ne deriverebbero impongono la ricerca di fonti alternative, più pulite e non impattanti sul livello di anidride carbonica presente in atmosfera.L’energia solare e quella nucleare sono le soluzioni più discusse: entrambe però rendono necessarie forti innovazioni tecnologiche, in grado di renderle efficienti, affidabili e sicure.Una modalità particolarmente interessante consiste nell’imitare la natura producendo una foglia artificiale, robusta e a basso costo, che sfruttando un processo simile a quello della fotosintesi potrebbe essere in grado di catturare l’energia solare e conservarla sotto forma di legami chimici, per poi poterla liberare all’occorrenza.James Barber è Ernst chain professor biochemistry all’Imperial College di Londra e presidente della International society of photosynthesis research, è inoltre visiting professor al Politecnico di Torino, dove ha fondato il BioSolar Laboratory. La sua lectio magistralis dal titolo “Possiamo costruire foglie artificiali per la produzione di combustibile solare?”Sarà tenuta a Genova il 4 novembre.