Posts tagged ‘claudio scaiola’

febbraio 16, 2010

Scende la fiducia degli italiani nei confronti di Berlusconi.

Sembra che gli Italiani malgrado la droga quotidiana di telegiornali fasulli comincino a riflettere su quello che Berlusconi è e su cosa rappresenta il suo governo. Infatti da quanto emerge dalla rilevazione mensile che l’Ipr Marketing fa per conto di ‘Repubblica.it’ sulla fiducia a Premier, Governo, Ministri e Partiti presenti in Parlamento sembra che la fiducia nei confronti di  Berlusconi scenda di due punti toccando il (46%) con una sfiducia record da parte degli scontenti(52%); Governo e Pdl stabili (40% e 46%); Pd e Idv in crescita rispettivamente di 3 e 2 punti (40% il primo, 38% il secondo).

I PARTITI – In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti, il comando della graduatoria rimane nelle mani del PDL, che si conferma al 46% di fiducia. E’ da notare però una netta ripresa dell’opposizione di sinistra; se per il PD si registra una crescita del 3%, che gli consente di tornare al 40%, anche l’Italia dei Valori sale di due punti rispetto allo scorso mese e arriva al 38%. L’UDC, stabile al 40%, si conferma al momento seconda forza alle spalle del Pdl, sebbene ora affiancata dal PD. La Lega Nord rimane stabile al 31%. Per quanto riguarda i ministri ci fa piacere registrare che il meno amato dagli italiani sia Maurizio Sacconi, titolare del dicastero del Welfare con un 62%. Alle sue spalle il Ministro della Paura Roberto Maroni, stabile al 60%. Segue al 58% un poker di ministri: Angelino Alfano (stabile), Giulio Tremonti (+1%), Renato Brunetta (-3%), Claudio Scajola (+2%). Praticamente uno peggio della’altro. Mi piacerebbe sapere che percentuale gli Ialiani danno alla bella Mara Carfagna.

gennaio 28, 2010

Si ferma la Fiat

Il gruppo Fiat ha deciso di fermare la produzione in tutti gli stabilimenti della divisione auto dal 22 febbraio al 7 marzo. Lo ha reso noto la società, precisando che la misura, che coinvolge circa 30mila addetti, si è resa necessaria in seguito all’assoluta mancanza di ordini a partire dai primi giorni di gennaio. «Prevedendo che questo andamento negativo continui – scrive Fiat che ha recentemente presentato i conti 2009 – è quindi necessario adeguare i livelli produttivi alla domanda. Gli stabilimenti interessati al fermo delle attività sono Mirafiori, Termini Imerese, Sevel, Sata – Melfi, Cassino e Pomigliano. Il governo per bocca del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola ha criticato la decisione dell’azienda. In particolare, il ministro ha detto che, proprio in questo periodo in cui si stanno conducendo le trattative su Termini Imerese, «questa rapidità di decisione della Fiat di avviare la Cig a fine mese per tutti gli stabilimenti mi pare una decisione non opportuna». Anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è critico sulle decisioni delle aziende e ha “Qualcuno lo chiamerebbe un ricatto». Il ministro Scajola parlando degli incentivi ha dichiarato che, il governo sta studiando la possibilità di rinnovarli. Il governo ancora una volta dimostra di non avere una politica industriale seria che serva a far uscire l’industria italiana dalla crisi. Ha ragione Epifani segretario generale della CGIL quando afferma che sulla crisi del settore auto il governo deve aprire gli occhi e decidere. Le misure tampone non servono a nulla. Occorre invece un piano di politica industriale generale, così come è successo in tutte le altre nazioni europee. Negare gli incentivi o ridurli significa metter per strada centinaia di migliaia di lavoratori e condannare al fallimento centinaia di piccole azione della cd. Subfornitura. Allora bisognerebbe fare come in altri paesi in cui si sta provvedendo non solo a misure per il settore auto e, in tal senso, è emblematico il caso della Francia dove si stanno adoperando per aiuti «al settore del trasporto e delle costruzioni aeree mentre, in altri Paesi, si stanno affrontando problemi legati alle infrastrutture e alla formazione». Aiutare la Fiat e tutti i settori industriali in difficoltà in questo momento con strumenti mirati significa generare un effetto domino benefico che aiuterebbe alla fine tutto il comparto industriale e quindi , anche le piccole e piccolissime imprese.Piuttosto la concessione dehli incentivi dovrebbe essere legata ad un corrispettivo da parte dell’azienda ad investimenti in ricerca, sviluppo di settori alternativi.